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Il movimento comunista e la lotta alla repressione del governo Meloni

Agenzia Stampa Staffetta Rossa by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Maggio 6, 2026
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A seguito dell’attacco repressivo del 21 aprile si è immediatamente sviluppato un ampio movimento di solidarietà nei confronti del Partito dei Carc e dei compagni sotto attacco a Firenze e Napoli. Nonostante l’iniziale silenzio dei media, la notizia si è subito diffusa grazie alle denunce tempestive degli stessi compagni che hanno subìto le perquisizioni e di quelli accorsi in loro sostegno. Con la pubblicazione del mandato di perquisizione è stato inoltre smascherato il castello accusatorio, fondato sul niente, che la Procura di Napoli si è presa l’incarico di costruire. 

Il movimento di solidarietà e di lotta alla repressione che si è sviluppato, e che sta proseguendo, ha coinvolto tanto il movimento in lotta contro la Terza guerra mondiale quanto le forze che compongono il movimento comunista cosciente e organizzato nel nostro paese. Mettendo in luce la possibilità e la necessità di unire le forze contro il nemico comune.

L’attacco repressivo al Partito dei Carc infatti si inserisce nel più complessivo attacco del governo Meloni, in combutta col resto delle Larghe intese, al movimento che nel paese si mobilita in solidarietà alla Palestina, che lotta per fermare la Terza guerra mondiale e rompere con la Nato. Si inserisce quindi anche nel più complessivo attacco al movimento comunista, che deve esserne la forza dirigente.

Solidarietà contro il “teorema terrorismo” dal movimento contro la guerra

Le prese di posizione e gli attestati di solidarietà che sono arrivati da partiti e organizzazioni comuniste – sia dal nazionale che dai territori – sono stati tanti e immediati. Tanti compagni si sono schierati da subito e alimentando il fronte di lotta contro la repressione promossa dal governo Meloni. In tanti hanno contribuito a denunciare l’attacco repressivo e a rompere il tentativo di isolamento facendo appello a tutte le altre realtà affinchè si schierassero.

Da Potere al Popolo – “Le perquisizioni e le accuse di stamattina si collocano nel generale clima politico di crescente criminalizzazione delle forme del conflitto politico, sociale e sindacale che in primis il Governo Meloni sta determinando nei posti di lavoro, nelle scuole e nelle università, sui territori. […] E’ necessario opporsi decisamente ad operazioni repressive di questo tipo, anche nelle mobilitazioni dei prossimi giorni, che ci porteranno alle giornate antifasciste del 25 aprile, per fermare ogni tentativo, diretto ed indiretto, di zittire l’opposizione politica e sociale nel nostro paese.”

Dalla Lega Trotskista d’Italia – “Esortiamo la sinistra e i sindacati a schierarsi a difesa dei compagni del P-Carc. Se la parola d’ordine del governo è: bastonare chi protesta e premiare chi lo pesta la nostra dev’essere: costruiamo un fronte unito difensivo in grado di fermarlo.”

Da Risorgimento Socialista Puglia  – I compagni e le compagne di Napoli stanno convergendo lì, sotto la Questura in via Medina. Con questa prima nota, oltre a diffondere la notizia delle perquisizioni, denunciamo il tentativo di colpire il P.Carc con un’evidente e provocatoria montatura giudiziaria […]Invitiamo le organizzazioni e i partiti del movimento comunista italiano, gli organismi operai e popolari, i movimenti e le reti sociali a prendere posizione pubblicamente contro questa sporca manovra repressiva che si aggiunge alle altre decine in corso in tutto il paese per manifestazioni e cortei: con le accuse di “terrorismo” contro il P.Carc le autorità giudiziarie allargano il loro attacco contro tutto il fronte delle masse popolari e della lotta contro il governo Meloni. Quanto più il loro tentativo di cade nel vuoto, tanto più la lotta contro il governo Meloni, il sistema delle Larghe Intese e le loro autorità giudiziarie si sviluppa e si rafforza. Rivoltiamo la repressione contro chi la promuove!

La repressione che oggi il sistema della Larghe intese mette in campo non è sintomo della sua forza, anzi è il segnale della sua debolezza. È il segnale che questo sistema politico è con l’acqua alla gola e non trova altri modi rimanere a galla. Usarla per la classe dominante vuol dire anche correre il rischio che gli si ritorca contro e non è un caso che abbia osato attaccare nel momento in cui la mobilitazione dello scorso autunno si è abbassata di tono. Peccato però che il movimento di Resistenza del paese non è scomparso, anzi, nei mesi scorsi si è strutturato e organizzato, è diventato più cosciente della necessità di disfarsi del governo Meloni per portare il paese fuori dalla guerra.

Da Patria Socialista di Milano e di Reggio Emilia – “I militanti dei carc sono stati pretestuosamente accusati per reati di opinione. Ancora una volta questo governo liberticida, in perfetto stile maccartista, tramite la magistratura intende in realtà attaccare direttamente il movimento comunista e antagonista per impedire le lotte sociali.” “Non è un caso che una mossa repressiva di questa portata arrivi proprio nel momento in cui la mobilitazione generale nel paese, ma non solo in Italia, assume numeri piuttosto rilevanti. […] Come abbiamo ribadito più di una volta non sarà la repressione a piegare la lotta, non saranno le galere a fermare la Resistenza.”

Da Antitesi organizzazione comunista – “Questa ultima azione dell’autorità giudiziaria è parte della più ampia campagna repressiva contro tutto il fronte di chi si oppone alla politica anti proletaria del governo Meloni, e che denuncia la sua
complicità nel genocidio dei palestinesi e nelle guerre imperialiste.
Una campagna tesa a colpire lo sviluppo del movimento contro la guerra che si è espresso durante l’ultimo anno di mobilitazioni in solidarietà al popolo palestinese e alla sua resistenza. Vere e proprie rappresaglie che colpiscono organizzazioni e individui, ma che hanno come obiettivo quello di chiudere gli spazi ad un movimento di massa ben più ampio.[…] I veri terroristi oggi sono le classi dominanti criminali che portano i popoli alla guerra, e che in tutto l’occidente, e in Italia, scaricano la crisi del loro sistema sui proletari e sulle masse popolari. Con la repressione sperano di costringerle a sopportare il progressivo e grave peggioramento delle loro condizioni materiali di lavoro e di vita. Facciamola diventare una speranza vana!”

Dal collettivo Militant – “Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e siamo consapevoli che questa montatura si inserisce in un clima di crescente repressione del dissenso politico e delle lotte sociali che coinvolge e colpisce tutti e tutte. Le mobilitazioni di questi ultimi mesi hanno evidentemente messo paura a chi, dall’alto dei propri posti di potere, riesce a intravvederne quelle potenzialità che invece noi stessi spesso fatichiamo a cogliere. Al fianco di chi lotta. Sempre. Senza se e senza ma.”

Una potenzialità che è reale e che deve affermarsi. Su questo i comunisti oggi devono confrontarsi, devono costruire un’unità d’azione e di indirizzo. Sul perché il movimento dello scorso autunno e per il referendum non è riuscito a dare una spallata decisa al governo Meloni, su quali sono le prospettive che questo movimento deve porsi, quali passi deve fare. Come può arrivare a costruire l’alternativa di governo da imporre oggi. Su queste basi i comunisti possono e devono marciare uniti, agendo insieme e dibattendo in maniera franca, al netto delle differenze che contraddistinguono le varie organizzazioni. Su questo possiamo costruire l’unità oggi necessaria.

Dal Partito Comunista per l’unità popolare – “Sempre più, con la democrazia, è in questione l’agibilità della lotta, su tutti i piani, politico, sociale, culturale, per la trasformazione sociale; lotta sociale e lotta democratica sono sempre più indisgiungibili e sempre più devono essere parte di una comune battaglia per la democrazia sostanziale, per la giustizia sociale, per un cambiamento radicale, in senso socialista, dello stato di cose presenti.

Come Partito Comunista di Unità Popolare, esprimendo la più piena solidarietà ai compagni e alle compagne colpiti dalla torsione repressiva, moltiplicheremo la nostra iniziativa non solo a difesa di tutti gli spazi di lotta sociale e di agibilità democratica, ma per un vero e proprio cambio di paradigma, per la democrazia piena e autentica, per il socialismo”.

Dal PCI Toscana, Valdichiana Senese e Forlì –  Diano tutta la nostra solidarietà al Partito dei Carc che da anni lotta per una società equa e dalla parte di chi ha bisogno. È in momenti come questo che dobbiamo essere coesi, compatti ed unirsi in unico fronte di lotta, pur mantenendo le proprie organizzazioni, perché ogni distinguo sia utilizzato per crescere e capirsi, non per dividersi come vorrebbe il sistema.

Dal Partito comunista dei lavoratori – Terrorista è lo Stato borghese, non chi vi si oppone. Terrorista è chi fiancheggia le politiche genocidiarie dello Stato sionista, non chi le combatte. Terrorista è questo sistema marcio, non chi ne proclama il superamento contro ogni illusione riformista entro il quadro della sua “legalità”. Che questa vicenda non rimanga un mero fatto di cronaca, ma sia il trampolino di lancio per una rinnovata mobilitazione generale di classe e di massa, che cacci finalmente il governo Meloni e instauri il governo delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Dal Partito Comunista della Rifondazione Comunista di Pisa – “La Federazione di Pisa di Rifondazione Comunista è accanto a questi compagni dei CARC nel respingere la repressione ed è impegnata, con tutti gli antifascisti, ad abbattere il Governo Meloni”.

Dal PMLI Napoli –  “Nel confermare la nostra vicinanza alle compagne e ai compagni colpiti, invitiamo tutti i conseguenti antifascisti ad unirsi in un unico fronte comune che deve essere più largo possibile, senza alcuna preclusione che rilanci con forza la lotta per buttare giù con la piazza il governo Meloni, i suoi gerarchi e lacchè, spazzando via con esso anche i provvedimenti economici, liberticidi ed antidemocratici che ha realizzato in questi anni di sciagurato governo politico”.

Da Noi Comunisti –  “se vogliamo parlare di una “questione politica che ci riguarda tutti” allora dovremmo tutti  cominciare a capire che le azioni che facciamo, possono riflettersi e si riflettono poi su tutti gli altri, dunque: la solidarietà per essere veramente un’arma, deve essere esercitata non soltanto quando veniamo colpiti, ma sempre, ogni giorno, nella pratica quotidiana della lotta di classe, condividendo ogni giorno le battaglie da condurre. Lo diciamo con sincera lealtà ben consapevoli che in questo sistema è difficile riuscire a essere sempre “di acciaio”, ma consapevoli che nel confronto, anche duro, c’è la crescita e la possibilità di migliorare taluni atteggiamenti ed errori.

Sono già tanti i compagni e le compagne che nel paese si pongono l’obiettivo di cacciare il governo Meloni, che si interrogano e cercano l’alternativa con cui sostituirlo.

La lotta contro la repressione ci offre un’altra opportunità per farlo! Ci offre l’opportunità di costruire l’unità d’azione necessaria per far avanzare la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato sperimentando e raccogliendo gli insegnamenti necessari a dirigere il movimento di Resistenza del paese. Per fargli fare passi avanti decisi fino a vincere! C’è bisogno di uno sbocco politico concreto e immediato e i comunisti possono e devono assumere un ruolo decisivo per costruirlo

Ringraziamo i partiti, le organizzazioni, i movimenti, i singoli che ci hanno espresso e ci stanno esprimendo solidarietà. Sono già tanti, stiamo cercando di pubblicarli tutti e rinnoviamo l’appello a scrivere a [email protected] per prendere posizione pubblica, esporsi. Perché questo attacco repressivo, come ogni attacco repressivo, non è mai una questione privata di chi ne è bersaglio, è una questione politica che riguarda tutti.
L’inchiesta per terrorismo è una goffa marchetta al governo dei servi degli imperialisti Usa, dei sionisti e dei nostalgici del Ventennio. 


Per quanto ci riguarda continueremo a lottare per un governo di emergenza popolare che attua la Costituzione, a formare alla lotta di classe e alla lotta politica i giovani e le giovani delle masse popolari, a prenderci la responsabilità del presente in cui vivono e del futuro in cui vivranno.
Con le perquisizioni la polizia politica si è presa telefoni e pc: con la scusa delle indagini ostacolano il nostro lavoro. Chi vuole può esprimere concretamente solidarietà contro questo attacco all’agibilità politica con una sottoscrizione economica per ricomprare le attrezzature rubate con l’inchiesta. Qui il modulo 

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