Dal 18 al 20 giugno si è svolta a Firenze la Festa della Riscossa Popolare toscana, ospitata nella Casa del Popolo “Le Panche”. Una tre giorni di dibattiti, socialità e musica che ha coinvolto i compagni delle Sezioni toscane, gli abitanti del quartiere e della città, protagonisti sia della costruzione che dello svolgimento della Festa stessa.
Un variegato programma di iniziative ha permesso di far partecipare attivamente i lavoratori, gli studenti, le realtà popolari e i comitati cittadini, che hanno tutti contribuito a creare momenti di confronto e dibattito sulle questioni più urgenti che riguardano le masse popolari.

Venerdì 18 giugno, il primo dibattito dal titolo Recovery Fund e Grandi Opere: cosa sta succedendo in Val Susa? ha visto come relatore Alessandro Della Malva, compagno del movimento NO TAV e membro del P.CARC, ed è servito ad approfondire il confronto sulla speculazione delle grandi opere inutili che attraversano da un capo all’altro il nostro paese, ma soprattutto sui movimenti di resistenza delle masse popolari che vi si oppongono.

Sabato 19 giugno, abbiamo celebrato la Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero e per l’occasione si sono tenuti un reading di poesie di Sante Notarnicola e un dibattito sui tentativi rivoluzionari degli anni ’70 con il Segretario Nazionale del P.CARC, Pietro Vangeli.

L’ultimo giorno della Festa ha visto invece come protagonisti i lavoratori, che hanno riportato le loro esperienze di lotta (con relativi nodi aperti), e che si sono confrontati sulla prospettiva imminente dello sblocco dei licenziamenti e su come organizzarsi per mettere mano alle loro condizioni.

Dato che venerdì 18 giugno era stato ucciso a Novara un lavoratore, Adil, delegato del SI COBAS (vedi articolo a pag. 8), alla Festa i compagni hanno voluto esprimere la loro solidarietà ma anche la necessità di non lasciare impunita la sua morte. Lo hanno fatto con uno striscione e con il sostegno e la partecipazione alle mobilitazioni che in quei giorni si stavano svolgendo anche a Firenze.

Ai due tavoli tematici a cui hanno partecipato studenti e collettivi, si è parlato, inoltre, delle prospettive di lotta nelle scuole e università e della difesa dei circoli e delle case del popolo, un tema particolarmente sentito in Toscana, e a Firenze in particolare, dove se ne contano centinaia.

L’aver deciso di organizzare la Festa all’interno di una Casa del Popolo, coinvolgendo in primis chi la frequenta, non è stato casuale. In una Firenze sempre più ridotta a città-vetrina per ricchi e turisti, abbiamo voluto infatti ribadire nella pratica il diritto delle masse popolari a riappropriarsi dei circoli e dei luoghi di sana aggregazione popolare, che la classe dominante col pretesto del Covid cerca di chiudere per sempre.

La grande partecipazione e il raggiungimento dell’obiettivo economico (le Feste hanno infatti anche lo scopo di raccogliere soldi per portare avanti le attività del Partito) dimostrano ancora una volta che le masse popolari hanno voglia di riscossa, che sentono la necessità di confrontarsi per trovare delle soluzioni alle loro condizioni di vita e che, più o meno consapevolmente, sanno che è soltanto mobilitandosi dal basso che possono farlo.

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