Giani si dichiara felice per la notizia odierna, spiegando che il ricorso al TAR presentato dai comitati anti geotermia, pseudoambientalisti dell’Amiata è stato respinto. Questo dà perciò il via libera all’avvio dell’accordo firmato a febbraio 2025 con Enel Green Power, nonostante le forti contestazioni da parte di cittadini e comitati locali espressesi in assemblee molto partecipate ad Abbadia. Giani sottolinea inoltre le straordinarie qualità dell’energia geotermica definendola rinnovabile e pulita, e celebra le future centrali previste in Amiata. Esprime infine l’orgoglio di rappresentare una regione che, leader in Italia per la produzione di energia geotermica, aumenterà la quota dal 51 al 66% nell’arco di cinque anni.
Una lieta novella quindi, che rimane novella, visto che l’annuncio non risponde al vero e comunque è fuorviante.
In realtà, la respinta del ricorso non è legata al rinnovo delle concessioni geotermiche di Enel per altri venti anni, fino al 2024. Riguarda invece il ricorso presentato da cittadini, imprenditori e comitati per poter avere accesso agli atti secretati dalla regione Toscana, rispetto all’accordo Enel- Regione. La soddisfazione di Giani, quindi, sancisce la mancanza di democrazia e trasparenza rispetto alle scelte che riguardano i territori e la popolazione che li abita, il futuro che li aspetta, in termini di impatto sulla salute e sull’ambiente, sulla qualità dell’acqua e dell’aria che respiriamo. E che l’impatto ci sia è fuor di dubbio, viste le elargizioni ai comuni coinvolti a titolo di compensazioni ambientali.
Il governatore Giani ha poco motivo per esultare, sarebbe opportuno che lui e il rinnovato consiglio regionale chiarissero la situazione, visto che l’accordo tra Enel e Regione rimane ancora secretato. Prima di celebrare la vittoria contro i comitati che portano avanti una battaglia aperta coinvolgendo l’intera Toscana, bisognerebbe considerare la devastazione della regione causata da scempi ambientali come il rigassificatore di Piombino, dalle grandi opere dannose come l’aereoporto di Firenze, dallo smantellamento del tessuto produttivo e dal ricatto che accompagna tutto questo, presentando la geotermia come opportunità di lavoro.
Riguarda tutto il paese! In ballo c’è l’applicazione della convenzione di Aarhus, che in Italia è stata ratificata in legge sulla obbligatorietà di trasparenza e partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che recita ”La Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, nota come Convenzione di Aarhus, è un trattato internazionale volto a garantire all’opinione pubblica e ai cittadini il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia di processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero concernenti l’ambiente”. Riportiamo a questo proposito il primo punto tratto dal documento”12 punti non negoziabili” che comitati e organismi popolari hanno steso in occasione delle elezioni regionali e che rappresentano anche una guida concreta per una gestione partecipata e democratica del governo della regione.
- Partecipazione attiva della cittadinanza Principi e criteri: tutto quello che è conforme agli interessi della popolazione è legittimo. Un’amministrazione regionale deve impegnarsi a sostenere i cittadini nelle giuste rivendicazioni in merito al diritto al lavoro, alla difesa dei servizi e alla salvaguardia del territorio. Laddove necessario, in coerenza con il dettame costituzionale, l’amministrazione regionale deve assumersi la responsabilità politica, amministrativa, legale ed economica di far prevalere in ogni caso la legittimità degli interessi dei cittadini prima e sopra ogni altro vincolo, norma o codice di rango inferiore alla Costituzione. Occorrono comitati e organismi di controllo popolare sull’operato della amministrazione regionale, Per andare in questa direzione l’amministrazione deve dotarsi di metodi e strumenti funzionali allo scopo come assemblee popolari delle seguenti tipologie: consulte popolari, consigli cittadini, tavoli permanenti che operano per fronteggiare specifici problemi (ordinari ed emergenziali) proponendo agli amministratori esempi di soluzioni spendibili (…)
In ballo c’è la democrazia, la volontà popolare non viene tenuta in considerazione, la stessa volontà che senza andare troppo indietro aveva espresso una parte consistente dei cittadini toscani, in occasione delle elezioni regionali, con il voto a Toscana Rossa e ai quali una legge-truffa ha impedito di dare voce. Link :https://www.carc.it/2025/12/15/toscana-sosteniamo-il-ricorso-di-toscana-rossa-sviluppiamo-la-mobilitazione-popolare/
I compagni della sezione del Partito dei Carc di Abbadia sostengono la lotta dei comitati ambientalisti contro lo sfruttamento geotermico e la speculazione in Amiata, chiamano alla mobilitazione contro gli accordi regione- Enel perché siano alla luce del sole, siano conoscibili a tutti i cittadini, sostengono il ricorso al Tar di Toscana Rossa contro il restringimento degli spazi di agibilità e contro la legge elettorale regionale!

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