Per il prossimo 2 giugno, Festa della Repubblica, sono diverse le realtà che nel paese stanno organizzando iniziative e mobilitazioni alternative, in rottura con la promozione dell’unità nazionale con cui i partiti della Larghe intese cercano di ammantare la giornata.
Nessuna unità nazionale o pacificazione è possibile con chi promuove la guerra. E la guerra oggi è in casa nostra.
Parte dalle oltre 130 basi militari Nato disseminate in ogni territorio, passa dalla rete logistica e dai suoi hub, affonda i suoi tentacoli nella militarizzazione della scuola. Ha effetti sulle masse popolari del paese: devastazione ambientale nei territori in cui sono installate le basi, morte e malattie provocate dalle esercitazioni militari nel nostro paese, smantellamento dei servizi pubblici e crescente carovita. E ha anche precisi promotori nel nostro paese: gli imperialisti statunitensi, la Nato come loro braccio armato, e i partiti delle Larghe Intese loro complici.
Per questo realtà che ogni giorno si battono contro la presenza della Nato e contro la militarizzazione del paese come A foras, No Muos, il movimento No base né a Coltano né altrove e Vicenza per la Palestina hanno lanciato una giornata di mobilitazione nazionale per il 2 giugno. Il loro appello è a “costruire una serie di azioni contro i simboli della militarizzazione dei territori: presidi, flash-mob, manifestazioni. Ogni realtà o singolo può attivarsi in base alla specificità del proprio contesto, con la consapevolezza di far parte di una mobilitazione più ampia e coordinata. Un’Italia antimilitarista esiste già: il 2 giugno vogliamo renderla visibile, connetterla e rafforzarla.” Le diverse iniziative territoriali sono consultabili nelle pagine dei singoli organismi promotori.
Al loro fianco anche altre associazioni promuoveranno iniziative in decine di città. La Rete pace e disarmo e Sbilanciamoci hanno lanciato un appello a mettere in campo nella giornata del 2 giugno 100 iniziative popolari in tutta Italia per la Costituzione, per dare voce a una Repubblica che ripudia la guerra e mette al centro pace, lavoro e ambiente. La rete Stop Rearm Europe promuoverà mobilitazioni diffuse con lo slogan: “Per una repubblica libera dai re e dalle loro guerre. Abbiamo cacciato un re, ora cacciamo gli altri”. Pax Christi ha organizzato un presidio davanti al Comando Nato di Rovezzano (Firenze). Mentre per il 6 giugno Anpi, Cgil e una rete di associazioni promuoverà una manifestazione nazionale davanti alla base Nato di Aviano.
Iniziative che saranno collegate quindi da un filo comune. Quello stesso filo che le lega anche alle mobilitazioni del 4 aprile contro la Nato, a quelle messe in campo per un 25 aprile libero da sionisti e guerrafondai, agli scioperi del 7, 15, 18 e 29 maggio e alle manifestazioni di solidarietà alla Flotilla e al popolo palestinese. Un movimento che già si articola nei luoghi di lavoro e nelle città, che può e deve unire le forze più coscientemente per costruire insieme una forza di governo in grado di affermarsi nell’intero paese.
Dare vita a una Repubblica che ripudia la guerra e libera dalla Nato, è possibile. È possibile dare uno sbocco politico a questo movimento già esistente, ponendosi l’obiettivo comune di esprimere e imporre un governo deciso ad applicare la Costituzione, a rompere l’asservimento ai guerrafondai e far assumere all’Italia un ruolo di sostegno a tutti i popoli che resistono alle aggressioni imperialiste. Di certo non sarà il governo Meloni a farlo, né il Pd e il cosiddetto campo largo.
Costruire oggi quest’alternativa è possibile perché nel paese è già attivo un fronte composito di forze che, nei fatti – anche se non ancora pienamente cosciente – si muove per attuare l’Articolo 11, disinnescare la guerra, fermare la militarizzazione delle aziende, della logistica, delle scuole e delle università. Per bloccare l’allargamento delle basi e monitorare le manovre belliche.
Questa è la base capace di rompere nei fatti gli accordi con la Nato. La base da cui partire per portare il paese fuori dall’alleanza atlantica. Da questo fronte di forze può nascere un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, capace di convogliare l’esistente verso una nuova liberazione del paese. Stavolta per farla finita con il protettorato statunitense e liberarsi dei sionisti e degli imperialisti Ue.
Aderire e partecipare alle iniziative promosse per il 2 giugno, mettendo in campo iniziative, dimostrazioni, blocchi, boicottaggi che colpiscano i promotori della Terza guerra mondiale nel nostro paese è un passo ulteriore in questa direzione. Partecipare il 20 giugno all’assemblea nazionale indetta dal Coordinamento nazionale No Nato presso lo Spint Time a Roma è il passo successivo.
Per confrontarsi su quale sbocco e obiettivo comune questo movimento possa darsi. Per proseguire quel lavoro costante di tessitura che dai territori può portare l’Italia fuori dalla guerra e alimentare la costruzione di un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, per un’Italia libera, partigiana della pace e della Costituzione.





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