Il movimento contro la guerra e in solidarietà alla Palestina si sta estendendo nel paese. Nelle ultime settimane manifestazioni, sit-in, presidi e iniziative si sono moltiplicate e hanno attraversato tantissime città. Tra queste stanno crescendo anche mozioni popolari in solidarietà alla Palestina che organismi e coordinamenti contro la guerra stanno presentando alle istituzioni locali, incalzandoli a prendere posizione ufficiale.
Il 7 luglio anche il Consiglio comunale di Livorno ha approvato a larga maggioranza una mozione presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che condanna i crimini del governo israeliano e richiede lo stop ai rapporti istituzionali con Israele.
La Comunità Ebraica livornese non ha tardato a esprimere “profonda preoccupazione e sbigottimento”: del genocidio a cui tutti stiamo assistendo in diretta non fanno alcun cenno, ma ritengono questa presa di posizione “priva di legittimità in materia di politica estera, ma anche lesiva dell’immagine e degli interessi della città”.
Riteniamo invece che l’immagine e gli interessi della città possano venir lesi dal fatto che queste mozioni restino parcheggiate in qualche cassetto, come ad esempio quella approvata nel 2021 a seguito della lotta dei portuali livornesi contro il traffico di armi nei porti.
Di fronte a quello che sta accadendo in Palestina per mano dei sionisti, la mozione passata a Livorno e in altre città è solo il punto di partenza su cui basare azioni concrete, come ad esempio negare il patrocinio e non partecipare a iniziative organizzate da sionisti o comunque da forze complici al genocidio in corso in Palestina; aderire alla campagna di boicottaggio BDS.
Condividiamo le considerazioni e l’appello che la consigliera Denise Bertozzi ha rivolto alla Comunità Ebraica Livornese di prendere posizione pubblica contro il genocidio, contro i crimini di guerra e contro l’umanità.
Rivolgiamo un ulteriore appello al Sindaco di Livorno, ai Consiglieri comunali, alle forze politiche, alle associazioni e ai singoli di solidarizzare col compagno Gianluca Marinai, membro del Partito dei CARC, processato per la scritta “W la resistenza palestinese” apparsa sul muretto di un parcheggio pubblico di Cecina.
Lo scorso 8 luglio, presso il Tribunale di Livorno, il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Gianfranco Petralia, dopo aver rigettato la richiesta del Pubblico Ministero di archiviazione delle indagini per particolare tenuità del fatto, in sede di udienza in Camera di Consiglio ha richiesto al PM di proseguire le indagini per identificare chi avesse poi cancellato la suddetta scritta!
Seppur non dichiarato dal giudice, appare chiara la motivazione politica di questo processo. Non solo le prove contenute nella documentazione sono di gran lunga insufficienti, ma il PM aveva ritenuto il fatto di particolare tenuità!
In questa fase in cui il genocidio contro il popolo palestinese non può più essere negato e milioni di persone scendono in piazza in tutto il mondo per chiedere la cessazione delle atrocità e dimostrare la propria solidarietà al popolo palestinese, aumenta la bava alla bocca agli agenti sionisti in Italia e ai loro zerbini nelle istituzioni.
Con un pretesto e senza prove si vuole colpire chi, come Gianluca, è in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle masse popolari, nell’organizzazione e il coordinamento di quanti oggi si muovono ancora in ordine sparso contro il disastroso stato di cose presente, organizzandoli anche contro il genocidio del popolo palestinese portato avanti dai sionisti israeliani con la complicità del governo Meloni.
Solidarietà a Gianluca Marinai e al popolo palestinese!
Per solidarizzare col compagno scrivere a [email protected], per sottoscrivere per le spese legali fai ricarica su poste pay n. 4023601016573453 precisando causale: per Gianluca

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