Pubblichiamo di seguito il programma delle attività del Partito dei CARC a Roma in vista del 25 aprile.

Venerdì 24 aprile, alle ore 17.30, presenteremo presso la sede dell’associazione Alas (in via Matteo Boiardo n.10), il libro di Alberto Fazolo “La Brigata Ebraica. Una storia controversa, dal 1944 ad oggi”, edito dalla casa editrice 4 punte.
La vicenda della Brigata Ebraica rappresenta al meglio il tentativo delle classi dominanti di promuovere intossicazione e mistificazione della storia, per alimentare la macchina della propaganda di guerra a sostegno dell’entità sionista e dello stato illegittimo di Israele.
Vi invitiamo a prendere parte alla presentazione.
Un momento di approfondimento su un episodio storico su cui fortemente poggia il revisionismo storico filo-sionista (altra faccia della medaglia della riabilitazione del fascismo del secolo scorso).
Un momento di confronto rivolto in special modo a studenti e lavoratori della scuola, per rafforzare le prime linee della resistenza e della lotta contro la manomissione della storia ad uso e consumo dell’imperialismo.
Un momento militante, a poche ore dal presidio di Porta San Paolo alle h.8 del 25 aprile, per festeggiare la liberazione dal nazi-fascismo ed impedire la deturpazione fascio-sionista-imperialista dei nostri simboli.
Al termine dell’iniziativa terremo un aperitivo benefit a sostegno delle spese legali del Partito dei CARC

25 Aprile 2026, ottantunesimo anniversario della vittoria della Resistenza Antifascista , h.8 tutti a Porta San Paolo
Partecipiamo in massa al concentramento mattutino di Porta San Paolo. Per onorare la memoria dei partigiani e dei simboli della vittoriosa Resistenza Antifascista. Per impedire ogni sorta di provocazione di marca fascio-sionista-imperialista. Per rispondere con la disobbedienza ai bavagli del governo Meloni, a ridosso dell’approvazione di ulteriori leggi repressive e della nuova montatura giudiziaria per 270bis contro la nostra organizzazione.
Occorre costruire la più ampia convergenza di forze attorno alla difesa di Porta San Paolo, da sempre oggetto, ogni 25 aprile, di provocazioni alla memoria antifascista della città e del paese. E’ l’occasione per rispondere con forza degna dell’anniversario che celebriamo ad eventuali affronti e provocazioni. E’ l’occasione per compattare il fronte delle forze anti-larghe intese più autentiche e sane, verso le battaglie del prossimo periodo. A cominciare dall’urgenza di convergere e creare i rapporti di forza nelle piazze, nei posti di lavoro, nelle scuole per cacciare il governo Meloni, complice di genocidio, guerra mondiale e ladrocini annessi all’estero, di repressione, miseria ed economia di guerra all’interno.
Evidenziamo che è a maggior ragione necessario confluire a Porta San Paolo alle 8 di mattina anche nel caso in cui le finora puntuali provocazioni degli ebrei sionisti romani non dovessero palesarsi.
Sarebbe allora un’occasione per celebrare unitariamente sia la liberazione dal nazi-fascismo che la liberazione di un simbolo (Porta San Paolo) dopo tanti anni sottratto all’esclusiva imposta di provocatori fascio-sionisti, larghe intese “di sinistra” e opportunisti vari.
Sarebbe un’opportunità di unita e riscossa per avanzare con maggior forza verso gli obiettivi politici urgenti e verso cui marciare con compattezza: bloccare di nuovo tutto per cacciare il governo Meloni, osare creare le condizioni per imporre un governo di emergenza popolare.
Che tutte le organizzazioni politiche, sindacali, sociali contribuiscano a coglierla, a cominciare dai gruppi promotori di concentramenti successivi all’appuntamento delle 8 a Porta San Paolo, dalla Rete dei Comunisti agli organizzatori del corteo di Centocelle, ai militanti e circoli ANPI ecc.
La sveglia che è suonata nelle urne del referendum deve diffondersi nelle piazze, deve animare e dare fiducia agli organismi operai e popolari, le organizzazioni politiche e sindacali anti Larghe Intese, le organizzazioni e i partiti del movimento comunista: è possibile costruire una vera alternativa di governo.
La sveglia che è suonata nelle urne ha le radici piantate nelle grandi mobilitazioni di settembre e ottobre, che il governo lo hanno fatto vacillare, e i frutti devono essere colti adesso, nelle prossime settimane, nei prossimi giorni.
Questa è la primavera di riscossa di cui ci sono tutte le condizioni.

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