La sezione di Pisa del Partito dei CARC esprime piena solidarietà e complicità con tutti gli attivisti indagati e colpiti da sanzioni e multe, 54 persone con oltre 140 capi di accusa, in applicazione degli ultimi pacchetti sicurezza.
Il movimento oggetto di criminalizzazione è quello che ha animato il fiume in piena delle proteste che, a partire dall’autunno scorso, hanno coinvolto un’ampia parte delle masse popolari: operai, insegnanti, sanitari, studenti, che hanno messo in pratica molteplici forme di resistenza alla spirale di guerra in cui il nostro Governo ci trascina.
Le mobilitazioni dello scorso autunno hanno fatto vacillare il Governo, hanno fatto emergere il ruolo strategico della classe operaia, hanno reso le scuole ed università delle fucine di organizzazione e mobilitazione, hanno dimostrato che solo le masse popolari possono fermare la guerra. Hanno sedimentato pratiche, alimentato la moltiplicazione di nuovi organismi, rafforzato quelli esistenti e incarnato le migliori aspirazioni di tutti coloro che resistono agli effetti più devastanti della crisi e della guerra.
Anche dopo i grandi scioperi di settembre e ottobre, nonostante la repressione nelle piazze, i divieti, l’inasprimento delle pene approvato con gli ultimi pacchetti sicurezza, sono proseguite svariate forme di lotta per contrastare la guerra in tutto il paese, dal boicottaggio ai blocchi, come quello del treno carico di armamenti vittoriosamente respinto lo scorso 12 marzo.
E’ legittimo tutto quello che rientra negli interessi delle masse popolari, anche se illegale!
Per questo chiamiamo tutti coloro che vogliono farla finita con le politiche guerrafondaie e con questo governo complice di un genocidio, servo degli USA, della NATO e dei sionisti, a sviluppare e praticare la solidarietà di classe verso tutti i colpiti da repressione.
La repressione è un’arma a doppio taglio: tenta di indebolire e isolare chi ne è colpito, disgregare le organizzazioni di riferimento, frenare l’attività che si svolge ma svela anche il vero volto del nemico, allarga il fronte di tutti coloro che si trovano dalla stessa parte della barricata e può essere rispedita al mittente sviluppando ulteriormente l’organizzazione e la mobilitazione dal basso.
La maxi -indagine di Pisa non è un caso isolato: da Milano, a Massa, la repressione è l’ultimo strumento nelle mani della classe dominante per tentare di mantenere il proprio ordine, già precario, e proseguire a fare i propri interessi, è quindi un segno di debolezza.
Convergere contro ogni attacco repressivo!
E’ necessario:
che tutte le forze politiche, sindacali, sociali, di movimento, facciano rete per rispondere collettivamente e ritorcere contro ogni attacco repressivo;
sviluppare il legame tra situazioni diverse oggetto di attacchi repressivi da quelli per le mobilitazioni di piazza, ai lavoratori colpiti da provvedimenti disciplinari per la solidarietà espressa al popolo palestinese, ai compagni indagati per odio razziale al fine di criminalizzare la lotta contro gli agenti sionisti, ai compagni del Partito di CARC indagati per l’art. 270bis (legato al terrorismo) per attaccare tutto il movimento di coloro che è deciso ad invertire il corso disastroso delle cose;
rafforzare tutto il fronte delle forze anti- Larghe Intese verificando l’operato di chi ne è alla testa sulla base del protagonismo e del legame con le organizzazioni operaie e popolari dei territori, prendendo d’esempio l’attivismo dell’ex consigliere comunale di Una Città in Comune Francesco Auletta, anch’esso indagato per il blocco del treno carico di armamenti fermato a Pisa;
estendere e praticare la solidarietà di classe, indipendentemente dall’appartenenza politica o sindacale, indipendentemente dai capi di imputazione o dalle azioni contestare e portarla oltre agli ambienti militanti arrivando a tutti coloro che vogliono fermare la guerra e cacciare questo Governo.
Non saranno denunce, multe o sanzioni a fermare la forza delle masse popolari quando si organizzano!
P.CARC sez. Pisa



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