Nei giorni scorsi, a Piombino si è svolta una manifestazione per difendere l’ospedale e il diritto alla salute, circolano infatti voci sul ridimensionamento della cardiologia e in generale dell’intero ospedale.
Lo smantellamento del settore sanitario pubblico in Toscana è un processo che va avanti da anni e nella provincia di Livorno hanno promesso ai cittadini di farvi fronte realizzando l’ospedale unico delle Valli Etrusche comprensivo di due presidi ospedalieri, quelli di Cecina e Piombino, l’alternativa sarebbe stata la chiusura di entrambi in base al decreto Balduzzi del 2015. I risultati di quest’operazione sono stati da subito evidenti: tagli di posti letto, accorpamenti e/o eliminazione di reparti, difficoltà a curarsi, a nascere e a sopravvivere!
Di questo si è parlato durante la manifestazione organizzata dal comitato Lasciateci nascere a Piombino che si è assunto il compito di allarmare e chiamare a raccolta i cittadini per far sentire la propria voce contro quanto sta accadendo.
Tra gli intervenuti, qualcuno ha ricordato come il Servizio Sanitario Nazionale in Italia sia stato una delle conquiste delle lotte operaie della fine degli anni sessanta che collegarono le rivendicazioni per migliori condizioni di lavoro in fabbrica (salute, sicurezza) a quelle per una sanità pubblica universale e democratica.
Oggi, resta poco di quelle conquiste e il SSN è malato di carenza di personale, lunghe liste d’attesa, definanziamento, ecc
Quello che emerge da analisi e rapporti pubblicati da varie associazioni che si occupano di sanità pubblica conferma innanzitutto un dato: se le strutture sanitarie del nostro paese sono ancora in piedi e riescono a fornire un minimo di servizio è solo per la forza dei lavoratori che vi prestano servizio, per il pullulare in tutto il paese di comitati, associazioni e reti di pazienti e utenti che si mobilitano per una sanità pubblica, universale e di qualità.
Per far sì che la battaglia per la difesa e il miglioramento dell’ospedale Villamarina di Piombino abbia sviluppo è necessario che innanzitutto i lavoratori si confrontino sui problemi dei vari reparti e si mobilitino per informare la cittadinanza, organizzare, ad esempio, il rifiuto di fare gli straordinari per coprire la mancanza di personale, giornate di sciopero del ticket (fornire la prestazione sanitaria senza farla pagare).
È necessario che il comitato Lasciateci nascere a Piombino porti avanti la proposta di organizzare una manifestazione al mese in maniera da aggregare i cittadini, si unisca a comitati e associazioni anche di altre città, si unisca ai lavoratori affinché la parola d’ordine “sanità pubblica, universale e di qualità” diventi una questione di governo del paese.
Il governo Meloni sta operando con la massima spregiudicatezza per distruggere il SSN, tuttavia prosegue un’opera che è in corso da almeno trent’anni e che ha visto protagonista ognuno dei governi delle Larghe Intese tra “centro-destra” e “centro-sinistra” che si sono succeduti, tutti ugualmente espressione delle classi dominanti e dei loro interessi, con un disegno molto chiaro: rendere più semplice la privatizzazione della sanità a tutto vantaggio dei vari affaristi interessati a lucrare sulla salute delle masse popolari.
L’attuazione di misure favorevoli alle masse popolari o, al contrario, la prosecuzione del programma comune che i partiti delle Larghe Intese hanno attuato da anni nel nostro paese è questione che dipende esclusivamente e per intero dall’organizzazione e mobilitazione delle masse popolari.
Per tutti i problemi che attanagliano Piombino, serve organizzarsi e mobilitarsi per costringere il governo Meloni, la nuova giunta Giani Bis e il sindaco Ferrari a fare quello che serve agli interessi dei piombinesi!
La questione è politica, riguarda le scelte politiche che fa chi governa (ad esempio finanziare il riarmo o la sanità?), e per dare seguito alla Costituzione, per ripristinare il SSN, per mantenere in efficienza l’ospedale di Piombino serve costringere chi governa ad andare in questa direzione!
Prendiamo esempio dalla lotta dei lavoratori dell’ILVA di Genova, che hanno dimostrato come sia possibile cambiare il corso delle cose!

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