Il 12 luglio, un uomo, riconducibile ad ambienti anarchici, è stato fermato dalla polizia per poi ricevere un pugno da un agente. L’atto della violenza è stato fortunatamente ripreso da un telefonino e non sappiamo, come spesso accade, cosa sia successo una volta che gli agenti lo hanno rinchiuso negli uffici.
L’episodio è estremamente grave se pensiamo, inoltre, che il luogo dell’accaduto, la stazione di Pisa, rientra in quelli oggetto di misure straordinarie spacciate per garantire ai cittadini maggiore sicurezza, le cosiddette Zone Rosse.
Ma da chi dobbiamo difenderci? Dall’emarginazione che dilaga nelle città a causa della ghettizzazione, di tutte le manovre antipopolari degli ultimi anni che aggravano l’emergenza abitativa, la crisi occupazionale, il limitato accesso alle cure, la devastazione ambientale? O da chi, in nome della difesa di uno Stato che ci sta trascinando in guerra e che conduce ogni giorno la propria guerra verso le masse popolari del proprio paese (morti nei luoghi di lavoro, morti per inquinamento, per malasanità) agisce e abusa indisturbato?
Oggi più di ieri si rende evidente la necessità di organizzarci per rispondere collettivamente ad ogni attacco repressivo e anche per prevenire tali episodi: esercitando il controllo popolare nelle piazze, nei quartieri, nelle fabbriche, nelle scuole, ovvero, prendendoci quegli spazi, vigilando, facendo rete, praticando la solidarietà di classe.
Ancora più importante è parlare di questi temi a 25 anni dall’uccisione di Carlo Giuliani, in cui, ancora una volta, abbiamo assistito a un omicidio di Stato. La morte di Abderrahim Fakir evidenzia nuovamente la commistione di potere che si cela dietro all’esercizio della violenza: il fascicolo sui due poliziotti e quattro operatori sanitari non è stato aperto nel registro degli indagati ma bensì nel registro introdotto dalla L. 54/2026 per i casi in cui si presume a monte una qualche giustificazione.
Viviamo in una fase in cui la repressione è sempre più dispiegata e si combina con l’inasprimento delle pene per tutti coloro che si organizzano. Ma la repressione è un sintomo di debolezza di chi ci governa e non riesce a mantenere più il proprio ordine, come avvenuto con le mobilitazioni dello scorso autunno che hanno bloccato un intero paese e fatto tremare il Governo Meloni.
Ribadiamo quindi tutta la nostra solidarietà all’uomo colpito dall’ennessimo abuso di polizia a Pisa e rilanciamo il presidio che si terrà il 21 luglio contro l’uccisione di A. Fakir (ore 19:00 p.zza della stazione). Un’importante iniziativa che può concorrere alla costruzione di un fronte comune contro la repressione. Un primo appuntamento in cui parlarne ed andare in questa direzione è il tavolo tematico “Resistere alla repressione” (2 agosto, ore 11:00, circolo ARCI Putignano), nell’ambito della Festa nazionale di Riscossa Popolare.
Resistere, lottare ed estendere la solidarietà di classe. Ritorciamo contro ogni attacco repressivo sviluppando ulteriormente l’organizzazione e la mobilitazione!
P.CARC sez. Pisa

![[Pisa] A volte ritornano: sulle disperate giravolte del sindaco Conti](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/07/michele-conti-foto-valtriani.jpeg?fit=2560%2C1706&ssl=1)
![[Pisa] Partecipiamo alla manifestazione del 2 giugno “Pontedera dice no alla base e alla guerra!”](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/mob-pont.jpg?fit=904%2C1205&ssl=1)
![[Pontedera] Solidarietà al circolo Il Botteghino! Mille striscioni in sostegno alla resistenza del popolo palestinese e contro lo stato sionista d’Israele!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/05/tolto-striscione-botteghino.jpg?fit=745%2C521&ssl=1)
![[Pisa] Per un nuovo 25 aprile di lotta contro le basi USA-NATO!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/04/25-aprile-no-base-800-x-600-px.webp?fit=800%2C600&ssl=1)

![[Pisa] Contro lo sgombero a I tre pini: mille presidi di pace in tutta la città!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/03/per-nota.jpg?fit=768%2C491&ssl=1)