La Federazione Toscana del Partito dei CARC sostiene e promuove le mobilitazioni, i presidi e le azioni che si terranno il 2 giugno per contrastare il processo di militarizzazione che investe sempre più la nostra regione e il paese.
Fra le principali segnaliamo
. il presidio indetto da Pax Christi alla caserma Predieri di Firenze, sede di un comando NATO,
. la manifestazione cittadina e le attività promosse a Pontedera (PI) dal Movimento No Base né a Coltano né altrove contro la realizzazione di una pista di addestramento e di un poligono di tiro militari nell’ambito del progetto di base militare per Gis e Tuscania tra Pontedera e Pisa,
. le contestazioni alle celebrazioni istituzionali della “unità nazionale”, che è solo quella dei partiti delle larghe intese di cui il PD è capofila nella nostra regione.
Queste mobilitazioni non sono solo il frutto delle rispettive lotte che comitati, associazioni e organismi vari portano avanti spesso da anni, ma si legano a quelle della “settimana rossa” del 25 aprile e del Primo Maggio, alla legnata inferta al governo Meloni dal referendum del 23 marzo, fino ai sommovimenti in solidarietà alla Palestina e alla Flotilla che hanno attraversato l’Italia e il mondo intero lo scorso autunno. Le masse popolari sono stufe di questa classe dirigente asservita agli imperialisti USA, UE, NATO e ai criminali sionisti, di gettare miliardi di euro nel conflitto in Ucraina a scapito dei servizi essenziali a partire da Sanità e Scuola, delle basi e caserme che infestano la Toscana e dei crescenti traffici di armi e materiale bellico che rendono porti, ferrovie e città dei bersagli in caso di conflitto. E non perdono occasione per dimostrarlo.
Ma la Terza guerra mondiale è già in corso, anche se sulle nostre teste ancora non arrivano i bombardamenti. Ci sono già morti e feriti ogni giorno: sui posti di lavoro per l’omissione di misure e dispositivi di sicurezza che per i padroni sono solo spese, per la mancanza di medici, infermieri e strutture sanitarie dove curarsi se non a pagamento, per il carovita che devasta i bilanci familiari e getta nella disperazione insieme al progressivo smantellamento di interi settori industriali come l’Automotive e la Pelletteria, di aziende storiche come la GKN e la Beko (ex Whirlpool) di Siena: tutto ciò con il (neanche tanto velato) ricatto di dover scegliere fra disoccupazione e miseria e la “riconversione” a fini militari, di finire a fare lavori cosiddetti “poveri”, buoni soltanto a far numero per le statistiche geovernative.
E’ un processo che possiamo e dobbiamo invertire, compagni e compagne! Lo dimostrano in primo luogo proprio queste mobilitazioni, e rinnoviamo l’invito alla massima partecipazione organizzandosi per far fronte agli eventuali attacchi repressivi di cui il governo Meloni è artefice e promotore, le istituzioni locali a targa PD silenziose sostenitrici.
Esempi eclatanti sono le multe che hanno colpito il sindacalista di USB di Livorno per il tentativo di fermare, insieme ad altri attivisti e ai portuali del GAP, una nave carica di armi che dalla base americana di Camp Darby si dirigeva al porto, peraltro già dichiarato “nucleare”: a proposito di rischi e pericoli che basi e strutture simili comportano, come il rigassificatore di Piombino. Sono le decine di denunce e, ancora, multe comminate a Massa per le mobilitazioni del “blocchiamo tutto” del 22 settembre e 3 ottobre 2025 dove sono stati presi di mira sindacalisti, operai e studenti: coloro che diedero vita a quelle giornate di lotta, ai quali rinnoviamo la nostra totale, incondizionata solidarietà.
E saranno ancora questi, gli attori e l’elemento decisivo per invertire questo disastroso corso delle cose, in Toscana e nel paese! I portuali di Livorno e quelli di Genova, insieme alle migliaia di insegnanti, sanitari e operai che aderirono massicciamente a ben due scioperi generali in pochi giorni e un numero enorme di categoria e aziendali, hanno dato un assaggio della loro forza alla classe dominante, bloccando la produzione e le attività da un capo all’altro dell’Italia.
Sono l’incrollabile architrave della nuova governabilità dal basso, la rete del nuovo potere fatta dagli organismi operai, popolari e giovanili, le associazioni e i comitati di cui già pullula la Toscana e che dobbiamo spingere e sostenere nel coordinarsi a un livello superiore per farsi forza di governo, dandosi l’obiettivo di cacciare chi c’è adesso: questo è lo sbocco politico urgente e necessario, la sola via di uscita positiva da questa situazione.
E’ palesemente inutile appellarsi ai Giani, Conti, Salvetti e gli altri capintesta come Marco Carrai che sono solo servi ossequiosi di multinazionali, padroni di ogni tipo e guerrafondai; men che meno serve farlo al governo Meloni, che altrettanto abbondantemente ha dimostrato da che parte sta.
Tocca ai comunisti, alla classe operaia e alle masse popolari darsi i mezzi e i metodi all’altezza di una situazione così grave e far fronte alla Terza guerra mondiale, alla riconversione bellica tappe forzate, alla devastazione dei territori da parte di strutture militari esenti da ogni prescrizione ambientale: ben vengano tutti i presidi, le manifestazioni, i blocchi e il boicottaggio della guerra e di chi la fomenta. Ben vengano i dibattiti, i convegni, i piani di riconversione che siano realmente sostenibili a livello ecologico e sociale: ci sono fior di tecnici ed esperti disponibili a metterci mano da subito.
Parleremo anche di questo alla Festa della Riscossa Popolare della nostra Federazione, che si terrà dal 19 al 21 giugno a Firenze e al quale invitiamo tutti e tutte fin da ora.
Scendiamo in piazza il 2 giugno per dire “BASTA” a basi militari, guerrafondai e agenti sionisti!
Cacciamo il governo Meloni per imporne uno partigiano della Palestina e della pace, che applichi l’articolo 11 della Costituzione!
Facciamo valere l’inarrestabile forza della classe operaia e delle masse popolari, uniti per porre fine alla Terza guerra mondiale e fare dell’Italia un nuovo paese socialista!
Partito dei CARC – Federazione Toscana

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