Il 10 giugno avevamo scritto delle perquisizioni svolte dai Carabinieri di Firenze ad alcuni membri e simpatizzanti del P.Carc con l’accusa di concorso in diffamazione aggravata a Marco Carrai e imbrattamento.
Il 27 giugno i Carabinieri si sono presentati per l’ennesima volta, in poche settimane, alla porta di uno dei compagni indagati per diffamazione contro Marco Carrai.
Come già successo a Leo e Giò anche Mattia è stato raggiunto da una misura preventiva. Questa volta ben più pesante: un foglio di via per un anno dalla città di Firenze con effetto immediato.
Il provvedimento, oltre ad essere illegittimo politicamente, non ha nemmeno i presupposti giuridici per essere erogato dato che vi si afferma che la presenza del compagno in città sarebbe: “priva di alcuna valida giustifica”. In realtà il compagno a Firenze ci studia. Il provvedimento si basa, inoltre, su notizie mendaci in quanto vi si afferma che durante le perquisizioni del 10 giugno sono stati trovati “numerosi volantini dello stesso tenore diffamatorio”. Peccato che nel verbale degli stessi carabinieri, che pubblichiamo a questo link, questo non stia scritto da nessuna parte.
Chi diffama chi, dunque?
Rendiamo noto tutto questo, affinché chi dovesse ricevere provvedimenti simili stia in guardia rispetto alle menzogne su cui si basano – oltre che alla totale illegittimità politica. Consigliamo di conservare sempre copia integrale del provvedimento, annotare data e modalità della notifica, contattare subito i propri compagni e un legale, raccogliere prove utili: video, foto, testimoni, documenti su lavoro, studio, domicilio o attività associative. Questo perché la battaglia va condotta anche sul piano legale: rallentare e ostacolare l’iter repressivo è una prima forma di resistenza all’azione del nemico.
È quello che i tre compagni hanno intenzione di fare con l’ausilio di un team di legali di cui fa parte anche Lorenzo Tombelli, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti.
L’ANED di Firenze è una delle tante associazioni che sono impegnate nella battaglia per rimuovere Marco Carrai dalla guida della Fondazione Meyer. Questo fa di ANED un coacervo di antisemiti? Evidentemente no…Il punto è un altro e lo ribadiamo ancora una volta. Chi, come Marco Carrai in questo caso, rappresenta un’istituzione che ha come missione la cura e la tutela dell’infanzia deve essere, prima di tutto, credibile nel suo impegno contro l’occupazione della Palestina e contro il genocidio del popolo palestinese le cui vittime maggioritarie sono proprio bambini come riporta il nuovo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati. Il documento ricostruisce le violazioni fino al 31 marzo 2026 e riporta la cifra di 20 mila bambini e adolescenti uccisi dall’esercito israeliano. Nel documento pubblicato il 23 giugno quello sui morti è il dato più eclatante di un’indagine più ampia, che riguarda anche i bambini rimasti senza arti o genitori, la fame, la distruzione dei reparti neonatali e quella delle scuole.
Bambini colpiti alla testa e al torace da cecchini a distanza ravvicinata. Neonati di dieci giorni presi di mira da quadricotteri mentre venivano allattati in una tenda. Fratelli di dieci e nove anni uccisi da un drone mentre raccoglievano legna per il padre sulla sedia a rotelle, nella zona grigia della cosiddetta «linea gialla» istituita dopo il “cessate il fuoco” dell’ottobre 2025. Medici internazionali che descrivono agli investigatori ONU un pattern di ferite da arma da fuoco unica, di precisione, su bambini isolati, spesso mentre gli adulti vicini restano illesi: indicatore tecnico, di una scelta intenzionale e non di fuoco indiscriminato.
I bambini palestinesi sono stati deliberatamente colpiti dalle forze armate israeliane; la loro uccisione è uno degli elementi da cui ricavare l’intento di distruggere la popolazione palestinese di Gaza.
Ribadiamo la nostra solidarietà e complicità con chiunque oggi è sotto attacco per il suo impegno nello smascherare le collusioni tra l’Italia e l’entità sionista e genocidaria e ai suoi uomini come lo è Marco Carrai. Ma quest’ultimo è anche il primo esponente di spicco degli agenti sionisti in Italia – si spera sia anche il primo di una lunga serie – a essere entrato nel mirino della mobilitazione popolare.
La solidarietà con il popolo palestinese non è una postura morale che si esaurisce nell’indignazione. Un’indignazione, spesso finta e opportunista, dei partiti e degli esponenti, in particolare del cosiddetto campo largo, che hanno marciato sulla vicenda Carrai per farsi campagna elettorale, ma che oggi sono silenti di fronte al dispiegarsi della repressione nei confronti di attivisti e compagni impegnati nel dare seguito alla lotta di cui anche loro hanno giovato.
Ma non ci scandalizziamo per questo: le masse popolari e i lavoratori verificano nella pratica, e chi aveva promesso e ha disatteso verrà puntualmente rimosso con il ludibrio popolare.
La risposta scomposta della repressione mostra che siamo vicini all’obiettivo. La campagna per la cacciata di Carrai deve continuare e continuerà, nonostante la repressione e il muro di gomma delle istituzioni.
Ancora una volta solidarietà a Mattia, Giovanni e Leo!
Fuori Carrai dalla Fondazione Meyer, fuori i sionisti, la NATO e i guerrafondai dalla Toscana e dall’Italia!
P.CARC, Federazione Toscana





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