L’omicidio di Fakir Abderrahim è il frutto della macchina repressiva e omicida messa in campo dal governo Meloni e dalle istituzioni locali del PD.
Tutta la nostra solidarietà alla famiglia e ai proletari e le proletarie del Pilastro, sulla cui pelle ricadono gli effetti della militarizzazione di un quartiere in nome delle politiche di speculazione e cementificazione di questa amministrazione. Questo delitto è l’ennesimo atto repressivo contro lavoratori, lavoratrici, proletari e proletarie di questo paese, come lo sono gli omicidi sul lavoro, gli sgomberi violenti di lavoratori privati di occupazione, casa, documenti e diritti.
Rigettiamo lo sciacallaggio della stampa di regime e i tentativi di costruire appigli difensivi a favore degli assassini, costruendo una scenografia di fango che mira a mettere sul banco degli imputati chi è oggetto di oppressione. Un sistema che legittima e tutela i veri criminali, perché li rappresenta.
Gli assassini di Fakir non sono mele marce, sono la rappresentazione della testa di questo sistema al servizio di padroni, speculatori e guerrafondai.
Mentre ci negano il diritto alla salute, alimentano il conflitto sociale chiudendo e “riqualificando” spazi a spese chi li vive; perseguono movimenti ambientalisti che difendono oltre che il verde pubblico la salute dei cittadini; identificano e denunciano chi si oppone al mercato di armi e a chi favorisce la vendita di strumenti di morte ai macellai sionisti.
Perseguitano la popolazione palestinese presente sul nostro territorio, ostacolandola nel diritto di vivere nel nostro paese da persone libere e coscienti e nel manifestare a sostegno del proprio popolo, come Raed Dawoud, attualmente rinchiuso nel carcere di Ferrara. Offrono resort e vacanze ad assassini e criminali come pegno del servilismo che caratterizza l’Italia nei confronti di Israele e USA.
Sono i loro lacchè che sparano ad altezza uomo lacrimogeni, che sgomberano picchetti di lavoratori a qualunque costo, che picchiano chi manifesta.
Come Partito dei Carc aderiamo quindi alle mobilitazioni previste per questa sera: saremo alle 19 in piazza del Nettuno e alle 22 all’Interporto con i lavoratori della logistica in sciopero, e chiamiamo tutte e tutti a partecipare.
Se il segretario generale del SAP Stefano Paoloni si arroga il diritto di minacciare il Sindaco di “assumersi la responsabilità” per la piazza di stasera, ci chiediamo chi effettivamente governi la città.
Diciamo fin da subito che se il sindaco Lepore vuole essere coerente con la piazza chiamata in sostegno alla famiglia deve mettere da parte le passerelle elettorali e lasciare a alla famiglia, ai comitati, alle realtà politico e sociali che rappresentano il quartiere e chi lo vive la parola e la piazza. Così le istituzioni dimostreranno da che parte stanno.
Diciamo anche che tutte le forme in cui si esprime la rabbia e la solidarietà popolare sono legittime e chiunque voglia concretamente ottenere verità e giustizia per Fakir deve sostenerle.
Per Fakir nessuna pace senza giustizia. Non siamo più disposte a morire nei nostri quartieri, nelle piazze, sui posti di lavoro. Toccano uno toccano tutti.






![[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/02/corteo-22-settembre-gaza-941100.jpeg?fit=1024%2C577&ssl=1)