Apprendiamo che pochi giorni fa a Bologna il nuovo decreto sicurezza ha colpito le attiviste dei Municipi Sociali, multate con grosse cifre (fino a 30 mila euro) per una contestazione organizzata contro la venuta in città di Christine Lagarde.
Ci associamo alla solidarietà che arriva dalla Fiom-Cgil Bologna e ci diciamo complici e solidali, infatti per lo stesso “crimine” (cioè quello di applicare la Costituzione antifascista!) anche le nostre compagne, Silvia e Chiara, a Firenze sono state multate. Multate per aver realizzato – davanti alla sede di Fratelli d’Italia a Firenze – uno striscione contro il governo Meloni, e anche a Firenze le multe alle compagne consistono in cifre astronomiche (dai mille ai 10 mila euro ciascuna). Le contestazioni avvenute senza preavviso sono diventate un crimine perché il diritto a incontrarsi dove più ci piace e senza dover comunicare un bel niente a nessuno, sembra che non vada più bene, con buona pace delle libertà di riunione e di espressione sancite dalla Costituzione (art. 17 e 21). Proprio come nel fascismo che questo diritto aveva abolito.

Nei giorni in cui si ricordano i valori del conflitto nati dalla Resistenza partigiana è urgente fare fronte alla repressione, ormai dispiegata, organizzare i lavoratori, i giovani e le organizzazioni sociali e politiche contro il decreto sicurezza e mettere in campo azioni concrete condivise e prese di posizione solidali. Più ci colpiscono più la risposta deve essere rispedita al mittente più forte e unitaria possibile, per ribaltare la situazione e sconfiggere l’arma della repressione che esprime in fondo una grande debolezza del potere.
Per questi motivi chiamiamo anche i compagni e le compagne che in questi mesi hanno animato i comitati per il NO al referendum, a trasformare questi organismi – con cui peraltro la Fiom stessa ha coinvolto i lavoratori nella lotta politica contro il governo della guerra e del riarmo e attraverso cui abbiamo difeso la Costituzione del 1948 – in comitati permanenti contro i decreti sicurezza e per l’attuazione della Costituzione.
Abbiamo difeso la Costituzione antifascista, ora è il momento di applicarla. Applichiamola nelle piazze e nelle strade, a partire dalle prossime mobilitazioni del 25 aprile e 1 maggio, che diventino giornate di lotta contro chi oggi affama il paese e si sottomette ai gruppi imperialisti USA e ai sionisti sostenendo i loro crimini, giornate di lotta per la cacciata del governo Meloni!
Diamo continuità ai colpi che la mobilitazione popolare gli ha inflitto con le manifestazioni di settembre e ottobre e alla sconfitta che i lavoratori organizzati gli hanno inflitto con il NO al referendum.
Diamo concretezza alla solidarietà di classe contro la repressione con l’unità a partire dalle fabbriche, nelle scuole e nei quartieri, da coloro che lo scorso autunno hanno “bloccato tutto” e intendono tornare a farlo, per interrompere il genocidio ancora in corso in Palestina e la spirale della Terza guerra mondiale.
Anche per questo il 25 aprile saremo anche noi in Piazza dell’Unità alle 10 per il corteo cittadino. Invitiamo tutti i compagni e le compagne a partecipare, dietro lo striscione del Coordinamento No NATO Emilia Romagna , per liberarci dal governo Meloni e dall’amministrazione Lepore, che a livello locale porta avanti le stesse politiche di guerra, cemento e manganelli.





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