Dopo anni di lotta, un percorso sbloccato con finanziamenti ministeriali e regionali, 300/600 ore di formazione individuale in aula, altre di stage, dopo una selezione ai fini della verifica dei requisiti, la firma dei contratti di formazione e l’avvio dei tirocini improvvisamente 1200 disoccupati napoletani sono stati rimandati a casa.
Il governo Meloni e la giunta di Napoli, guidata da Manfredi, hanno cercato di far credere che i problemi sono burocratici o nel migliore dei casi dovuti a problemi di incapacità amministrativa dell’una o dell’altra parte. Ma è una balla. Il governo Meloni e la giunta Manfredi stanno attaccando il movimento dei disoccupati, cercando in vari modi di far saltare i progetti per cui da anni stanno lottando. Si tratta di un attacco a queste organizzazioni popolari che lottano per il diritto al lavoro. Lottano per l’attuazione di un diritto previsto e sancito dalla Costituzione, su cui addirittura sarebbe “fondata la Repubblica”.
La verità è che Manfredi e Meloni sono eversori delle stesse leggi borghesi dietro cui a seconda della loro convenienza cercano di nascondersi. Ma per loro sfortuna la lotta dei disoccupati organizzati viene da lontano. A Napoli da decenni i movimenti di lotta per il lavoro hanno dimostrato di avere chiaro cosa è necessario fare. Innanzitutto, rendere la città ingovernabile. E da qui la prima parola d’ordine per imporre le assunzioni necessarie a tutta la platea: rendere la vertenza un problema di ordine pubblico!
In secondo luogo, un punto di forza storico del movimento di lotta per il lavoro è quello di legarsi e unirsi con tutto il resto delle organizzazioni che lottano contro la giunta Manfredi a Napoli e contro il governo Meloni a livello nazionale. L’obiettivo politico è quello di cacciare via questa gente dalle nostre città e dal nostro paese. Non ci sono mediazioni. Non ci sono soluzioni alternative. Prima li cacciamo, prima le nostre battaglie potranno avere una prospettiva. Una prospettiva che prevede la costruzione di amministrazioni locali e di un governo centrale espressione dei nostri movimenti, delle nostre lotte e di tutto quanto occorre alle masse popolari per fare fronte alla crisi. Amministrazioni e governo centrale che attuino innanzitutto la Costituzione italiana e la parola d’ordine: un lavoro utile e dignitoso per tutti!
Questi attacchi avvengono in un momento preciso della storia del nostro paese. I vertici della Repubblica Pontificia e i loro burattini politici non hanno alternative che allargare la terza guerra mondiale in tutto il pianeta e di mettersi l’elmetto in testa per fronteggiare la guerra interna, quella che conducono contro le masse popolari. Una guerra fatta di tagli dei servizi, licenziamenti, assenza di politiche occupazionali e qualsiasi altro diritto.
Una guerra fatta di repressione e attacchi alla libertà dei compagni e delle compagne. Ne sanno qualcosa i disoccupati organizzati, ne sappiamo qualcosa anche noi del Partito dei Carc accusati di terrorismo per il fatto di stare sempre e comunque dalla parte degli operai, dei precari e dei disoccupati di questo paese.
A questo sistema politico dobbiamo contrapporre il nostro sistema politico. Serve coraggio, voglia di lottare, spirito unitario e certezza della vittoria. Serve dare uno sbocco politico all’intero movimento popolare, serve cacciare sindaci come Manfredi da Napoli e Meloni da Roma.
Rilanciamo di seguito l’intervento del compagno Antonio Pontoniere della sezione Napoli nord del Partito dei Carc, intervenuto alla conferenza stampa indetta dal movimento dei disoccupati organizzati giovedì 2 luglio.



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