Lo scorso sabato 6 giugno ci ha lasciati il compagno Remo “Ramòn” Delmonte.
Il suo circolo, il Medardo Rosso a Montecavolo, ospitava il laboratorio nel quale il compagno Ramòn realizzava sculture di rame. Attigua al laboratorio c’era una sala, doppia, all’interno della quale si sviluppavano feste, dibattiti, performance musicali, presentazioni di libri e letture di poesie, coronate, al termine, da buffet e cene popolari. Il livello della discussione alle sue iniziative era sempre alto e spingeva i compagni a esprimersi al meglio e ad affinare la loro capacità di analisi. Insomma: al Medardo Rosso “l’unità dei comunisti” veniva messa in pratica! E il contributo di ciascuno era fondamentale.
Ramòn era conosciuto dalle persone più diverse ed era attivo in diversi ambiti. Noi dobbiamo ricordarlo per la sua militanza, che ha percorso decenni di storia: dagli anni settanta militante comunista contro la deriva revisionista del PCI e per la ricostruzione di un partito rivoluzionario; presidente dell’Associazione Italia-Cina, di cui era fondatore; ideatore delle etichette di lambrusco Rosso Stalin e Rossissimo Lenin, di cui, come molti, conserviamo le bottiglie al nostro Centro Nazionale e che ci regalava per la riffa e le Feste di Riscossa Popolare.
Possedeva una biblioteca frutto di anni di studi, con testi altrove introvabili: finché c’è stato esponeva al mercatino del Primo Maggio in piazza Prampolini; il suo banco era una vera miniera d’oro, per un comunista che volesse leggere e studiare!
Il compagno Ramòn è stato fra i pochi e fra i primi a studiare la natura dell’attuale Repubblica Popolare Cinese: perché sapeva, da comunista, che la qualità è il Partito, e quindi se a capo di uno Stato c’è il Partito, se nelle aziende c’è il Partito, non può trattarsi di un paese capitalista! Lo sapeva e lo spiegava, anche a chi non era in grado di capirlo perché confondeva il contenuto con la forma. Cose che capitano a chi ragiona senza fare inchiesta: ma nemmeno di loro il compagno Ramòn aveva paura!
Il suo spazio, il Medardo Rosso, è stato, nel corso del tempo, a nostra disposizione: dalle iniziative sull’antifascismo (che sono state ambito per tessere legami organizzativi con la classe operaia reggiana, come con un gruppo di operai della ex Brevini) alla lotta alla repressione, sia negli anni più duri sia in tempi più recenti, con la presentazione del Manuale di Autodifesa Legale; alla politica internazionale, col Venezuela raccontato da Geraldina Colotti; fino ad argomenti più profondi, come la presentazione del Poema pedagogico di A. Makarenko nella sala del cinema di Montecavolo, con centinaia di persone; i compagni delle Organizzazioni Comuniste Combattenti invitati senza timore; ultima ma non ultima, la commemorazione della grande Rivoluzione dell’Ottobre, di nuovo al cinema, riaperto da lui per l’occasione, con una grandiosa cena e canti, fra cui l’inno dell’Unione Sovietica in russo! Momenti indimenticabili che solo il cuore e la mente di un Comunista poteva regalarci.
Oggi risplendano al sole le nostre bandiere più rosse! Perché queste Lui avrebbe voluto vedere!
Onore al Compagno Ramòn!

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