Mark Rutte, segretario della Nato, ha dichiarato: “500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione militare degli Usa contro l’Iran”.
Una dichiarazione rispetto alla quale l’invertebrata opposizione in parlamento ha tuonato “Meloni ci spieghi”. Un impeto, un vigore e un ardore che non farebbe paura neanche a una mosca.
Queste frasette di circostanza sono il massimo che, come al solito, sono capaci di tirare fuori gli oppositori/barellieri del governo. Sono queste le azioni che renderebbero i migliori di questi eletti, punti di riferimento dell’indignazione popolare?
Del resto, Mattarella è stato chiaro: Meloni è sotto tutela fino alle elezioni.
Eppure il gaiser di melma è esploso e il governo non sa come tappare il buco.
Al momento la tattica è quella di sparare a raffica cazzate giustificatorie nella speranza che l’emergenza rientri o che almeno una di queste risulti credibile agli occhi dell’opinione pubblica.
Uno sforzo che comunque non riuscirà a coprire un dato. L’Italia è in guerra.
È da qui che passano le operazioni militari con cui i sionisti e gli Usa stanno portando avanti il genocidio in Palestina e il resto delle guerre schifose nell’Asia occidentale.
È da qui che partono miliardi di euro e armi per armare l’Ucraina contro la Russia, in una guerra voluta dalla Nato e proseguita oggi a ogni costo dagli imperialisti europei.
È da qui che parte l’ondata di morte che promana in tutto il mondo, che devasta il continente africano.
È proprio vero. Le forze politiche in parlamento, al di là di qualche scenetta e lacrimuccia in primo piano, sono unite da un unico aspetto: sono eversori della Costituzione.
Eversori dell’articolo 11 della Costituzione, secondo cui “L’Italia ripudia la guerra”.
Ma la loro Italia ripudia il diritto allo studio e lo abbiamo visto dalla Buona scuola di Renzi a quella del “merito” di Herr Valditara.
Ripudia il diritto alla sanità maciullata e smembrata indistintamente dai governi di centrodestra e di centrosinistra negli ultimi quarant’anni.
Ripudia il diritto al lavoro, su cui sarebbe fondata la Repubblica, con la disoccupazione che galoppa, nessuna crisi industriale risolta e anzi l’aggravio di tagli agli ammortizzatori sociali e cancellazione del reddito di cittadinanza.
Ripudia la libertà di espressione, di associazione e di sciopero ormai sotto attacco dei decreti sicurezza Minniti, Salvini e Piantedosi per reprimere ogni forma di dissidenza, contestazione e resistenza.
Ripudia la sicurezza nei quartieri popolari e nelle città dove non c’è uno straccio di controllo o di servizio pubblico come scuole, strutture sanitarie, centri giovanili, per l’impiego, sportelli per la casa o simili.
La loro Italia ripudia tutto tranne la guerra.
E allora è l’Italia, intesa nella maggioranza del paese, nelle masse popolari, che deve ripudiare questi criminali di guerra. Dobbiamo cacciarli e imporre un governo che attui la Costituzione del ’48.
Che ognuno faccia la sua parte. Serve superare ogni settarismo e ogni concorrenza, ma anche ogni riguardo e sottomissione al PD e alle sue politiche padronali.
Serve un Comitato di salvezza nazionale.
È il compito di ogni organizzazione politica e sindacale anti Larghe Intese, ogni collettivo operaio, studentesco, comitato popolare, dei sinceri democratici e di quegli esponenti della società civile che non vogliono più un paese complice della Terza guerra mondiale in corso.
Si può fare. Serve volerlo. Serve lottare per vincere.






