Accademici, giornalisti, avvocati, sindacalisti e rappresentanti della società civile sono stati arrestati su basi arbitrarie in Turchia alla vigilia del prossimo vertice NATO previsto ad Ankara il 7 e 8 luglio e del controvertice organizzato da diversi movimenti. Sono state centinaia gli arresti tesi a intimidire e reprimere ogni forma di dissenso e contestazione alle politiche guerrafondaie della Nato e dei suoi stati membri. Esprimiamo solidarietà a tutti i fermati e ci uniamo a ogni appello e chiamata per l’immediata liberazione. Rilanciamo di seguito il comunicato diffuso dal Coordinamento Nazionale No Nato.
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𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮’ 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘁𝘁𝗮𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗘𝗿𝗱𝗼𝗴𝗮𝗻!
2.07.2026
Alle prime ore del mattino del 1° luglio, la polizia turca ha fatto irruzione nel campeggio giovanile della Piattaforma Antimperialista Mondiale, in una località costiera a circa sette ore da Istanbul, fermando giovani compagne e compagni impegnati in dibattiti e conferenze. L’attacco ai giovani della Piattaforma arriva dentro un’ondata repressiva più ampia. Il 23 giugno, con raid all’alba in decine di abitazioni e sedi, le forze di sicurezza turche hanno colpito accademici, giornalisti, avvocati, sindacalisti, militanti politici, attivisti sociali, femministe, ambientalisti e rappresentanti di organizzazioni popolari. Centinaia di persone sono state fermate, molte sono state arrestate, altre sottoposte a misure di controllo giudiziario. Le accuse vengono costruite attorno alla formula dell’“appartenenza a organizzazione terroristica”, usata come clava politica per colpire settori diversi della società che hanno in comune l’opposizione alla guerra, alla NATO e ai governi complici. Questo è il quadro che accompagna la preparazione del vertice NATO di Ankara. Mentre la città viene militarizzata, mentre vengono vietate manifestazioni, comunicati pubblici, sit-in, raduni, assemblee e iniziative pubbliche, le autorità turche preparano il terreno politico per il vertice dei guerrafondai USA-NATO colpendo preventivamente tutto ciò che può alimentare opposizione, denuncia e organizzazione.
Il Coordinamento Nazionale No Nato avrebbe dovuto partecipare all’11ª Conferenza Antimperialista Mondiale promossa dalla Piattaforma Antimperialista Mondiale in presenza a Istanbul, iniziativa che voleva fungere da “contro-vertice” NATO. A seguito dell’attacco repressivo contro i giovani della Piattaforma e contro le forze antimperialiste, la conferenza si svolgerà online per tutelare da possibili arresti gli avventori che si sarebbero recati in presenza a Istanbul. Questa scelta conferma la necessità di sviluppare la lotta contro la NATO sapendo affrontare la repressione, usando ogni attacco per allargare la denuncia, rafforzare i legami internazionali e dare continuità all’organizzazione antimperialista.
Quanto avviene in Turchia riguarda direttamente anche l’Italia. Il nostro paese è un avamposto della NATO e degli USA nel Mediterraneo, occupato da basi, comandi, porti, aeroporti e infrastrutture militari al servizio delle da questi promosse. Da Aviano a Sigonella, da Camp Darby a Ghedi, il territorio italiano viene usato come retrovia e piattaforma logistica per colpire quei paesi e popoli che scelgono la via dell’autodeterminazione a quella della sottomissione alla comunità internazionale dei guerrafondai capitanati dagli USA. I governi italiani, di centrodestra e di centrosinistra, che si sono susseguiti nel corso degli ultimi 40 anni hanno portato avanti la stessa linea di fedeltà alla NATO, subordinazione agli USA, sostegno al riarmo, complicità con lo Stato sionista d’Israele, partecipazione diretta e indiretta alle guerre contro le ex colonie e i popoli ribelli del mondo e le ultime dichiarazioni di Rutte riguardo le centinaia di voli partiti dalle basi USA e NATO in Italia in supporto dell’operazione USA “Epic Fury” contro la Repubblica Islamica dell’Iran non lasciano dubbi.
In Italia la partecipazione alla guerra cammina di pari passo con l’attacco alle condizioni di vita e di lotta delle masse popolari. Il governo trova miliardi per armi, missioni militari, basi NATO, sostegno a Israele e apparati repressivi, mentre salari, sanità, scuola, casa e servizi vengono spolpati giorno dopo giorno. Chi paga sono i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, i giovani, le famiglie popolari; chi prova a organizzarsi e a ribellarsi viene colpito con denunce, fogli di via, cariche, processi, campagne di criminalizzazione. Dagli operai in sciopero agli studenti in mobilitazione, da chi denuncia il genocidio del popolo palestinese a chi si oppone alle basi militari e al riarmo, il messaggio del governo è chiaro: lavoratori e lavoratrici devono pagare la guerra e tacere. Il nostro compito è organizzare la risposta, legare la lotta contro la NATO alla lotta contro il governo Meloni e contro il sistema di interessi e di guerra che esso serve, prostituendosi agli USA e ai sionisti.
La solidarietà con i colpiti dalla repressione in Turchia deve diventare iniziativa politica nel nostro paese. Esprimiamo piena solidarietà agli arrestati, alla Piattaforma Antimperialista Mondiale, alle organizzazioni turche colpite dal regime di Erdogan e a tutte le realtà popolari finite nel mirino della repressione in vista del vertice NATO di Ankara. Allo stesso tempo chiamiamo i comitati e i movimenti, gli studenti, i giovani, i lavoratori, i collettivi antimperialisti e tutti coloro che lottanoper fermare la guerra mondiale a esprimere la propria solidarietà e a usarla per alimentare la mobilitazione contro la NATO, contro le basi USA-NATO nel nostro paese, contro il riarmo, contro la partecipazione dell’Italia alle guerre imperialiste e contro la repressione delle lotte. Ogni arresto, ogni divieto, ogni intimidazione va trasformato in denuncia pubblica, in legame politico, in organizzazione che scongiura paura e isolamento.
In questo quadro l’Assemblea nazionale del CNNN del 4 luglio a Roma, allo Spin Time, alle ore 14.30, assume un’importanza ancora maggiore. Deve diventare un momento per elevare il dibattito e l’azione della lotta contro la NATO nel nostro paese, per legare la denuncia della repressione in Turchia alla battaglia contro il ruolo dell’Italia nella guerra mondiale, per rafforzare il coordinamento tra organismi, collettivi, lavoratori, studenti e realtà popolari che vogliono rompere la subordinazione del nostro paese alla NATO, agli USA e ai loro complici.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗡𝗔𝗧𝗢 𝗲 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮!
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗧𝘂𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮, 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲 𝗶𝗻 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗲!
𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟰 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗨𝗦𝗔 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗔𝗧𝗢 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮!
Coordinamento Nazionale No Nato



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