La sezione di Pisa del partito dei CARC aderisce e chiama a partecipare al corteo indetto dal Movimento No Base- nè a Coltano nè altrove “Resistenza contro la guerra e le basi militari” (ore 10:00 base di Camp Darby).
La manifestazione del 25 aprile a Pisa arriva in seguito a due momenti di lotta importanti contro la Terza Guerra Mondiale sulla costa della Toscana: il blocco del treno carico di armamenti del 12 marzo, al quale, non a caso, è seguito lo sgombero del Presidio di Pace ai Tre Pini e il rifiuto dei lavoratori del porto di Livorno del Gruppo Autonomo Portuali e di USB di caricare una nave piena di armi, mine e munizioni partita dalla base USA Camp Darby.
Questi esempi offrono la misura del ruolo che possono assumere le organizzazioni operaie e le organizzazioni popolari, organizzandosi e coordinandosi, per bloccare la spirale di guerra a partire dalla lotta ai nemici che abbiamo in casa nostra: dagli USA, alla NATO, ai sionisti e al Governo che li sostiene.
Ancora più degli anni passati, la giornata del 25 aprile, non deve rappresentare una celebrazione fine a se stessa, ma un vero e proprio momento di lotta e di conquista per riprendere il cammino interrotto e andare fino in fondo, portare a termine l’opera intrapresa dai nostri partigiani, che lottavano non solo per la liberazione del paese dal nazifascismo, ma anche per liberarsi dallo sfruttamento e dalla miseria del capitalismo, per fare dell’Italia un paese socialista!
Non è un caso il fatto che gli attacchi repressivi si siano intensificati anche in vista della data di domani: verso quegli organismi che giustamente si stavano organizzando per impedire la partecipazione della comunità ebraica e dei sionisti alle celebrazioni, con la rappresaglia ai compagni del centro sociale Pedro al termine dell’assemblea proprio per il 25 aprile, attraverso le perquisizioni ai danni di sei compagni e simpatizzanti del Partito dei CARC all’alba del 21 aprile.
Il governo Meloni è entrato in una fase di crisi terminale e degenerativa. Solo sette mesi fa, con la parola d’ordine “blocchiamo tutto”, il movimento in solidarietà al popolo palestinese lo ha fatto vacillare: le autorità e le istituzioni del potere costituito, per alcune settimane, hanno avuto meno autorevolezza delle assemblee popolari. Ebbene, allo stesso grido dobbiamo fare di ogni mobilitazione un passo per cacciare il governo guerrafondaio della Meloni e il resto dei partiti delle Larghe Intese che al suo posto porterebbero lo stesso programma.
Facciamo del 25 aprile una tappa verso una Nuova Liberazione nazionale! Che passi dal Primo Maggio fino a al 2 giugno: contro la Repubblica Pontificia, fondata sulla guerra e i morti nei luoghi di lavoro, lottiamo per imporre un governo delle organizzazioni operaie e popolari, un governo partigiano della pace e della Costituzione antifascista, un governo d’emergenza popolare composto da esponenti decisi a impedire che il nostro paese sia retrovia di mille traffici bellici al soldo degli USA e dei sionisti e che garantisca, invece, il proprio sostegno al popolo iraniano, palestinese, venezuelano e cubano!
Riprendiamo il cammino per fare dell’Italia un nuovo paese socialista! Per un nuovo 25 aprile!

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