La stampa borghese si è scatenata sul recente investimento avvenuto a Modena, nel quale diverse persone sono state ferite in modo grave. L’uomo alla guida dell’auto, Salim El Koudri, è ormai noto per essere un italiano di seconda generazione, laureato in Economia e in cura per problemi psichiatrici. E prima di tutto un proletario. E chi intende fomentare la guerra fra poveri ha trovato terreno fertile in questi elementi. Abbiamo già assistito alla strumentalizzazione del caso da parte di Forza Nuova, che pochi giorni dopo l’incidente ha fomentato il conflitto nella città, mentre la polizia si accaniva contro gli antifascisti che erano scesi in piazza per contrastarli.
Ma cos’è questo caso, se non uno degli sfoghi della guerra interna al nostro Paese, condotta sottobanco dal governo Meloni (così come dai governi precedenti) contro i lavoratori e le masse popolari? Condotta per scaricare sulle masse popolari contraddizioni che è la classe dominante a creare? Un giovane proletario figlio di immigrati provenienti da un paese oppresso che non trova lavoro e abbandonato a se stesso dal sistema sanitario non è forse la manifestazione di un sistema che crea per le masse popolari condizioni di vita sempre più precarie e che smantella la sanità pubblica per finanziare l’industria del riarmo e rendere l’Italia complice delle aggressioni imperialiste portate avanti da Stati Uniti e Israele?
Per questo esprimiamo la nostra solidarietà per le vittime, che per prime e sul loro corpo hanno in questo caso subito gli effetti del degrado della nostra società. Per gli stessi motivi, esprimiamo al contempo la nostra solidarietà alla famiglia di Salim El Koudri e all’avvocato Fausto Gianelli, raggiunto da minacce e insulti. Gianelli ha fatto ancora una volta quello che ogni persona che ha a cuore i valori scritti nella Costituzione figlia della Resistenza dovrebbe fare: fare la sua parte per rispedire al mittente i beceri tentativi di mobilitazione reazionaria.
Il legame fra guerra esterna e interna diventa sempre più evidente. Essere antimperialisti in Italia oggi significa denunciare e ostacolare questa guerra su entrambi i fronti. La provincia di Modena non sfugge a questo conflitto, ne è anzi parte integrante: alla distruzione del tessuto industriale, sanitario e scolastico si accompagnano le collaborazioni con le aziende sioniste (come sta accadendo fra AMO e Tekapp, o con gli accordi con il colosso farmaceutico TEVA), e la complicità crescente di Unimore nell’appoggio informatico e tecnologico al genocidio del popolo palestinese. Tutto questo con buona pace dell’Amministrazione comunale che si nasconde dietro un antifascismo di facciata per poi andare a braccetto con i fascismi moderni, dal banderismo ucraino al sionismo. Questi stranieri non sembrano preoccupare né il partito degli svendipatria al governo nazionale né tantomeno i “democratici” al governo locale, mandanti dei manganellatori degli antifascisti.
La guerra fra poveri è un tranello volto a mantenere i lavoratori e le masse popolari divisi, spaventati e sfiduciati. A questo dobbiamo rispondere con l’unità e l’organizzazione delle forze che intendono combattere l’imperialismo e le sue propaggini nella nostra città.
Alle recenti aggressioni statunitensi contro Cuba, il Venezuela e l’Iran, insieme al trattamento umiliante dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla ostentato da parte di Israele, abbiamo reagito con la ferma contrapposizione alla guerra imperialista. Ora è il momento di fare un ulteriore passo avanti, superando tentennamenti e settarismi per dare una spallata alle istituzioni complici di questa guerra, che sperano nella nostra divisione per colpirci più facilmente, come è accaduto dopo le imponenti manifestazioni dello scorso autunno.
Serve costruire in ogni territorio gli organismi che fanno inchiesta, che indicano gli obiettivi da colpire (da liberare) e mobilitano senza riserve le masse popolari a farlo. Serve costruire collettivamente un progetto alternativo di gestione del territorio che risponda agli interessi delle masse popolari.
Per tutte queste ragioni il 2 giugno dalle h10.00 saremo a Modena in Piazza Grande all’Assemblea popolare “Modena ripudia la guerra, il riarmo e il genocidio”. Per un’Italia partigiana della Costituzione!
P. CARC Modena Reggio
Coordinamento Modenese contro la guerra


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