lunedì, Giugno 29, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Dal dibattito: “Fronte comune contro la repressione: organizziamo il contrattacco!” del 19 giugno alla Festa della Riscossa Popolare della Toscana

Agenzia Stampa Staffetta Rossa by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 29, 2026
in Federazione Toscana, Federazione Toscana, In breve
A A
0
0
SHARES
1
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Dal 19 al 21 giugno, al circolo “Il Campino – Le Panche” di Firenze, si è svolta la festa della Federazione Toscana. Oltre ai momenti conviviali con cene, balli e musica, l’evento ha ospitato tre principali dibattiti.

Il 19 giugno si è discusso di repressione nel dibattito intitolato “Fronte comune contro la repressione: organizziamo il contrattacco!” e che ha visto la partecipazione di Lince Occhi sugli Abusi, Alberto Loazzolo, i compagni di Montespertoli per la Palestina, sanzionati in seguito alla recente depenalizzazione dell’art. 18 del TULPS, i compagni coinvolti nelle mobilitazioni del “Blocchiamo tutto” a Viareggio e membri del P.CARC sotto inchiesta.

Il dibattito si è svolto non casualmente in quella data in cui si celebra la Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero, dedicata alla solidarietà internazionale verso tutti i rivoluzionari detenuti, a partire da quelli palestinesi e da Nicolas Maduro e Cilia Flores rapiti dagli imperialisti USA.

È stato ricordato che anche oggi, nelle carceri dei paesi imperialisti, Italia compresa, sono rinchiusi prigionieri rivoluzionari, che l’inasprimento delle condizioni di detenzione di questi ultimi, con l’applicazione del 41-bis in Italia, la dispersione dei detenuti e l’allontanamento dalle loro famiglie e dai loro affetti sono parte di tecniche di annientamento psicofisico tese a piegare e cancellare l’identità rivoluzionaria dei detenuti. Parallelamente, le carceri della borghesia annientano e uccidono ogni giorno proletari e migranti che riempiono penitenziari e CPR, dove sono quotidiane le condizioni di detenzione subumane, il sovraffollamento estremo, gli abusi, il razzismo e i suicidi. Condizioni ben note anche nel carcere di Sollicciano di Firenze, dove le stesse autorità sono state costrette a chiudere sette sezioni per motivi igienico-sanitari, e lo hanno fatto solo in seguito alle proteste dei detenuti e dei loro familiari, a riprova del fatto che anche il carcere è un ambito di lotta, in quanto attraversato dalle contraddizioni di questa società.

Oggi, tra i nostri prigionieri, troviamo anche i palestinesi: sia quelli rinchiusi nelle carceri dello Stato italiano – Anan, Ahmad Salem, Hanoun e gli altri palestinesi detenuti, sia quelli detenuti nelle carceri sioniste. Non a caso, la liberazione dei prigionieri palestinesi è da sempre uno degli obiettivi politici della Resistenza, 7 ottobre compreso. La lotta dei prigionieri è elemento costituente e inseparabile dalla lotta generale di liberazione in Palestina.

È stata citata la lotta di Alfredo Cospito a cui è stato rinnovato il 41-bis, una lotta che ha permesso a tutti in Italia di capire cosa significhi il 41-bis. Questa vicenda ha suscitato un movimento che ha mostrato allo Stato cosa significhi oggi mettere in 41-bis un compagno del movimento e questo è un grande contributo di cui chi è fuori dal carcere può giovarsi proprio grazie al protagonismo di Alfredo.

Ebbene, il dibattito è nato dall’esigenza di discutere collettivamente una fase politica segnata dall’aggravarsi della crisi sociale e politica nel nostro Paese e dall’intensificarsi delle mobilitazioni popolari contro la guerra, in solidarietà al popolo palestinese, contro la militarizzazione dei territori e a difesa dei diritti sociali e sanciti dalla Costituzione antifascista del 1948; nata dalla Resistenza. A questa crescente mobilitazione il governo Meloni e gli apparati dello Stato stanno rispondendo con un progressivo inasprimento della repressione. Nuovi pacchetti sicurezza, denunce, sanzioni amministrative, misure restrittive e campagne di criminalizzazione colpiscono attivisti, sindacalisti, organizzazioni politiche e sociali che si mobilitano nei territori. In Toscana questa offensiva è già una realtà concreta: dalle decine di denunce nella zona di Massa-Carrara alle recenti iniziative repressive a Pisa e Firenze, fino alle inchieste che coinvolgono direttamente compagni del nostro Partito. 

Dal confronto con i compagni intervenuti sono emerse tutta una serie di tesi sicuramente da riprendere e approfondire in altre occasioni.

La repressione rappresenta innanzitutto un segnale di debolezza. La mobilitazione popolare contro la guerra e l’economia di guerra cresce e la classe dominante reagisce colpendo chi si organizza non avendo altri strumenti di disciplinamento sociale stante la crisi del suo regime. Le mobilitazioni in solidarietà alla Palestina hanno assunto un ruolo centrale negli ultimi anni, soprattutto dopo che settori della classe operaia hanno rilanciato parole d’ordine come “blocchiamo tutto”. È in questa dinamica che si inseriscono gli attacchi repressivi, che colpiscono anche realtà periferiche, come nel caso dei compagni di Montespertoli per la Palestina multati per un presidio non autorizzato. Questo ha aperto una riflessione sull’estensione della solidarietà al popolo palestinese e sulla sua diffusione anche in aree marginali a conferma del fatto che ovunque vi sia organizzazione, la resistenza si sviluppa. Questo vale anche per i territori più isolati, che le politiche delle Larghe Intese – nel caso specifico in Toscana il PD – tendono a marginalizzare attraverso la desertificazione dei servizi e del tessuto produttivo.

Il concetto di debolezza del nemico è stato ripreso e sviluppato da Alberto Fazolo – autore del libro Brigata ebraica una storia controversa presentato proprio quello stesso giorno poco prima del dibattito –che ha messo in luce l’estrema debolezza della classe dominante e il dispiegarsi del movimento popolare. Il compagno ha certamente aperto un ragionamento interessante che per ragioni di tempo non è stato sviluppato. Il pezzo da problematizzare di quanto detto dal compagno attiene la centralità della rinascita e dell’adeguatezza del movimento comunista come avanguardia cosciente e organizzata di un movimento popolare che dev’essere indirizzato vero lo sbocco politico necessario alla realizzazione delle sue rivendicazioni e ad avviare quel processo di trasformazione quanto mai necessario. Il compagno ha inoltre riportato l’importante lotta contro la svendita del complesso di S. Ambrogio alla comunità ebraica da parte della giunta del PD Gualtieri.

Se il nemico attacca, significa che si è colpito nel segno. Questo concetto è stato ben illustrato dal compagno Lorenzo Mazzoni, che ha illustrato l’inchiesta a suo carico per aver denunciato il ruolo delle reti sioniste nel Paese e in Toscana. In questo contesto opera Marco Carrai, promotore delle perquisizioni e delle misure cautelari nei confronti di giovani simpatizzanti e collaboratori del P.CARC a Firenze. Il compagno ha evidenziato un punto centrale: il tentativo di punire tali attività con l’accusa di antisemitismo si muove entro le norme del codice penale vigente, poiché il DDL Romeo è stato progressivamente svuotato, rivelando il suo carattere prevalentemente propagandistico. A differenza di altri Paesi europei, come Regno Unito o Germania, in Italia non è stato ancora compiuto il passaggio legislativo che equipara antisionismo e antisemitismo. Di conseguenza, il governo si affida alle norme già esistenti (artt. 604, 110, 339 c.p.), confermando la natura reazionaria della democrazia borghese. Per rispondere a questi attacchi sono due gli aspetti su cui focalizzarsi secondo il compagno: dare continuità alla battaglia per cui veniamo sanzionati proprio perché se ci attaccano vuol dire che funziona.

Nel caso di specie generalizzare la lotta contro gli agenti sionisti e rafforzare la solidarietà verso chi è colpito dalla repressione alimentando la rete di coordinamento. Questo argomento è vissuto anche in quanto detto da Elia Della Maggiore, compagno della sezione di Viareggio del P.CARC nonché denunciato per le mobilitazioni d’autunno. Il compagno ha messo in luce che gli attacchi repressivi sono diventati occasione per rafforzare relazioni e coordinamento tra i diversi organismi e singoli presenti sul territorio mettendo mano, in una certa misura, anche a quei limiti di settarismo che caratterizzavano storicamente il movimento cittadino.

Fare di ogni attacco un’occasione per rafforzarci e crescere come collettivo e come singoli. È quanto emerso dall’esperienza di Lince che oltre ad aver riportato i fatti di quel terribile 2 ottobre 2025 dove è stata colpita da un lacrimogeno in pieno volto che ha portato all’esplosione del bulbo oculare, nonché manganellata mentre era a terra inerme e accecata, ha raccontato della forza che ha ricavato dalla rete di compagne che l’hanno sostenuta e incoraggiata a denunciare. Denunciare per ottenere giustizia: scoperchiare la catena di comando. Mettere in luce la pericolosità delle armi utilizzati nelle piazze: i candelotti sparati ad altezza d’uomo sono vere e proprie armi capaci di ferire o uccidere. Il Viminale, in effetti, ha ammesso l’assenza di protocolli scritti sull’uso dei lacrimogeni, rendendo difficile l’individuazione delle responsabilità e questo rilancia anche la battaglia per il numero identificativo sulle divise degli agenti. Lince ha dunque sottolineato l’importanza della solidarietà e di costruire comunità resistenti tramite le quali difenderci ma anche contrattaccare esattamente come questa campagna mostra di poter fare.

Infine, è intervenuto il compagno Paolo Babini il quale ha messo in luce l’aspetto strategico della teoria rivoluzionaria. Tanto che chi la insegna, i comunisti, sono oggetto di criminalizzazione, soprattutto se questo viene fatto a dei giovani.

Tirare una sintesi di questa ricca discussione non è semplice ma ci proviamo.

Gli attacchi riportati come esemplificativi di una rappresaglia ben più vasta, rappresentano un’occasione per elevare il livello della lotta e del coordinamento territoriale. Le misure repressive non sono questioni individuali, ma collettive, poiché riguardano l’agibilità politica della mobilitazione contro la guerra: la risposta deve quindi essere collettiva.

Chi è colpito da un attacco deve trasformarlo in occasione per denunciare e rilanciare l’organizzazione. L’ampio fronte sotto pressione deve passare da una posizione difensiva a una capacità di contrattacco politico, utilizzando ogni procedimento, multa o misura cautelare per rafforzare la mobilitazione per cacciare il governo Meloni.

E’ necessario che il movimento adegui se stesso alla fase e alla situazione. Rispetto alla lotta alla repressione è emersa la necessita di superare approcci emergenziali e frammentati, affrontando la repressione in modo continuativo e strutturato. La repressione politica non è una conseguenza delle singole azioni, ma un dispositivo preventivo volto a disarticolare la capacità organizzativa e di autodeterminazione. Per questo motivo deve essere affrontata in modo ordinario e costante.

Con questo dibattito abbiamo aperto un capitolo che è tutto da scrivere, la prossima tappa sarà la Festa Nazionale della Riscossa Popolare che si terrà a Pisa con una giornata – quella del 2 agosto – dedicata proprio alla lotta alla repressione.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Genova] Solidarietà ad Hannoun, Dawoud, Yasser e Riyad e a tutti palestinesi d’Italia

Related Posts

Siamo in guerra! Sull’appoggio italiano alle operazioni militari in Iran
In breve

Siamo in guerra! Sull’appoggio italiano alle operazioni militari in Iran

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 26, 2026
0

...

L’intervento del P.Carc all’assemblea di Agorà del 27 giugno
In breve

L’intervento del P.Carc all’assemblea di Agorà del 27 giugno

by Teresa Noce
Giugno 26, 2026
0

...

L’alternativa è nelle mani del fronte anti Larghe intese!

Dall’assemblea di Potere al Popolo del 14 giugno all’assemblea nazionale Agorà del 27 giugno: cacciare subito il governo Meloni!

Giugno 26, 2026
[Firenze] Il vero “pericolo sociale” è il sionismo!

[Firenze] Il vero “pericolo sociale” è il sionismo!

Giugno 25, 2026
Dal dibattito “Costruire un fronte contro la repressione, rendere inapplicabili il decreto sicurezza e il Ddl antisemitismo” del 6 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia-Partito dei Carc

Dal dibattito “Costruire un fronte contro la repressione, rendere inapplicabili il decreto sicurezza e il Ddl antisemitismo” del 6 giugno nella Festa della Riscossa Popolare della Lombardia-Partito dei Carc

Giugno 25, 2026
Per il reintegro di Simone Vivoli. Un esempio di solidarietà intersindacale tra lavoratori

Per il reintegro di Simone Vivoli. Un esempio di solidarietà intersindacale tra lavoratori

Giugno 23, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d