Il 16 luglio i lavoratori e le lavoratrici di CESAR Spa, in lotta da aprile 2026 contro la chiusura del magazzino Acqua & Sapone di Piancastagnaio, hanno presidiato ancora una volta la sede della Regione Toscana, per molte ore e con un caldo opprimente, in occasione del tavolo di trattativa sul futuro dwi loro 56 posti di lavoro.
Il confronto è stato serrato e alla fine Filcams-CGIL Siena, Fisascat Cisl Siena, Uiltucs Area Siena, lo hanno definito “risultato storico e non scontato” grazie all’ingresso del nuovo acquirente Adrilog Società Cooperativa Benefit; istituzioni, sindacati e azienda ritengono che l’accordo getterebbe le basi per la re-industrializzazione del sito amiatino e garantirebbe il lavoro a tutti gli operai.
Nei fatti, però, solo 18 operai saranno riassunti subito e solo per due anni da Adrilog, 9 operai rimarranno occupati in Cesar Spa mentre tutti gli altri riceveranno un incentivo al percorso di pensionamento o per trovarsi un altro lavoro (in questa fase di crisi devastante, a spese nostre..). Questa sarebbe la “svolta” secondo questi signori e a detta del consigliere Fabiani, con tanto di titoloni sui giornali.
E’ vero, avere evitato i licenziamenti in blocco è un primo risultato che i lavoratori hanno ottenuto lottando uniti, hanno dimostrato capacità di mobilitarsi e organizzarsi e di respingere al mittente l’attacco dei padroni, quelli della stessa azienda che li ha mandati a casa in men che non si dica, che aveva mandato i Tir a svuotare il magazzino, l’azienda che i sindacati ringraziano! È stata la determinazione dei lavoratori che hanno scioperato e bloccato i camion ad impedirlo, quei lavoratori che hanno rincorso i delegati di Cesar che, al termine della prima trattativa, per non dare risposte al presidio, ai comitati e cittadini che li sostenevano, se la sono data a gambe da vigliacchi quali sono, ben scortati da Digos e carabinieri!
Si, i lavoratori e le lavoratrici sono stati uniti e combattivi e tali devono rimanere. Infatti l’accordo frammenta il corpo operaio e agevola il padrone che, tra due anni (ma anche prima), potrà tornare alla carica, però trovandosi contro un personale ridotto a un terzo: altro che re-industrializzazione! È morte lenta! I sindacati devono portare la battaglia fino in fondo, non accontentarsi delle briciole e vaneggiare di “svolte” ma imporre un cronoprogramma preciso che gli operai faranno rispettare: hanno mostrato di saperlo fare. E’ stato raggiunto un primo risultato, quello di impedire i licenziamenti, è bene progettare il secondo passo, il terzo e farli! Va fatto ingoiare un altro bel boccone amaro ai padroni vecchi e nuovi, devono capire che l’Amiata “ha già dato” e che nessuno si dovrà più permettere di fare quel che vuole.
Trasformiamo la data del 23 luglio, giorno in cui ci sarà la sottoscrizione formale degli accordi, in possibilità vera di occupazione per il nostro territorio! Che sia solo la vittoria di una prima battaglia, per rilanciare e lottare ancora per mantenere i 56 posti di lavoro a Piancastagnaio. Altro che prepensionamenti e “accompagnamenti”, che se ne vadano padroni e multinazionali a cui dei territori che hanno spolpato fino al giorno prima non frega niente! La “svolta” ci sarà quando non un solo posto di lavoro andrà perduto, come P.CARC sosterremo ogni operaio che si metterà su questa strada che passa dal coinvolgimento degli altri lavoratori del territorio e della provincia, dai comitati in lotta contro la geotermia a quelli in sostegno alla Palestina, a ogni organismo che si mobilita contro un disastroso corso delle cose che riguarda tutti e tutto: Lavoro, Ambiente, società civile… anche questo è un atto della guerra in corso contro le masse popolari e la classe operaia, che merita la giusta risposta organizzata e che confluisca nella lotta più generale per dare un governo dal basso all’amiatino e al paese. Un governo che cominci ad imporre misure straordinarie a tutela dei lavoratori e dei loro familiari, che non bruci un solo posto di lavoro e cominci a mettere al loro posto i padroni e i loro scagnozzi, che di posti di lavoro ne crei altri a cominciare dalla manutenzione del territorio: altro che licenziamenti!
Partito dei CARC- Sezione Abbadia San Salvatore

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