Ai teoremi della Procura di Napoli e del Governo Meloni rispondiamo con la mobilitazione per cacciare il Governo Meloni ed imporre un Governo che applichi la Costituzione!
Giovedì 18 giugno il Tribunale di Napoli ha emesso, in Corte di Appello, conferma delle condanne nei confronti di 39 lavoratori della manutenzione stradale, tutti ex disoccupati organizzati appartenenti ai movimenti BROS. L’operazione rientra nell’ambito di un attacco ai disoccupati organizzati, oggi lavoratori, che gli accusatori della Procura vogliono squalificare come una “associazione a delinquere”. Per alcuni di loro è stata confermata la pena al di sopra dei 12 mesi mentre ad altri è stata rimodulata la pena sospesa. Inoltre, tutti gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni a Trenitalia e ANM presso il Tribunale di Napoli.
La condanna dei lavoratori ex BROS è parte delle politiche di attacco all’organizzazione e al protagonismo popolare nel nostro paese, così come diverse altre operazioni che stanno prendendo di mira chi nello scorso autunno, in solidarietà al popolo palestinese, ha bloccato il paese.
Una campagna di criminalizzazione e di repressione nei confronti di chiunque oggi si mobilita per opporsi alla guerra interna che gli imperialisti muovono contro le masse popolari, una guerra fatta di disoccupazione, di carovita, di sfratti e deportazioni, di distruzione ambientale, di privatizzazione dei servizi, di diffusione di droga e degenerazione intellettuale e morale. Una campagna che colpisce sempre di più anche chi si mobilita per opporsi alla III Guerra Mondiale che gli imperialisti (USA-UE e sionisti in testa) hanno scatenato per il mondo contro le masse popolari. Una guerra che è fatta di azioni belliche contro quei paesi che più rappresentano un ostacolo all’imperialismo (vedasi il genocidio in Palestina, l’aggressione all’Iran, gli attacchi alla Federazione Russa, al Venezuela e a Cuba).
In questo quadro, il significato politico di questa sentenza è il tentativo, da parte del Governo e dei suoi organi repressivi, di essere da punizione e monito:
– Da “punizione esemplare” per quelli che si erano organizzati per l’applicazione dell’art. 4 della Costituzione (diritto ad un lavoro utile e dignitoso) ed avevano saputo portare alla conquista del lavoro migliaia di disoccupati.
– Da monito per le attuali e future liste di disoccupati organizzati. Non a caso anche sulle attuali organizzazioni dei disoccupati (7 Novembre e Cantiere 167) pende lo stesso teorema di equiparazione ad “Associazione a delinquere”.
Con queste condanne, la borghesia imperialista e il suo governo vogliono gonfiare il petto e mostrarsi forti, vogliono spaventare e spezzare il movimento popolare, ma in realtà mostrano ancora una volta di essere dei “giganti dai piedi di argilla”.
Quest’attacco conferma che come per la conquista del lavoro è stato necessario assumere un ruolo politico, rendere la propria lotta una questione di ordine pubblico e creare un movimento di convergenza con altri settori di classe chiedendo e portando al solidarietà, anche nella lotta alla repressione è indispensabile applicare questi criteri. Diversamente la borghesia imperialista e il suo governo approfittano del ripiegamento del movimento su un terreno più vertenziale e in particolare delle sue divisioni (sindacati che non dialogano tra loro o che si fanno concorrenza) per calare la scure della repressione.
In autunno, le mobilitazioni in solidarietà con la Palestina e alla spedizione della Global Sumud Flotilla, hanno mostrato come l’assunzione di un obiettivo politico e il superamento delle divisioni sono un’arma in grado di cambiare il rapporto di forze tra il movimento popolare e i governi dei padroni.
Questo è l’esempio a cui guardare anche nella lotta contro la repressione. Essa va fatta oltre le sole aule di tribunale, chiedendo e dando solidarietà (indipendentemente dall’organizzazione e dal sindacato di appartenenza), rifiutandosi di sottostare alle prassi e alle norme dei padroni come il pagamento delle multe e i risarcimenti danni a Trenitalia e Anm sicuramente pagate dalle assicurazioni e dalle tasse che le masse popolari già versano senza avere uno straccio di servizio decente. Inizi a pagare Salvini i danni della sua gestione del trasporto pubblico in Italia da quando è ministro!
Ora serve lottare contro queste condanne e per farlo serve mobilitare nella maniera più ampia e profonda l’intera rete delle organizzazioni popolari, tenere legata questa lotta a quella più generale in corso nel paese che in questa fase è la cacciata del governo dei nemici dei proletari e delle masse popolari, dei complici e servi della Nato, dei sionisti e della Ue.
Dipende allora da noi, da quello che facciamo qui e adesso! Occorre fare quadrato intorno alle compagne e i compagni ex Bros colpiti dalla repressione, esprimere solidarietà ed invitare a darla, mettersi in connessione senza alcuna logica di bottega o di orticello, in un fronte comune contro repressione e guerra, supportare ogni iniziativa in virtù dell’obiettivo comune: cacciare il Governo Meloni e imporre un governo che attui la Costituzione.
Fed Campania P. CARC
(Settore Repressione)

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