lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Genova] Sciopero CGIL del 12 dicembre. Voci dalla piazza

P.Carc Genova by P.Carc Genova
Dicembre 24, 2025
in P.Carc Genova, Senza categoria
A A
0
0
SHARES
45
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Il 12 dicembre, dopo aver sostenuto le iniziative di tanti lavoratori nel paese per la costruzione di uno sciopero generale unitario, abbiamo partecipato al corteo indetto dalla CGIL Liguria che da Porto a mare ha attraversato le strade di Genova fino a terminare davanti alla Prefettura.

Lo abbiamo fatto in continuità con lo sciopero del 28 novembre, indetto da USB e da altri sindacati di base. In quell’occasione avevamo raccolto interviste da alcuni lavoratori, per capire che bilancio tiravano delle grandi manifestazioni di settembre e ottobre in solidarietà con la Palestina e come valutavano la spinta che dal basso chiede maggior unità politica e sindacale contro gli attacchi del Governo Meloni alle condizioni di vita delle masse popolari.

Domande simili le abbiamo rivolte anche in occasione dello sciopero del 12 dicembre, intervistando Federico e Chiara, della Polizia Locale di Genova, Gabriela Coronel, ricercatrice precaria dell’ospedale San Martino e Liana Cappato, insegnante e membro del Comitato “Autismo fuori dal coro”.

Abbiamo riscontrato una maggiore sfiducia nella possibilità di cacciare il governo Meloni attraverso un movimento dal basso ma ciascuno secondo il proprio punto di vista, individua nel governo Meloni il nemico da combattere e ritiene sia giusto sostituirlo con un governo determinato a mettere gli interessi dei lavoratori avanti a tutto. Non solo! In entrambe le occasioni si è palesata la richiesta di unità delle sigle sindacali: non a caso molti di loro hanno partecipato a entrambi gli scioperi e cortei.

Per prima cosa volevo chiedervi di quale azienda fate parte e perché siete qua oggi?

Siamo della Polizia locale (PL) del comune di Genova, principalmente noi siamo i rappresentanti per la CGIL della PL di Genova del centro storico e siamo qui per la riforma della categoria e per il rinnovo del contratto.

Quale bilancio tirate degli scioperi che ci sono stati a partire dal 19 settembre e in particolare con lo sciopero unitario del 03 ottobre e della mobilitazione per la Global Sumud Flottilla che ha visto Genova protagonista?

Secondo me è stato un segnale molto importante che ha avuto un impatto deciso e di spinta su tutto il movimento anche se in generale siamo ancora troppo frammentati è pur vero che si comincia sempre da qualche parte e questa può essere un ottima occasione per arrivare a ingrandirci sempre di più.

Molte delle persone che sono qua in piazza sono molto critiche nei confronti del governo Meloni secondo voi queste mobilitazioni possono servire a far cadere il governo?

Speriamo che siano utili è difficile rispondere, speriamo che ci arriviamo. Da quello che vedo stanno aumentando le persone che partecipano e quindi le persone che iniziano a prendere coscienza dell’importanza di manifestare.

Noi cerchiamo di sensibilizzare il maggior numero di persone per far crescere le mobilitazioni e dargli seguito e portare avanti le nostre idee che sono totalmente in contrasto con il governo Meloni che non pensa alle vere esigenze del popolo.

Mi sembra di aver capito che voi avete una vertenza aperta per la questione del contratto, qual’è la vostra situazione?

Attualmente è in stallo perché della riforma della PL se ne parla già da molto tempo ed erano stati stanziati fondi che poi sono stati dirottati su altre questioni sempre legati alla polizia ma per l’immigrazione. Per cui così come abbiamo sintetizzato nello striscione noi ci sentiamo traditi. La composizione sociale e quindi i problemi di gestione dell’ordine pubblico si sono evoluti in questi anni e gestire il nostro lavoro non è facile, incontriamo sempre più problemi legati al degrado delle città. Noi siamo sempre presenti sul territorio e non ci vediamo riconosciuto niente anzi c’è stato offerto di rinnovare il contratto con un aumento del 5,4% a fronte di un 16% di inflazione che è inaccettabile e aumenterà sempre di più il divario tra lo stipendio e il costo della vita. Per quanto riguarda il rinnovo invece, come CGIL non abbiamo partecipato alla firma del precontratto che è stato firmato dalle altre sigle sindacali per cui noi continueremo a lottare per i nostri diritti e un salario dignitoso.

(Chiara) Volevo aggiungere che la manifestazione di oggi promossa dalla CGIL, ha unito molti colleghi indipendentemente dalla loro sigla sindacale; abbiamo unito tutta la categoria chiedendo la riforma del settore perché ormai la legge in vigore ha quarant’anni ed è inadeguata alla situazione in cui siamo.

Penso abbiate colto un aspetto importante, l’esperienza ci dice che i lavoratori per vincere devono unirsi a prescindere dalle sigle sindacali e dalle idee politiche per affermare i propri diritti…

Si! Diciamo che oggi è un po’ la prima volta che si vede in una manifestazione uno striscione che rappresenta la nostra categoria, per cui abbiamo improvvisato con i cappellini e lo striscione, pur di essere qua proprio per far vedere l’unità di tutta la categoria.

***

Ciao siamo qui a Genova allo sciopero generale della CGIL, per prima cosa ti chiedo di presentarti. Di che azienda fai parte e perché sei in piazza.

Sono una ricercatrice precaria all’ospedale San Martino di Genova, e sono consapevole che l’approvazione della riforma della sanità regionale per la creazione di un unica ASL in Liguria, cambierà completamente la situazione all’interno dell’ospedale e per noi ricercatori. La ricerca purtroppo in Italia va avanti grazie a ragazzi sottopagati che non hanno stabilità e garanzie e dato che siamo occupati direttamente dalla regione, in una struttura per capirci piramidale in cui noi siamo alla base, ci hanno già detto che con la riforma salta tutto. Saltano i nuovi concorsi, le stabilizzazioni, per cui sai, io ho ancora due anni di contratto ma che so che passeranno velocemente e grazie a questa riforma, di cui non si sa molto, potrei ritrovarmi tra due anni, senza rinnovo e quindi senza stipendio e i soldi per pagare il mutuo.

Genova è stata protagonista dei grandi scioperi di settembre e ottobre in solidarietà con la Palestina. Qual’è il tuo bilancio e cosa ne pensi del fatto che il 03 ottobre siamo arrivati ad avere uno sciopero unitario, voluto dai lavoratori per essere più forti ed efficaci.

Devo dire che io sono stata a quasi tutti gli scioperi organizzati in quei giorni e da una parte sono contenta per la risposta che c’è stata da parte della popolazione, anche se devo dire che potremmo essere più uniti e non credo sia per una questione di obbiettivi, perché appunto l’obbiettivo per tutti è la pace, il bene comune che non si investano più soldi nelle armi, come sta accadendo. La sinistra sono anni che è divisa e le persone di sinistra non hanno più fiducia nei partiti e nelle associazioni di sinistra, gli basta avere lo stipendio sicuro ma se si parla di politica la gente è completamente sfiduciata. Per cui io partecipo perché credo all’unità però vedo che ci sono persone che si sentono più comode in alcune manifestazioni e altri in altre. Per esempio adesso siamo in piazza per una manifestazione convocata dalla CGIL ma molti ragazzi anarchici che lottano qui a Genova contro i covi fascisti o per gli spazi sociali non ci sono perché non si sentono rappresentati in questo tipo di manifestazioni. Viceversa quando ci sono altri tipi di manifestazioni, che so magari dove c’è da andare in porto o a bloccare le strade molti di loro ci sono ma altre persone no. Per cui ci sono manifestazioni che non li rappresentano e non riusciamo a essere uniti, a muoverci tutti insieme a muoverci unitariamente e a riempire le piazze con milioni di persone contro la guerra, per la pace e per i diritti dei lavoratori.

Secondo te le mobilitazioni di questi mesi e dei prossimi giorni, possono diventare mobilitazioni per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con uno che faccia gli interessi dei lavoratori e recida i rapporti con la Nato e i sionisti e contro il riarmo.

Per prima cosa sono contenta che questo governo va a scadenza. Ormai manca poco perché questo governo se ne vada e penso che sia poco realistico che si riesca a mandarlo via prima della scadenza, a meno che non rinuncino e non credo, ma nemmeno nel 2027… Manca poco! Il più è fatto, purtroppo c’è ancora un anno e qualche mese di governo che difficilmente sarà cacciato, perché è comodo. Se noi cacciamo il governo Meloni poi dobbiamo proporre un alternativa, come dicevo prima, la sinistra non è preparata, non ha ben chiaro che cosa deve fare, non è unita quindi se sale al governo la sinistra, anzi non credo che salirà un governo di sinistra ma piuttosto un governo tecnico come è stato negli ultimi anni, per cui o c’era la destra o c’era un governo tecnico, che fa gli interessi dell’Europa o meglio del lobbismo europeo e dei i grandi poteri economici.

Non è solo un problema nostro, ma tutto il contesto mondiale è estremamente complesso, per cui non vedo a sinistra un alternativa credibile, che ci rappresenta tutti e che permetta di uscire dal fare opposizione ai poteri forti. Trump ha già dichiarato la guerra economica all’Europa, sta invadendo il Venezuela e probabilmente vuole mettere le mani anche su Colombia, Ecuador e Perù; l’Unione Europea non dice niente davanti al genocidio e siamo noi, il popolo, che in qualche modo stiamo resistendo con quello che riusciamo a fare ma il potere economico continua a fare quello che vuole, per questo sono un po’ sfiduciata nelle istituzioni. Ammetto che ho una crisi filosofica rispetto alla democrazia ma c’è da dire che una soluzione ad oggi è difficile attuarla a livello istituzionale. Noi oggi lottiamo perché è giusto resistere perché è giusto che le istituzioni abbiano una voce scomoda, ma da li a dire domani facciamo cadere il governo Meloni non so se ne abbiamo le forze. Beninteso, ne sarei ben contenta se cadesse domani ma non so se abbiamo le forze, se le piazze così come sono state trattate e bastonate, avranno le forze per farlo cadere.

Con le manifestazioni in solidarietà alla Palestina e in sostegno alla Global Sumud Flottilla è emerso il ruolo centrale della classe operaia. Dopo che un organismo come il CALP di Genova si è messo alla testa della lotta rilanciandone modi e forme, con la parola d’ordine del blocchiamo tutto, è stato possibile portare in piazza milioni di persone su parole d’ordine d’avanguardia. Pensi che sia possibile organizzarsi in organismi operai e popolari come i Consigli di Fabbrica che negli anni ‘70 hanno strappato il maggior numero di conquiste ai governi borghesi anche in altri ambiti di lavoro come il tuo e non solo?

Ma più che possibile io penso che sia assolutamente necessario creare questo tipo di organizzazioni. Io non ero nemmeno nata in quegli anni, per cui per quello che ho studiato, ti posso dire che vedo e sento che c’è una cultura diversa oggi; purtroppo la globalizzazione, il consumismo sfrenato, ci ha portato a un punto di vista talmente individualista che anche le persone che sono qui, io stessa non mi sento esente, sembra che non ci sia più quel senso d’insieme, quella forza di comunità; questa visione si è quasi persa, me ne rendo conto più che altro con i giovani. La generazione Z, si sta alzando con battaglie a cui loro sono sensibili, però a scendere in piazza ci sono pochi ragazzi e vengono fermati e perseguitati; mi sembra che si sia persa la cultura della comunità, l’importanza di stare tutti insieme e lottare per un bene comune. Io penso che sia necessario usare questo tipo di strategia ma visto il contesto dove se non sei online se non hai follower se non hai centomila like non vai da nessuna parte, la vedo difficile attuarla nelle piazze.

Vorrei tanto che sia così ma la vedo difficile. Mi rendo conto che sono un po’ sfiduciata per tutto quello che sta succedendo però sono le mie riflessioni, aggiungo una cosa banalissima: ho cominciato a fare skateboard e qui a Genova abbiamo pochi impianti per gli sport urbani. C’è un impianto che a quanto pare l’hanno dato in gestione a un privato, nonostante sia stato fatto con soldi pubblici. La prima cosa che ho dovuto fare è stata muovermi sui social, fare una denuncia pubblica e ho chiamato un po’ di persone e molti hanno visto il video e mi hanno contattata considerando positivamente il contenuto. La cosa importante sarebbe avere un luogo fisico dove poter organizzare, questo tipo di iniziative, dove poter denunciare quello che succede, raccontarlo e svilupparne la difesa.

Ma è solo un esempio, invece ci si ritrova da soli davanti uno schermo. Lo so che è un esempio banale rispetto a tutto quello che sta succedendo però lo dico per far capire cosa intendo dire con il cambiamento culturale che c’è stato tra gli anni settanta e oggi. Forse per farlo bisogna tornare agli spazi comuni, agli spazi di aggregazione veri, fisici, che ormai ci sono stati tolti. Se uno vuole uscire la sera deve andare a bere una birra al bar con gli amici; possibile che non si possa andare in un posto senza spendere soldi per conoscere persone nuove tranquillamente, il sistema ci ha portato anche a questo punto.

Il sistema capitalista è il male di tutto e quindi dobbiamo abbatterlo. Condivido con te il fatto che il nostro è un progetto difficile ma è necessario quindi tocca a noi, ai lavoratori, trovare la strada migliore per cambiare il sistema in cui viviamo.

***

Ciao per prima cosa ti chiedo di presentarti, di dire di che azienda fai parte e perché sei qui.

Io faccio parte dell’azienda Scuola e sono qui in piazza anche contro la legge di bilancio certo ma sono qui soprattutto per manifestare contro il disegno di legge proposto dal ministro Locatelli, per il riconoscimento dei caregiver familiari. Cerco di spiegare un attimo di cosa si tratta. I caregiver sono parenti di persone disabili, genitori o figli, spesso obbligati a rinunciare a lavorare per occuparsi h24 della persona cara.

Il ministro Locatelli ha fatto questo disegno di legge che proporrà dopo l’approvazione della legge di bilancio, secondo cui un caregiver, per avere un riconoscimento di un aiuto mensile di 400 euro su base semestrale, deve avere un ISEE inferiore ai 15miila euro l’anno, un reddito inferiore ai duemila euro e soprattutto deve lavorare 91 ore settimanali. Nemmeno uno schiavo può lavorare oggi tutte quelle ore, in più stando sotto quelle cifre. Questo non è un riconoscimento è un offesa a tutte le famiglie interessate, e poi al contrario di quel che dice il ministro Locatelli noi vogliamo essere sostituiti, vogliamo poter scegliere se accudire i nostri cari e per esempio (parlo per la mia esperienza) io non voglio fare la caregiver di mio figlio, io vorrei fare la madre! Lo Stato deve sostenermi! Quando devo lavorare, quando devo accudire mio figlio, per ridare dignità a me e a tutti noi. Durante lo sciopero del 28 novembre abbiamo preso parte alla manifestazione organizzata da USB a Genova, contro la finanziaria di guerra e per cacciare il governo Meloni e per le persone disabili che sono centinaia di migliaia su tutto il territorio nazionale; ci sono più di sei milioni di persone intorno alla disabilità, tra disabili e familiari e questo ddl è semplicemente ridicolo, propongono mancette di cui noi non abbiamo bisogno.

Pensi che la battaglia che state portando avanti voi, si debba legare a una lotta più ampia per cacciare questo governo e che tipo di governo a vostro avviso è necessario per rispondere positivamente alle esigenze delle famiglie che hanno a che fare con la disabilità nel nostro paese.

Il governo Meloni per prima cosa indirizza e utilizza i soldi che ci sono, verso altri progetti verso progetti quali possono essere la costruzione del Ponte sullo stretto piuttosto che armare stati belligeranti e questa politica non va assolutamente bene, ci sono continui tagli alla scuola, tagli alla sanità, c’è il problema del personale di sostegno nelle scuole e della formazione e del personale non preparato che sono tutti problemi di cui il governo non si fa carico, non vuole farsi carico e sicuramente le qualifiche che noi come CFU facciamo nostre proprio a fronte delle persone più fragili, perché il mostro paese deve venire in aiuto alle persone più fragili, con chi ha maggiore disagi, noi crediamo questo.

Che idea ti sei fatta delle mobilitazioni di settembre e ottobre che ci sono state in solidarietà con la Sumud Flottilla, contro la guerra e il genocidio in Palestina e cosa pensi dello sciopero di oggi che al contrario di quello del 03 ottobre non è stato unitario.

Sicuramente penso che sono state troppo poche le iniziative per la Palestina ed io sono estremamente favorevole a fare e promuovere lo sciopero unitario, e a lavorare in modo unitario per dire fuori la guerra dalla storia, perché oggi su tutto il territorio mondiale si stanno combattendo una cosa come 61 guerre contemporaneamente e quindi bisognerebbe anzi che riproporre la leva militare per i nostri ragazzi cosa che ci abitua piano piano e in modo subdolo all’idea della guerra bisognerebbe cominciare ad indirizzare i nostri giovani che oggi ne hanno tanto bisogno, alla pace quindi lavorare sull’intelligenza emotiva, sull’empatia e lavorare tutti insieme affinché siano i giovani a portare avanti l’idea di un mondo migliore. Noi quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, le nostre ultime cartucce le stiamo sparando ora ma se non coinvolgiamo i giovani se non sono i giovani a essere educati alla pace e a volerla questa pace, non sarà certo la leva militare a farlo.

Se hai qualche ultima considerazione da fare.

Vorrei chiedere al ministro Locatelli di rivedere la legge e di scriverne una ben ben fatta perché sarà pur vero che è la prima è solo un disegno di legge, anche se è dal 2022 che si parla di riconoscimento dei caregiver e sarebbe utile che il ministro e governo proponessero una legge sensata. In Italia abbiamo già delle leggi sul tema come quella sul dopo di noi o la legge sul progetto di vita, la legge 68 per i lavoratori, la 104 e poi c’è questa legge in arrivo. Non è pensabile che su un argomento del genere ci siano quattro leggi diverse, bisognerebbe far confluire tutte queste leggi in unica normativa che tuteli le persone con disabilità e i loro familiari.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Abbiamo querelato i parlamentari di Fratelli d’Italia

Next Post

[Napoli] Solidarietà a D’Orsi, Di Battista e all’Anpi

Related Posts

[Prato] Solidarietà al SUDD Cobas e ai lavoratori ACCA sotto attacco!
In breve

Solidarietà al Sudd Cobas e ai lavoratori Acca sotto attacco

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Luglio 6, 2026
0

...

[Genova] Solidarietà ad Hannoun, Dawoud, Yasser e Riyad e a tutti palestinesi d’Italia
P.Carc Genova

[Genova] Solidarietà ad Hannoun, Dawoud, Yasser e Riyad e a tutti palestinesi d’Italia

by P.Carc Genova
Giugno 28, 2026
0

...

[Emilia Romagna] Solidarietà alle delegate dell’Elettrolux Cinzia Colaprico e Loretta Sabbatini

[Emilia Romagna] Solidarietà alle delegate dell’Elettrolux Cinzia Colaprico e Loretta Sabbatini

Giugno 27, 2026
[Emilia Romagna] Antisionismo non è antisemitismo: è antifascismo!

[Emilia Romagna] Antisionismo non è antisemitismo: è antifascismo!

Giugno 16, 2026
[Pisa] A bloccare tutto c’eravamo tutti! Solidali e complici con tutti gli attivisti colpiti da repressione!

[Pisa] A bloccare tutto c’eravamo tutti! Solidali e complici con tutti gli attivisti colpiti da repressione!

Giugno 9, 2026
Electrolux. Opporsi con ogni mezzo allo smantellamento

Electrolux. Opporsi con ogni mezzo allo smantellamento

Giugno 9, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d