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Chi non lotta ha già perso, ma per vincere sono necessarie alcune condizioni

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Luglio 4, 2021
in Resistenza N. 7-8/2021
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Anche in una situazione segnata dalla crisi nella sua fase acuta e terminale vincere le lotte rivendicative è possibile, purché sussistano determinate condizioni.

In particolare, è necessario:

1. che gli elementi decisi a vincere si coalizzino e prendano in mano la direzione della lotta (non la linea del meno peggio, ma la linea del combattere e vincere). Per riuscire a vincere non è sufficiente volerlo, ma di certo non si vince se chi dirige la lotta non è deciso a farlo. Là dove gli elementi più avanzati non sono già organizzati, il primo passo è raccoglierli in un organismo, ufficiale o informale, in modo da coalizzarli, individuando i punti di forza su cui far leva e gli aspetti negativi da neutralizzare, definire la linea e i passi da fare, dividersi i compiti;

2. non farsi legare le mani dalle leggi e dalle regole della classe dominante e dal senso comune (“si è sempre fatto così”). Decidere in piena autonomia quali sono, caso per caso, i metodi di lotta più efficaci e sostenibili, a prescindere dalla loro legalità. L’unico principio valido è che è legittimo tutto quello che serve agli interessi dei lavoratori, anche se è vietato dalle leggi dei padroni e delle loro autorità;

3. tenere in mano l’iniziativa senza lasciare tregua al nemico (non attestarsi sulla difensiva; bando all’attendismo). Rispondere colpo su colpo agli attacchi della classe dominante e delle sue autorità non basta! Si tratta di organizzarsi per prevenire e anticipare le sue mosse e continuare a organizzarsi e mobilitarsi con autonomia e costanza a prescindere da quello che il nemico fa o non fa;

4. costruire attorno alla lotta una fitta e ampia rete di alleanze anche uscendo dall’azienda, dalla scuola, dal territorio, ecc. Ogni lotta se esce dal proprio ambiente può fungere da catalizzatore del malcontento generale e alimentare la mobilitazione. In questo modo può raccogliere sostegno e solidarietà su vasta scala. Quanto più la solidarietà è estesa, tanto più diventa un’arma potente per la vittoria;

5. usare ogni appiglio, a cominciare dalle contraddizioni in campo nemico, per rafforzare il nostro campo e isolare il nemico (“metterne dieci contro uno”). La classe dominante non può governare il paese senza un certo grado di consenso o almeno di indifferenza delle masse popolari. Sono loro il suo tallone d’Achille! Bisogna fare leva su questo aspetto, spingendo personaggi pubblici, esponenti politici, dirigenti sindacali, amministratori locali, ecc. a sostenere concretamente la lotta, anche mettendoli in competizione l’uno con l’altro.

Se è vero come è vero che ogni risultato ottenuto con le lotte rivendicative è di per sé parziale e temporaneo, è vero anche che ogni gruppo di lavoratori, studenti, masse popolari, che difende con successo il proprio posto di lavoro, la propria scuola, il diritto alla salute, il territorio, indebolisce il campo nemico e rafforza il campo delle masse popolari. Ogni singola vittoria insegna, con la forza dell’esempio pratico, che è possibile resistere con successo agli effetti della crisi, che non è vero che “i padroni sono troppo forti” (tutt’altro!), ma soprattutto che è possibile vincere!
Nei prossimi mesi, per via delle misure del governo Draghi, il paese sarà percorso da nuovi focolai di lotta: nuove vertenze si aggiungeranno a quelle esistenti e nuove mobilitazioni scaturiranno dallo sblocco di sfratti e licenziamenti.

Praticare questi cinque punti è il modo migliore non solo per vincere le singole battaglie, ma soprattutto per sedimentare organizzazione tra le masse popolari, un’organizzazione che non si limita alla vertenza particolare e che va ad accrescere la rete di organismi operai e popolari che può non solo imporre una battuta d’arresto al governo Draghi ma anche arrivare a cacciarlo.

Vincere anche in uno solo dei principali fronti di lotta rafforzerà la fiducia, spingerà avanti tutti i focolai di resistenza e farà fare un passo importante a tutto il movimento delle masse popolari organizzate del nostro paese.

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