Il 18, 19 e 20 giugno si è svolta a Milano la Festa di Riscossa Popolare della Federazione Lombardia del P.CARC.
La Festa è stata organizzata assieme ai compagni di Gratosoglio Autogestita, spazio in cui si è tenuta e dove ha sede anche la brigata volontaria “Solidarietà Popolare Milano sud”.
Abbiamo concepito questa tre giorni come la festa delle organizzazioni operaie e popolari e momenti di dibattito e confronto si sono combinati con iniziative di lotta e spazi di socialità.

Dal momento che la mattina di venerdì 18 giugno, mentre erano in atto gli scioperi del settore elettrodomestici e della logistica, ci è arrivata la tragica notizia dell’omicidio di Adil (vedi articolo a pag. 8) ci siamo immediatamente mossi per mettere in campo un’iniziativa, coordinandoci con i compagni del vicino centro sociale ZAM (Zona Autonoma Milano): abbiamo organizzato un piccolo presidio e affisso uno striscione fuori dal LIDL di zona.
Nel pomeriggio la brigata ha distribuito i pacchi spesa, coinvolgendo nell’attività anche diversi abitanti del quartiere.

Si è quindi tenuto il primo dibattito, sul tema della solidarietà ai rivoluzionari prigionieri, organizzato assieme ai compagni dello spazio Micene e che ha visto la partecipazione di Manolo Morlacchi, autore di libri sull’argomento ed esponente del Partito Comunista.
Sono intervenuti in collegamento telefonico i compagni della Rete Internazionale in Difesa del Popolo Mapuche e del Movimento per l’Amnistia e i Diritti Fondamentali (Movadef), attivo in Perù nella lotta per la liberazione dei rivoluzionari prigionieri di Sendero Luminoso. I compagni del Partito Comunista delle Filippine, che conducono una delle più avanzate esperienze di guerra popolare rivoluzionaria, hanno invece inviato un contributo scritto.
La giornata si è chiusa con un concerto rap, che è stato occasione per ribadire la nostra solidarietà a Pablo Hasel, rapper catalano arrestato per le sue canzoni, e per fare una foto collettiva in ricordo di Adil.

Sabato 19 giugno si è tenuta una nuova distribuzione di pacchi spesa che è stata occasione di confronto con gli abitanti del quartiere. Nel pomeriggio si è svolto invece il dibattito sulle elezioni amministrative, a cui abbiamo invitato tutti i candidati per il Comune di Milano per ragionare assieme a loro su come usare la campagna elettorale per rafforzare la mobilitazione popolare.
Hanno partecipato i compagni di GTA, quelli del Comitato di difesa della Sanità Pubblica di Milano Sud-Ovest, il compagno Roberto “Ripax” Ripamonti, membro di Patria Socialista candidato nelle liste del PC a Milano, e diversi singoli.
In una città dove ci sono quattro liste popolari o comuniste che si presentano separatamente e in concorrenza l’una con le altre, la partecipazione di elementi che fanno riferimento a differenti aree politiche è stata positiva, perché va nella direzione di costruire un fronte comune.
Esempio importante è stato il lavoro che i compagni di GTA stanno facendo per elaborare un programma dal basso per il quartiere, attraverso questionari, banchetti e assemblee sul tema della sanità, del lavoro e della casa. È su questo programma che essi chiameranno ogni candidato a schierarsi e ad agire fin da subito.
La serata si è poi conclusa con una cena araba preparata da alcuni abitanti del quartiere che partecipano alla brigata per l’emergenza.

Infine la giornata del 20 abbiamo preparato assieme i materiali e partecipato alla manifestazione “Cacciamoli” contro la giunta regionale Fontana-Moratti-Bertolaso, lanciata da ZAM e costruita da un comitato cittadino cui avevamo partecipato nelle settimane precedenti.
In piazza abbiamo portato la linea del commissariamento popolare: proseguire la mobilitazione fino a cacciare la giunta per metterne al suo posto una popolare, espressione delle realtà che si sono mobilitate contro la gestione criminale dell’emergenza di Fontana e soci.
La giornata di mobilitazione ha visto numerosi interventi e la rappresentazione di un processo popolare. I partecipanti hanno provato ad affiggere la sentenza di questo processo sulla porta del palazzo della Regione, ma sono stati respinti dalle manganellate della celere.

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