Venerdì 19 giugno, nella Giornata Internazioanle del Rivoluzionario Prigioniero, il tribunale del riesame di Genova ha confermato il carcere per i compagni palestinesi Mohammad Hannoun, Riyad Albustanji, Yasser Elasaly e Raed Dawoud arrestati lo scorso 27 dicembre con l’accusa di finanziare Hamas attraverso una rete di associazioni di beneficenza.
La conferma del carcere preventivo, come misura cautelare, arriva in seguito al ricorso che era stato presentato dai legali dei tre palestinesi, dopo la pronuncia della Cassazione che è stata completamente ignorata dai giudici del riesame. Questi ultimi, infatti, hanno sostanzialmente ripresentato le stesse motivazioni della prima carcerazione.
La sentenza di questi giorni arriva in un clima generale di forte repressione, intimidazione e attacco a tutti agli attivisti per la Palestina e contro la guerra.
Sono sempre di più le denunce gli avvisi di garanzia, le inchieste o le sanzioni pecuniarie inflitte a compagni che si sono adoperati nel sostegno e nella mobilitazione in favore della Resistenza palestinese. In Europa e negli altri paesi imperialisti i vari governi stanno continuando e inasprendo la persecuzione del movimento contro la guerra e per la Palestina libera. Un movimento che ha dimostrato di poter destabilizzare fortemente i governi complici del genocidio e dell’escalation bellica.
Questa frenetica attività repressiva è il risvolto della loro incapacità di intruppare i popoli e condurli in guerra nonostante tutte le campagne d’odio, la propaganda di regime e le risorse ingenti che spendono a questo fine.
Nel nostro paese questa “caccia alle streghe” ha fatto un sostanziale passo avanti con l’utilizzo dei nuovi strumenti repressivi contenuti negli ultimi decreti sicurezza a cominciare da quell’ex ddl 1660. Si pensi al famigerato “terrorismo della parola” che le Procure stanno usando per denunciare o incarcerare compagni, per il semplice sostegno alla Palestina o a i combattenti di Hezbollah libanesi.
Si pensi anche ai tentativi di criminalizzazione della lotta in supporto alla Resistenza infamando e infangando il movimento con accuse di razzismo, odio etnico e religioso, antisemitsimo, come sta provando a fare la Procura di Milano nei confronti di 9 attivisti di cui 7 membri del nostro Partito. Per approfondire si rimanda a questo articolo: https://www.carc.it/2026/06/09/firenze-lettera-aperta-di-un-compagno-del-partito-dei-carc-sotto-inchiesta-per-la-lotta-contro-il-sionismo/.
Ebbene, questi attacchi repressivi mostrano che il governo Meloni e gli altri governi impopolari dell’UE sono al servizio degli imperialisti americani e sionisti. Dimostrano che la campagna contro Carrai, Segre, Crosetto e il resto degli agenti sionisti ha colpito nel segno!
Per questo la rilanciamo, in particolare per chiedere le dimissioni di Marco Carrai presidenza della fondazione Meyer di Firenze. Un sionista non può rappresentare un ospedale pediatrico.
La campagna contro gli agenti sionisti va rafforzata e generalizzata!
Per quel che riguarda la nostra città, Genova, non possiamo esimerci dal denunciare il ruolo svolto dall’agente sionista Gianluigi Aponte alla guida di MSC nel sostenere il genocidio in Palestina.
Gianluigi Aponte è un convinto amico dello stato genocida di Israele con cui intrattiene relazioni speciali e a questa relazione speciale deve in parte la sua ascesa come prima azienda mondiale di trasporti marittimi su container e non solo. Msc trasposta e ha trasportato armi e altri prodotti speciali per la guerra in Medio Oriente. Non ha imposto la sovrattassa per le consegne in teatri di guerra come invece hanno fatto Zym e altre compagnie. Lavora in molti porti della Palestina occupata, ha fondato MSC Israele ed è uno dei promotori della diga foranea che porterà e consentirà la costruzione di mega navi a Genova e altri progetti collegati all’economia di guerra.
Non a caso, le sue navi sono un valido bersaglio per la resistenza nello stretto di Hormuz e di Al Mandeb!
La Procura di Genova, si sta accanendo nei confronti dei solidali con la Palestina e con tutti gli attivisti contro la guerra, a dimostrazione della necessità del governo Meloni di reprimere il dissenso e stroncare sul nascere ogni tentativo di Resistenza nella città dei camalli, nella città del 30 Giugno del 1960 e del G8 del 2001; nella città del futuro porto più grande e importante d’Europa.
Dobbiamo costruire il più ampio fronte contro la repressione, mettere da parte i settarismi per convergere nella lotta contro la repressione. Quest’ultima è un fattore ineliminabile della lotta di classe affrontando il quale il movimento popolare, cresce, matura e si rafforza. Il crescente uso della repressione è infatti sintomo della debolezza della classe dominante. Imparare a resistere e contrattaccare davanti alla repressione è oggi sempre più determinante: ne va della tenuta e dello sviluppo della lotta contro il catastrofico corso delle cose.
Invitiamo tutti i compagni/e e i collettivi di lotta ad esprimere la loro solidarietà ai compagni indagati e raggiunti da procedimenti penali a Genova e nel resto d’Italia. A firmare l’appello parteggio lanciato dal partito dei CARC sotto attacco in questi mesi e anni e a contribuire allo sviluppo della campagna contro gli agenti sionisti nel nostro paese.
La solidarietà è un arma, usiamola! Possiamo e dobbiamo rendere vani i tentativi della repressione borghese di fare terra bruciata intorno agli attivisti, di spaventare i compagni più giovani o più a rischio, di minare la consapevolezza e la speranza che un altro mondo è possibile oltre che necessario.
Solidarietà ai compagni anarchici accusati di 270 bis a Genova e arrestati a Roma!
Solidarietà ad Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad!
Libertà per Hannan Yaeesh!
Libertà per Alfredo Cospito e tutti i rivoluzionari prigionieri al 41 bis!
Partito dei CARC – Genova

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