Il sindaco Michele Conti cambia un’altra volta casacca. Lo ha annunciato a mezzo stampa pochi giorni fa. Dopo essere uscito dalla Lega nel 2023 e aver vinto le elezioni con una lista civica, adesso “torna a casa” in Fratelli D’Italia. È stato infatti l’ultimo segretario di Gioventù Nazionale e consigliere comunale di Alleanza Nazionale.
Una notizia che, per chi a Pisa ci vive e ci lavora, sembra non avere peso. D’altronde, stiamo parlando sempre di politicanti borghesi, gruppi di affari camuffati da partiti, burattini che cambiano colore e bandiera, ma sempre feccia restano. Tutto vero.
Nelle sue dichiarazioni, però, il sindaco Conti fa un bilancio del suo operato e di quello del suo governo nazionale che suona più come una confessione.
Infatti, a detta sua, sarebbe stato l’operato di Giorgia Meloni al governo a convincerlo ad aderire al suo Partito. Operato di un governo che, in realtà, non ha fatto altro che trascinare ulteriormente nella miseria, nella fame e nella guerra questo Paese. I “sovranisti” che, per prima cosa, appena saliti al governo hanno appaltato la gestione della sicurezza informatica dell’intero Paese ai servizi segreti israeliani (operazione già tentata da Renzi nel 2019 ma fallita) e drenato soldi pubblici nel bellico a servizio di eserciti stranieri. Il governo del “prima gli italiani” che è andato ad elemosinare attenzioni e diktat da Trump, che ha proceduto ancora più speditamente dei suoi predecessori (e non era facile superarli!) nella concessione di basi e infrastrutture agli imperialisti USA e alla NATO.
In effetti l’operato di Michele Conti nella città di Pisa è coerente con questo programma. L’industria in tutta la provincia è sottoposta a un processo di smantellamento, con licenziamenti e cassa integrazione da record, le infrastrutture pubbliche sono messe a servizio di fondi di investimento stranieri e dell’industria bellica, il trasporto pubblico è sempre più scadente e la risposta è il rincaro dei biglietti a 2 euro. Per non parlare del ruolo dell’università e della ricerca, un tempo fiore all’occhiello della città, sempre più messe a servizio dei criminali USA e sionisti. Il tutto accompagnato da un aumento del degrado e dell’incuria della città, con persone e interi quartieri abbandonati e la microcriminalità in crescita.
Insomma, un bilancio che parla da sé. In tutto ciò, però, è interessante rilevare come, nella sua dichiarazione pubblica, il sindaco Conti abbia scelto di rivendicarsi un’operazione specifica messa in atto dalla sua amministrazione: il “Piano Operativo Comunale”. Un insieme di operazioni di speculazione immobiliari nei quartieri popolari della città che mira a smantellare ulteriormente gli spazi di aggregazione per chi a Pisa vive, studia e lavora e che aggrava la piaga della gentrificazione, come emerge bene dall’inchiesta “Pisa depredata” realizzata da Una Città in Comune. Un progetto che ha ricevuto parere negativo persino da diversi enti regionali in quanto non rispetta numerose leggi ambientali e urbanistiche, ma che, a quanto pare, fa gola a capitalisti e speculatori soci del Sindaco ad un livello tale che si trova costretto a promuoverlo in ogni suo intervento pubblico.
Michele Conti non spende nemmeno una parola, invece, sulla Dumarey di Folignano, dove le manovre padronali e i “cambi casacca”, per l’appunto, stanno mettendo a rischio 93 posti di lavoro: approfittiamo per esprimere tutta la nostra solidarietà agli operai che ieri hanno scioperato.
Per chi è stanco di amministratori che cambiano colore e casacca ma che continuano a piegare la città agli interessi dei capitali stranieri, per chi è stanco di fabbriche che chiudono e istituzioni che difendono i padroni che scappano, ci vediamo alla Festa della Riscossa Popolare, dal 31 luglio al 9 agosto, al Circolo ARCI di Putignano a Pisa.
La Festa vuole essere e sarà un ambito di confronto e discussione per le numerose organizzazioni popolari, operaie e giovanili che già oggi rappresentano la parte migliore della città, quella che si sta dotando di un piano di governabilità alternativo a quello dei partiti delle Larghe Intese che negli anni hanno ridotto Pisa ad un hub logistico al servizio della guerra imperialista e che deve creare i rapporti di forza per cacciare l’amministrazione Conti e imporre al suo posto un’amministrazione d’emergenza, formata da esponenti che agiscano su mandato degli organismi operai e popolari.
Difendiamo i posti di lavoro, la sanità, la scuola, i trasporti e gli spazi di aggregazione popolare, progettiamo insieme il futuro che serve a questa città!

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