È sotto gli occhi di tutti che il mondo è sconvolto dagli effetti della crisi generale del sistema capitalista. La Terza guerra mondiale, che per i paesi imperialisti è conseguenza e sbocco naturale della crisi generale, è già in corso nella forma ibrida che la distingue dalle due guerre mondiali precedenti. Tutti i paesi che si oppongono o in qualche modo ostacolano le manovre dei caporioni dell’imperialismo, come il Venezuela e Cuba, sono indicati pubblicamente e trattati come bersaglio degli imperialisti Usa, sionisti e Ue.
Non solo i popoli dei paesi oppressi si stanno sollevando in ogni continente contro il neocolonialismo e l’imperialismo, ma anche le masse popolari dei paesi imperialisti si stanno mobilitando contro gli effetti della crisi economica, contro le misure reazionarie dei governi borghesi e contro l’adeguamento della società alle esigenze belliche.
Dalle mobilitazioni per la Palestina dello scorso autunno, non si fermano assemblee, manifestazioni e iniziative di protesta contro il degenerare del carovita, la perdita di posti di lavoro, il degrado dei servizi pubblici e della società a cui il governo Meloni sa rispondere solo con una crescente repressione e vittimismo. Questo dimostra che è ancora possibile uscirne fuori, che la lotta fra mobilitazione reazionaria e rivoluzionaria è ancora aperta e il discorso vale anche per le fabbriche. Anche Piombino è uno dei tanti tasselli della crisi generale e non può essere trattata in maniera slegata dalle altre lotte delle masse popolari in cerca di soluzioni allo stato delle cose. Tutte le lotte e le mobilitazioni hanno un fattore comune: trovare soluzioni per le masse popolari e cacciare il governo di guerrafondai che delocalizzano, chiudono e convertono aziende in produzione di morte, mettono tutto nelle mani di multinazionali: altro che sovranità nazionale sbandierata dal governo Meloni! Marco Carrai, console di Israele e agente sionista dichiarato, è un esempio plastico di ciò e sta portando a fondo la ex Lucchini; in questi anni dopo è ridotto al lumicino anche il treno Rotaie, gli impianti sono abbattuti e gli operai continuano a languire a casa mentre si perdono clienti e ordini: siamo d’accordo con i sindacati che dicono di voler cacciare JSW, dobbiamo organizzarci per farlo prima che sia troppo tardi!
I sindacati si sono allarmati dopo che è saltato il secondo incontro con JSW, gridano al disastro oramai annunciato e allora è urgente proclamare un’assemblea unica con orario prolungato per trattare il futuro dell’acciaieria e mettere in atto lotte incisive! Invece ancora si spera in un terzo incontro, si chiede ancora a Regione Toscana e governo di trovare soluzioni quando è evidente che sono al servizio delle multinazionali compresa la SNAM e lo stesso disastro lo stanno facendo con le ex ILVA, si chiede di nazionalizzare la siderurgia. Ma quale governo può fare questo e altro? A chi chiediamo di farlo se non riesce neanche a fare mettere una firma a JSW per l’accordo di programma, una tiritera che va avanti da tempo con la multinazionale che salta tutte le volte gli incontri, rimpallandosi le colpe tra istituzioni e Metinvest (un altro “attore” tutto da verificare viste le esperienze precedenti)? E’ chiaro che ognuno vuole spremere il più possibile i lavoratori e la val di Cornia, è ora di dire basta!
L’unico governo che può fare questo è un governo che viene dal basso che noi chiamiamo Governo di Blocco Popolare, composto da persone di fiducia e da chi già oggi si mobilita e lotta. Le masse popolari organizzate con alla testa la classe operaia devono essere gli attori e protagonisti del cambiamento della società. A Piombino serve fare bonifiche, togliere il rigassificatore dal porto per cominciare a chiudere con il consumo di fossile e usare energie rinnovabili, compatibili con l’ambiente. Serve un’acciaieria che sia pulita e sicura, un ospedale, un cinema, spazi per i giovani: tutte cose che offrono anche un lavoro utile e dignitoso per tutti. Nelle prossime assemblee e riunioni in fabbrica e in città si deve parlare di questo, ponendo le basi per passare all’azione.
La classe operaia piombinese si metta nell’ottica di perseguire questa lotta e onori la Medaglia d’oro al merito della città guadagnata nella guerra di Liberazione; non sarà facile né immediato ma è necessario, la storia di Piombino e del paese dimostra che uniti si può riemergere dal peggiore abisso e costruire un nuovo futuro di pace, lavoro e dignità che oggi mancano! Per farlo, Piombino deve diventare un problema di ordine pubblico e un caso nazionale visto che sono a rischio i salari di quasi 1500 famiglie: nessuna istituzione deve dormire più sonni tranquilli, come mostra l’esperienza degli operai dell’ex ILVA di Genova.
I lavoratori e sindacati, insieme al movimento comunista che rinasce, devono diventare la nuova classe dirigente che serve e farsi promotori di unire tutte le lotte sul territorio per una nuova Resistenza. Nessuno si salva da solo: serve coordinarsi, organizzarsi per creare rapporti di forza in modo che la lotta sia quantitativa e qualitativa e produca il salto verso la nuova governabilità delle fabbriche, del territorio e della società.
Fuori JSW e Carrai da Piombino e dal paese!
Organizzarsi e coordinarsi con gli operai di Taranto, Genova, della Sanac di Massa per costruire e imporre il piano nazionale della siderurgia che salvi realmente produzione, posti di lavoro e ambiente!
Basta multinazionali e padroni sciacalli che banchettano su territori, salari e conoscenze tecniche!
P.CARC, sezione di Cecina

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