Pubblichiamo a seguire il video integrale e il testo dell’intervento che abbiamo tenuto oggi a Napoli durante l’assemblea nazionale contro l’Autonomia differenziata “la nostra lotta, le nostre lotte”.
Intervento del P.Carc in assemblea
Buonasera a tutti,
porto i saluti del Partito dei Carc per questa importante campagna e lotta che sosteniamo sin dal principio.
Gli interventi che abbiamo ascoltato sinora hanno spiegato benissimo ogni aspetto tecnico e motivo per cui questa legge è contro gli interessi popolari e rappresenta l’ennesimo tassello del programma eversivo portato avanti dal governo Meloni. Un governo che dobbiamo far sì che cada il prima possibile.
L’assemblea di oggi è un’opportunità per avanzare in questa lotta. È un momento per confrontarsi non solo nel merito di questa legge ma di definire i prossimi passi. Tra questi la ripresa della mobilitazione è decisiva. Una mobilitazione che dobbiamo legare strettamente all’obiettivo di far cadere il governo Meloni.
Questo perché l’autonomia differenziata è un pezzo di un quadro più ampio di leggi e misure antipopolari, repressive e contrarie ai principi sanciti dalla nostra Costituzione. Leggi di attacco alle libertà democratiche che si stanno traducendo in attacchi repressivi come quelli che stanno colpendo il movimento di solidarietà con la Palestina e tra questi anche noi del Partito dei Carc per cui chiamiamo ad esprimere solidarietà.
Aderisci all’Appello alla solidarietà contro la repressione e alla mobilitazione per un governo che attua la Costituzione
I comitati, le associazioni, i sindacati e i partiti che stanno promuovendo questa lotta devono legarsi a quelli che stanno promuovendo in tutto il paese la lotta contro il Ddl sicurezza, che stanno difendendo scuola, sanità, ambiente e posti di lavoro in ogni territorio. È dall’unione delle loro forze, energie e capacità che può venire la soluzione. Dal loro coordinamento su un obiettivo unitario può svilupparsi una mobilitazione tale da far cadere il governo dei nostalgici del ventennio fascista. Loro rappresentano le autorità in grado di farlo.
A 80 anni della vittoria della Resistenza serve raccogliere quella bandiera per prendere in mano il paese e applicare finalmente la Costituzione del 1948!
Le forze dell’attuale movimento popolare hanno la forza di farlo. Ma devono iniziare a costituirsi come i nuovi centri promotori della Resistenza. Sull’esempio dell’eroismo partigiano serve oggi riprendere quella che fu l’opera del Comitato di Liberazione nazionale e della Resistenza, unica via per ricostruire la sanità, la scuola e i trasporti pubblici; per mettere mano alle divisioni nord-sud e promuovere il diritto ad un lavoro utile e dignitoso per ognuno. Questo il ruolo che il coordinamento e i comitati locali possono assumere nel nostro paese.
Con le grandi mobilitazioni di autunno per la Palestina, con la vittoria del referendum costituzionale di marzo e con le piazze del 25 aprile le masse popolari hanno dimostrato di saper mettere in crisi questo governo e trascinare nella lotta anche sindaci, parlamentari e altri eletti. Hanno dimostrato di avere le capacità di attivare esperti, studiosi, ricercatori, giuristi e intellettuali per elaborare proposte alternative per il governo del paese. Sono state capaci di bloccare il paese con scioperi e mobilitazioni.
Ora il paese bisogna bloccarlo fino a far cadere il governo. Bisogna bloccarlo fino a che Mattarella non dia l’incarico di formare un nuovo governo su spinta del movimento popolare a Francesca Albanese o qualsiasi altro esponente di questo movimento come gli autorevoli relatori di questo convegno. Un governo di emergenza che abbia il mandato del movimento popolare per governare e applicare finalmente la Costituzione del 1948.
Per fermare l’autonomia differenziata bisogna fermare il governo Meloni. Bisogna agire subito. Questo è il miglior modo per rivoltare contro il governo Meloni ogni legge infame e ogni attacco alla Costituzione. Questa è la via necessaria e urgente da imboccare oggi, su cui ragionare collettivamente, su cui muoversi collettivamente. L’unica via d’uscita che possiamo dare al nostro movimento. Serve sognare. Serve osare. Serve lottare. Possiamo vincere compagne e compagni!



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