Lo scorso 25 aprile Firenze ha assistito a uno spettacolo vergognoso, orchestrato dall’amministrazione comunale e dalle forze dell’ordine in occasione delle celebrazioni istituzionali in città. Infatti, come P.CARC abbiamo partecipato insieme a Firenze per la Palestina, BDS e altri al corteo istituzionale, come facciamo ormai da alcuni anni. All’arrivo in piazza dell’Unità (primo appuntamento delle celebrazioni) ad aspettarci abbiamo trovato delle belle transenne che impedivano non solo a noi, ma anche al resto dei cittadini di avvicinarsi all’area per ascoltare i discorsi della sindaca e degli altri rappresentanti. Non solo, ad attenderci la Digos che ha voluto anche consigliare (o minacciare?) un compagno di “non fare casino”, in quanto il giorno precedente era entrato in vigore l’ultimo pacchetto sicurezza che criminalizza ulteriormente le pratiche militanti e di resistenza delle masse popolari, limitando la libertà d’espressione sancita dalla Costituzione. Abbiamo comunque lanciato ripetutamente cori e slogan sulla Palestina e non solo, costantemente ripresi dalla Digos.
La stessa Digos che, alla partenza del corteo da piazza Unità fino a piazza Signoria, ci ha fatto cordone, relegando sia noi che tutto il resto dei partecipanti a loro dire “non istituzionali” alla coda del corteo. Presente invece nella parte “autorizzata” una militante con la bandiera di Sinistra per Israele, ben protetta dagli agenti e chiaramente venuta con il solo fine di provocare. Nonostante questo, la nostra presenza al corteo è stata ben visibile e decisamente rumorosa per tutto il tragitto.
All’entrata in piazza Signoria, poi, un’altra sorpresa: decine di bandiere ucraine con il tridente, accompagnate da quelle dell’Unione Europea, sventolate della comunità ucraina e da +Europa e Azione. Insomma, nella piazza del 25 aprile c’erano le bandiere dei sostenitori dei nazisti ucraini, contro il quale abbiamo protestato cercando di farli allontanare e denunciando a gran voce il vero significato di quei simboli. In tutto ciò la Digos, che ci aveva fatto cordone fino a quel momento, ha cambiato atteggiamento, permettendo al gruppo filo-ucraino di avvicinarsi al nostro gruppo e provocare, nella speranza di qualche “incidente” da poter usare ancora una volta per criminalizzare il movimento per la resistenza palestinese, le organizzazioni che ne fanno parte e noi come P.Carc.
Ciliegina sulla torta, infine, è stata la presenza di altre transenne a dividere l’area riservata agli invitati istituzionali dal resto della piazza, con la sindaca Funaro che ha fatto finta di andare contro le disposizioni di sicurezza e ha “aperto la piazza” al resto dei cittadini, con il sostegno di alcuni assessori. E qui la Digos è tornata a farci cordone per evitare che esponessimo lo striscione e i cartelli o che disturbassimo i discorsi mielosi e pieni di falsa retorica degli invitati, senza riuscirci peraltro.
Uno spettacolo indegno, dicevamo, con l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine che provano a escludere la stessa cittadinanza dalle celebrazioni del 25 aprile a suon di transenne e divieti e, soprattutto, che sdoganano la presenza di sionisti e nazisti nella piazza della Liberazione dal nazifascismo. Al netto di tutto ciò, la determinazione dei militanti e compagni è stata fondamentale per denunciare pubblicamente queste manovre sporche, evitando di far fare al Pd la loro passerella da antifascisti padronali.
Infatti, non è certo una novità il sostegno a spada tratta della sindaca ai sionisti, primo tra tutti al noto Marco Carrai, ma anche ai nazisti ucraini, ricordando che solo poche settimane fa ha conferito la cittadinanza onoraria al sindaco di Kiev, mentre la richiesta di darla all’ambasciatrice per le Nazioni Unite Francesca Albanese non è nemmeno stata presa in considerazione perché “divisiva”.
Lo schifo che si è visto in piazza quest’anno ha mostrato che gli esponenti del “giglio magico” di Matteo Renzi (Giani, Funaro, Nardella, Carrai, ecc.) – che sarebbe più opportuno iniziare a chiamare “giglio marcio” – che governano la città, la Regione e sono a capo dei principali posti di potere in Toscana e oltre non si fanno scrupoli a vandalizzare la giornata del 25 aprile, in una città come Firenze, simbolo della resistenza partigiana e antifascista, Medaglia d’Oro della Resistenza.
Ma serve a farci riflettere anche sul significato del 25 aprile che, nella situazione di crisi del sistema capitalista e di guerra sempre più aperta, non deve essere concepita come giornata di festa ma di lotta. In Italia la Resistenza ha voluto dire liberazione dall’occupante, liberazione dal fascismo, liberazione dallo sfruttamento del capitale. La Funaro si professa antifascista e condanna il fascismo del secolo scorso, ma tollera e legittima la presenza in piazza dei sionisti che sostengono il genocidio in Palestina e le guerre criminali in Medio Oriente; sdogana le bandiere con il tridente ucraino, simbolo di chi sostiene il massacro delle popolazioni del Donbass e russofone in Ucraina. Non c’è da sorprendersi, visto che il polo PD delle Larghe Intese è lo stesso che ha fatto diventare la Toscana una regione a uso e consumo degli imperialisti Usa e UE, permettendo l’installazione del Comando Nato a Rovezzano, permettendo l’utilizzo di porti e aeroporti per i traffici di guerra, facendo lavori alle infrastrutture stradali, marine e ferroviarie per la base di Camp Darby spacciandoli per lavori pubblici e quindi pagati con i soldi delle masse popolari.
Il polo PD della Larghe Intese e il suo sistema di potere e clientele sono nemici delle masse popolari, tanto quanto lo è il governo Meloni da cui si differenzia ben poco nella pratica: le finte sparate della Schlein si sono sciolte come neve al sole quando si è prodigata nel difendere Giorgia Meloni dopo le parole di Trump. Quando c’è da esprimersi e votare sulle cose importanti – come l’invio delle armi in Ucraina o la svendita dell’apparato produttivo del paese – i due poli delle Larghe Intese vanno sempre più che d’accordo!
Di fronte a tutto questo, quindi, il 25 aprile, il 1 maggio, il 2 giugno devono essere concepite come giornate di lotta delle masse popolari per liberare il paese dalle Larghe Intese e porre fine alla Terza guerra mondiale in corso. Il governo Meloni vacilla e le mobilitazioni delle masse popolari degli ultimi mesi hanno fatto fare un salto di qualità alla lotta di classe nel nostro paese: è il momento di dare il colpo di grazia! Nella situazione concreta in cui siamo, le organizzazioni operaie e popolari, i partiti e i sindacati anti Larghe Intese e il movimento comunista cosciente e organizzato devono incanalare la loro mobilitazione verso uno sbocco politico comune: instaurare un governo di emergenza del paese, unica soluzione veramente positiva e alternativa negli interessi delle masse popolari. A questo fine, la partecipazione e contestazione alle celebrazioni istituzionali è un tassello che le organizzazioni delle masse popolari devono usare per portare un orientamento giusto alla piazza e impedire che le Larghe Intese strumentalizzino anche giornate come quella della Liberazione dal nazifascismo per sdoganare il sionismo e il nuovo nazismo ucraino. Ogni appuntamento di lotta deve contribuire a rafforzare questo movimento che già esiste e si fa sempre più tangibile.
In quest’ottica, il prossimo 9 maggio – giornata in cui si celebra la vittoria della Grande Guerra Patriottica, culminata con la vittoria sul nazifascismo da parte dell’Armata Rossa – è il prossimo appuntamento di mobilitazione per denunciare l’asservimento dell’amministrazione comunale e della sindaca Funaro ai nazisti ucraini e contro la russofobia per tenere viva la memoria della lotta che ha liberato l’Europa dal nazifascismo. Infatti Firenze continua negli anni ad essere teatro di episodi di russofobia istituzionalizzata, con i sindaci – prima Nardella e ora Funaro – che fanno pressioni sui teatri affinché non ospitino artisti, spettacoli o film russi, rispondendo “sissignore” agli ordini dei nazisti ucraini e degli imperialisti USA e UE. Tutto ciò che è russo viene vietato e demonizzato, mentre tutto ciò che è israeliano o fa gli interessi dei sionisti viene accettato, promosso e osannato senza dimenticare la censura e le menzogne sul genocidio in Palestina e gli altri teatri di guerra in cui Israele è protagonista. Le Larghe Intese – e in Toscana il PD è alla testa – vogliono imporre alle masse popolari un mondo alla rovescia, usando la parola “democrazia” per reprimere tutto ciò che non è funzionale a questo sistema.
Per questo l’appuntamento è fissato per sabato 9 maggio alle ore 15:30 davanti al teatro del Maggio Musicale Fiorentino (dove poco tempo fa la sindaca Funaro ha fatto pressioni per non far esibire la celebre ballerina Svetlana Zakharova e suo marito, il musicista Vadim Repin), per poi proseguire con una passeggiata e interventi fino alla statua di Dostoevskij (altro autore russo censurato nel nostro paese dal febbraio 2022 in poi) al parco delle Cascine.
Facciamo di ogni manifestazione una giornata di lotta, di ogni mobilitazione un grimaldello per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza popolare!
Per una nuova Liberazione nazionale!
Partito dei Carc, Federazione Toscana

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