Interveniamo sull’ultima seduta del consiglio comunale di Cecina, svoltasi il 27 maggio.
Durante il dibattito, la sindaca Lia Burgalassi e il presidente del consiglio Mimmo Di Pietro hanno scelto la via meno democratica perseguibile nei confronti di un gruppo di cittadini che silenziosamente hanno alzato dei cartelli durante la trattazione del punto inerente l’approvazione del Regolamento per gli impianti di telefonia mobile e telecomunicazioni. Lo hanno fatto accogliendo la richiesta del consigliere di minoranza Pazzaglia, capogruppo della lista civica Lega – Cecina Insieme – Destra per Cecina che ha considerato un atto lesivo dei lavori del consiglio esporre in silenzio quattro cartelli tra l’altro in una sala vuota.
Da un presidente del consiglio che ha incentrato la campagna elettorale sulla partecipazione, utilizzare la propria discrezionalità per impedirla, non è accettabile e dimostra da che parte sta effettivamente. Serve a poco nascondersi dietro al ruolo istituzionale, avrebbe potuto scegliere di sospendere momentaneamente il consiglio per ascoltare quanto avevano da dire i cittadini, piuttosto che decidere di uscire dall’aula e arrivare addirittura a minacciarli di denuncia per interruzione di pubblico servizio. Solo la determinazione dei cittadini ha fatto sì che venissero ascoltati, anche se poi la loro ragionevole proposta non è stata accolta.
È stata persa un’occasione per perseguire un percorso partecipato per l’approvazione tra l’altro di un regolamento molto importante in quanto riguarda strettamente la salute della cittadinanza.
Sappiamo che per legge il Comune non può vietare tout court l’installazione di antenne, ma può appunto dotarsi di un regolamento per tenerle lontane da scuole, ospedali, parchi giochi, aree densamente abitate. E a Cecina di antenne che sono ubicate in questi luoghi sensibili ce ne sono parecchie. L’obiettivo da porsi è quindi quello di imporre ai gestori di installare i ripetitori in punti dove l’impatto sulla popolazione sia eliminato. La preoccupazione della maggioranza invece è stata un’altra e cioè evitare che queste antenne ricadano in punti in cui è previsto di edificare: forse perché il terreno perderebbe di valore? Si vuole così agevolare un proprietario del terreno o un costruttore? Tempo fa qualcuno diceva “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina”. Cosa ne pensa invece la minoranza non è dato sapere in quanto i sei consiglieri presenti non hanno argomentato il proprio diniego, forse non sono d’accordo a regolamentare l’installazione di antenne per favorire le compagnie telefoniche?
Quanto accaduto in consiglio alimenta la sfiducia nelle istituzioni, che hanno puntato a scoraggiare la partecipazione popolare, ma che così facendo hanno anche dimostrato quanto la temono!
Siamo solidali con questi cittadini e con le associazioni che rappresentano che si occupano della difesa del territorio in cui viviamo e di alimentare la partecipazione al governo della città. Li invitiamo a continuare su questa strada vigilando e controllando quanto viene deciso nelle stanze dell’amministrazione affinchè siano effettivamente rispettati gli interessi delle masse popolari piuttosto che regole che ne impediscono la partecipazione attiva e collettiva.
Ogni iniziativa che mette al centro la difesa del territorio, la partecipazione popolare e il diritto delle masse popolari a decidere del proprio futuro è legittima e necessaria, per questo anche noi eravamo presenti al consiglio comunale, abbiamo partecipato all’azione dei comitati e continueremo a sostenere le iniziative che decideranno di mettere in campo.
Partito dei CARC – sezione Ilio Barontini – Cecina

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