Il 12 giugno circa 10.000 persone hanno preso parte alla marcia da Bussoleno a San Didero. Un successo che segna il rilancio della partecipazione popolare nella lotta contro una delle principali grandi opere speculative del nostro paese. Con la mobilitazione contro lo sgombero di San Didero, l’attività in Val Susa dei comitati, delle associazioni e anche delle amministrazioni locali No TAV, ha assunto nuovo vigore andando ad alimentare anche la lotta più generale contro la repressione: di particolare importanza la presenza alla marcia di Maria Edgarda Marcucci, “Eddy”, che ha violato pubblicamente la sorveglianza speciale impostale dal Tribunale di Torino per aver partecipato alla resistenza curda nella Siria del Nord.

Il 19 giugno, a pochi giorni dalla marcia, è stata pubblicata sui giornali una lettera di Sitaf (società del gruppo Gavio incaricata da Telt della costruzione del traforo autostradale e dell’autoporto di San Diedero) in cui l’azienda comunica a tutte le imprese “preselezionate” che la procedura di gara per la costruzione dell’autoporto è sospesa per “intervenuta necessità di modifiche progettuali”. La lettera è stata protocollata il 7 giugno.

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