Il Partito dei CARC – Federazione Campania esprime la più totale solidarietà militante all’operaio portuale Ciccio Collina, lavoratore del Porto di Salerno e storico delegato sindacale del Si.Cobas, colpito lo scorso 26 maggio da un gravissimo ed inaccettabile provvedimento di licenziamento da parte dei padroni della Logiport, azienda di movimentazione merci del potente Gruppo Grimaldi, principale armatore dello scalo salernitano. Non un caso isolato né un provvedimento disciplinare avverso presunte mancanze dell’operaio nello svolgere il suo lavoro, ma una rappresaglia diretta e un messaggio a tutta la classe lavoratrice del Porto di Salerno, ovvero una “scientifica” operazione di repressione padronale volta a decapitare il sindacalismo conflittuale e di classe all’interno dello scalo salernitano, che ne colpisce uno per “educare” tutti gli altri. Ciccio Collina viene colpito oggi per le sue storiche, intransigenti battaglie a difesa dei diritti e, soprattutto, per aver messo al centro della sua attività la lotta per la sicurezza sul luogo di lavoro, denunciando costantemente le pesanti criticità dello scalo, i ritmi insostenibili, il sottorganico di cui lo scalo vive e l’impossibile ridistribuzione dei carichi di lavoro che Logiport impone, la carenza di tutele per l’incolumità degli operai.
È così che i padroni di Logiport hanno “commemorato” l’anniversario della morte di Matteo Leone, operaio di 34 anni deceduto il 26 maggio 2021 in seguito a un incidente sul lavoro nel porto di Salerno, mentre, nelle stesse ore, alla De Luca del Porto di Napoli anche altri due operai ricevevano la lettera di licenziamento in tronco con motivazioni pretestuose, in realtà perché avevano aderito al Si.Cobas per condividerne la vertenza per maggiori tutele e una sicurezza sul luogo di lavoro che non può essere oggetto di negoziazione.
Ciccio Collina paga il prezzo di essere sempre stato in prima fila nella difesa dei diritti dei lavoratori portuali, un settore strategico dove armatori senza scrupoli accumulano profitti immensi sulla pelle della classe operaia, imponendo ritmi infernali e carichi di lavoro logoranti. Colpire lui significa voler dare un segnale a tutti i portuali di Salerno: un tentativo di seminare paura per imporre il silenzio e la sottomissione. Silenzio sulla mancata osservanza delle norme di sicurezza più elementari così come della L.185/90, al fine di gestire, indisturbati, la transizione al bellico delle filiere logistico-marittime sulle rotte globali quale fronte di fase di valorizzazione di capitale e nuovo ambito di accumulazione di profitto. Sottomissione al ricatto del lavoro. Pena, licenziamenti politici travestiti da “ristrutturazioni” in corso.
Gli armatori, però, fanno male i loro calcoli. Logiport non considera che la solidarietà operaia e popolare, come già dimostrato nei presidi che si sono svolti il 10 giugno e ancora oggi 12 giugno, sono armi potenti, armi di classe, armi che usiamo, di contro ogni pressione, rappresaglia o intimidazione padronale.
Pertanto al provvedimento individuale che ha colpito l’operaio Collina e al messaggio che, con esso, il padronato di scalo ha inteso dare rispondiamo con iniziative di solidarietà militante per fare quadrato intorno a Ciccio e, tramite queste, un messaggio di ritorno per il padronato tutto: la forza dei padroni, degli armatori e delle dirigenze aziendali loro emanazione si ferma dove comincia la solidarietà, l’organizzazione e il coordinamento della classe operaia e lavoratrice; la codardia e l’irresponsabilità di Istituzioni deputate che recedono rispetto agli interessi di padroni e armatori e abdicano al loro ruolo di garanti della salute pubblica verrà travolta dalla sua forza organizzata.
Il Partito dei CARC – Federazione Campania si affianca e fa sua la lotta per la revoca immediata del licenziamento dell’operaio portuale Collina.
Si impegna ad estendere e rafforzare la mobilitazione portandone contenuti e indicazioni di coordinamento nel Porto di Napoli.
Lavora alla costruzione, in ogni porto, sulla base dell’esempio di organizzazione e di lotta già offerto dai lavoratori e dalle lavoratrici dei collettivi che si sono già costituiti a Genova, Livorno, Ravenna, di comitati di lavoratori che vigilino sul loro lavoro e sbarrino il passo alla collaborazione di padroni e armatori con “signori della guerra” e governi complici e garanti della guerra qual è il governo Meloni.
Promuove il coordinamento nazionale dei lavoratori dei Porti per connettere, così, i differenti hub della catena logistico-marittimo-portuale in un’azione combinata.
Perché lotta allo sfruttamento del lavoro e opposizione alla guerra dei padroni sono una cosa sola.
Ciccio Collina libero di lavorare e di lottare!
Reintegro immediato!
Toccano uno, toccano tutti!





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