Il 27 e 28 giugno si è tenuta a Palermo la Festa della Riscossa Popolare locale e con il suo primo congresso è stata sancita la nascita della sezione di Palermo del Partito dei Carc. Si tratta di un evento molto importante per il Partito dei Carc e per tutta la Carovana del (n)PCI e facciamo le nostre congratulazioni ai compagni che con impegno e dedizioni si dedicano alla costruzione del Partito in Sicilia.
Rilanciamo a seguire i saluti che il Comitato Centrale del (n)PCI ha inviato al dibattito “I lavoratori possono fermare la Terza Guerra Mondiale – Per un governo che attui la Costituzione”.
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28 giugno 2026
Saluto di Ivan, segretario generale del Comitato Centrale del (n)PCI, al dibattito “I lavoratori possono fermare la Terza Guerra Mondiale – Per un Governo che attui la Costituzione”, in occasione della Festa della Riscossa Popolare Sicilia del Partito dei CARC (Palermo, 27-28.2026)
Cari compagni,
ringrazio il compagno Claudio Rizzo che ha dato al (nuovo)Partito Comunista Italiano la possibilità di parlarvi in questo dibattito organizzato nell’ambito della seconda Festa della Riscossa Popolare (FRP) in Sicilia. Si tratta di una FRP particolarmente importante poiché sancisce anche la trasformazione del presidio di Palermo in sezione. Congratulazioni a tutti i protagonisti di quest’impresa!
Siamo in una situazione straordinaria, in cui le condizioni oggettive sono sempre più favorevoli allo sviluppo della rivoluzione socialista. La classe dominante è lacerata da contraddizioni che non può risolvere con procedure “normali”, il suo potere sulla società vacilla e non può continuare nelle vecchie forme né ne ha ancora instaurate di nuove; per far fronte alla crisi del suo sistema deve allargare la Terza guerra mondiale, ma ogni mossa che fa le si ritorce contro.
In tutti i paesi imperialisti la preoccupazione, l’insofferenza e la ribellione delle masse popolari alla direzione della borghesia si manifestano già largamente nell’astensione alle elezioni indette dalla borghesia, nelle iniziative in solidarietà con il popolo palestinese e contro la Terza guerra mondiale, nelle lotte contro la crisi ecologica.
Siamo in una situazione oggettivamente rivoluzionaria. La questione decisiva è creare le condizioni soggettive necessarie a “cambiare tutto” in senso favorevole alle masse popolari: 1. una direzione decisa a vincere e con piano d’azione per mobilitare le masse a sviluppare su scala crescente tutte le attività e iniziative di cui via via sono capaci fino alla vittoria, 2. una rete ramificata e salda di organizzazioni operaie e popolari, 3. un orientamento giusto e unitario (sapere dove porta la lotta che si sta conducendo e quali obiettivi immediati perseguire).
La lotta contro l’allargamento della Terza guerra mondiale, contro l’economia di guerra e il governo della guerra attualmente capeggiato da Meloni, contro la penetrazione dei sionisti in tutto il territorio nazionale (compresi i “riservisti in divisa turistica” che ammorbano il territorio siciliano e non solo) e in solidarietà all’eroica lotta del popolo palestinese, per un lavoro utile e dignitoso in un ambiente salubre, per un diritto allo studio universale, contro la persecuzione degli immigrati, per il diritto all’abitare, contro il traffico di armi, per fermare la militarizzazione di scuole, università, territori, contro la repressione sono componenti di un’unica lotta che bisogna coalizzare intorno all’obiettivo di costituire un governo d’emergenza popolare: un governo, per capirci, deciso e capace di attuare le parti progressiste della Costituzione del 1948, quelle che la classe dominante del paese ha da sempre aggirato, eluso o apertamente violato. Per cambiare il corso delle cose bisogna che il governo del paese sia in mano a chi vuole cambiarlo!
Il fermento tra le masse popolari del nostro paese è grande, il protagonismo della classe operaia via via cresce, le difficoltà della classe dominante aumentano e sono sempre più evidenti. Occorre che le masse abbiano dirigenti e organismi capaci di indicare una linea giusta, di organizzarle in modo da crescere e vincere, partendo dal livello a cui sono. Con le mobilitazioni di settembre e ottobre del 2025 abbiamo visto il ruolo particolare che assume la classe operaia in questa lotta, se si organizza nei luoghi di lavoro e fa leva sul proprio ruolo nella società per alimentare l’intero movimento popolare. Quando la classe operaia detta la marcia, il resto degli organismi popolari, delle forze politiche e sindacali segue il passo. Mi riferisco al “blocchiamo tutto” lanciato dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) di Genova, a sostegno della Global Sumud Flotilla, diventata parola d’ordine di milioni di persone.
Chi parla di scarsa combattività delle masse oggi deve interrogarsi su quanto ha operato per sviluppare i risultati delle mobilitazioni dell’autunno scorso, innanzitutto promuovendo l’organizzazione della classe operaia e in particolare dei suoi elementi più combattivi e avanzati senza guardare principalmente alla tessera sindacale. Oggi infatti si tratta di rafforzare proprio il ruolo e il protagonismo della classe operaia nella lotta contro Terza guerra mondiale e per dare al paese un nuovo indirizzo politico. La classe operaia organizzata può assumere un ruolo d’avanguardia
– nell’allargare il fronte delle forze politiche, sindacali, culturali che perseguono l’obiettivo di fermare la guerra mondiale e i suoi promotori: l’ostilità contro guerrafondai, speculatori, alti prelati, sionisti e mafiosi, che compongono la classe dirigente della Sicilia e per estensione del paese intero, è molto ampia ma non ha ancora trovato il canale giusto in cui essere convogliata con successo,
– nel collegare e combinare la battaglia per la fine dell’addestramento dei piloti italiani e stranieri degli F-35 nell’aeroporto militare di Trapani-Birgi, la battaglia contro la conversione bellica delle aziende e la fine delle operazioni di guerra che riguardano Sigonella, Niscemi e gli altri territori occupati militarmente dagli imperialisti USA-NATO in Sicilia con la lotta per la creazione di posti di lavoro che rispondono realmente alle esigenze del paese e del territorio e quindi un lavoro utile, dignitoso e sicuro per tutti, la lotta in solidarietà con il popolo palestinese e quello libanese, l’invio di armi al regime banderista di Kiev e alla colonia sionista,
– coordinando la battaglia contro l’utilizzo delle infrastrutture siciliane per il traffico di armi – come il porto di Messina del quale la compagnia marittima MSC, sostenitrice dei sionisti e addentro al traffico di armamenti verso lo Stato sionista d’Israele, si è di fatto impadronita – e per la cessazione dell’uso del polo petrolchimico di Priolo Gargallo come centro di rifornimento energetico per le aziende sioniste e il loro Ministero della Guerra nella Palestina occupata, con la battaglia contro la devastazione ambientale perpetrata dalla cricca di criminali del polo Meloni-Salvini-Tajani che governa la regione, con la complicità palese del polo PD e di altri reazionari a discapito delle masse popolari siciliane.
Compagni e compagne, l’esito delle grandi mobilitazioni dell’autunno 2025 in un modo e quello delle mobilitazioni di maggio 2026 in un altro confermano che tutte le rivendicazioni e le campagne politiche devono confluire nella lotta per costituire un governo d’emergenza formato dalle organizzazioni operaie e popolari che abbia come suo programma attuare la Costituzione del 1948 a partire dall’articolo 11, dare ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso e assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili secondo un piano. In questo processo, il protagonismo della classe operaia che ogni comunista e sincero democratico deve sostenere e alimentare con scienza e coscienza è determinante.
L’esperienza di un simile governo sarà una scuola di comunismo per gli organismi operai e popolari che vi prenderanno parte: impareranno per propria esperienza pratica che possono lottare e vincere, che possono dirigere il paese, che possono fare a meno di padroni, guerrafondai, prelati e mafiosi.
La costituzione di un governo d’emergenza della masse popolari organizzate, che mette fine alla partecipazione del paese alla Terza guerra mondiale e dà forma di legge alle aspirazioni e rivendicazioni degli organismi operai e popolari, è l’obiettivo che il (n)PCI persegue per avanzare nella rivoluzione socialista fino a farla finita con il sistema di potere di padroni, guerrafondai, prelati e mafiosi. Ogni lavoratore, ogni giovane, donna e anziano delle masse popolari italiane e immigrate può contribuire a questa opera, che è l’opera più nobile a cui dedicarsi e dà un senso alla vita di ognuno: arruolandosi nel (n)PCI e costituendo Comitati di Partito clandestini, partecipando al fronte delle forze popolari, formando organismi operai e popolari di azienda, territoriali e tematici.
Il terreno è fecondo per far avanzare la rivoluzione socialista. È in questa prospettiva che a nome di tutti i membri del (n)PCI auguro pieno successo alla vostra iniziativa.
Compagno Ivan, segretario generale del Comitato Centrale del (n)PCI



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