Dietro le solite fumose e demagogiche parole di miglioramento dei servizi sanitari decantate da Bucci e dalla sua giunta, che cerca di mettere cittadini delle zone interne contro quelli della costa, si nasconde la precisa volonta’ di ridurre ulteriormente la spesa per la sanità, togliendo potere decisionale ai territori e spingendo ulteriormente fuori regione e tra le braccia dei privati chi ha bisogno di cure. La salute pubblica ha dei costi, è inutile “accentrare e razionalizzare” oltremodo nella situazione attuale, millantando che risolverà problemi e come se non fossero decenni che lo fanno con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Continuano a proporre di gestire l’azienda pubblica, la salute pubblica come un azienda privata e sappiamo bene cosa questo comporti. Tagli al personale, gestione verticistica, nomine pilotate, consorterie e più in generale utilizzo del pubblico per favorire interessi privati e speculazione.
I problemi della sanità in Liguria sono ben altri e per dirla con le parole di Giovanni Bizzarro, segretario confederale regionale Uil Liguria “Il vero nodo, non è la governance, ma le risorse. Mancano medici, infermieri, operatori sanitari; servono investimenti strutturali per ridurre le liste d’attesa, potenziare i pronto soccorso, rafforzare la medicina territoriale e domiciliare. Una riforma che non mette al centro queste priorità rischia di essere solo un’operazione di ingegneria istituzionale” o di Maurizio Calà, segretario generale Cgil Liguria “si tratta di un passaggio sostanzialmente amministrativo (…) È un’operazione che potrebbe perfino aprire nuovi problemi sul piano dell’organizzazione del personale. L’annuncio può avere quindi un qualche valore economico ma dal punto di vista del paziente e dell’operatore non si affrontano una serie di problemi sui quali vogliamo chiarezza e aspettiamo che la Regione ci convochi in tempi rapidi”. In sostanza una riforma inutile se non dannosa.
Ma veniamo agli esempi citati da Bucci. La regione Toscana e la creazione di tre grandi ASL regionali. Quello che Bucci omette è che la riforma è stata ampiamente contrastata dai comitati cittadini, dagli addetti ai lavori e percettori del servizio. La riforma ha visto lo sviluppo di una campagna di raccolta firme per un referendum abrogativo che ha raccolto decine di migliaia di firme.
La verità è che i soldi da spendere per il miglioramento della sanità in Liguria e sul resto del territorio nazionale ci sarebbero ma il governo Meloni e i suoi predecessori hanno già dimostrato che preferiscono usarli per finanziare il riarmo, l’industria bellica, le aziende come Leonardo, Rheinmetall, Baykar, Fincantieri, e tutte le multinazionali della guerra a discapito del diritto alla salute, all’istruzione, alla cura del territorio.
Credere che questa riforma risolverà i problemi della sanità regionale è come cambiare un assessore all’urbanistica o la gestione degli appalti in edilizia e sperare che Fegino e Polcevera non esondino alla prossima pioggia torrenziale. Dobbiamo mettere mano alla spesa in funzione delle vere priorità della sanità pubblica in Liguria e per farlo serve mettere gli interessi popolari al primo posto, anziché il profitto delle multinazionali, ma allora che fare? Aspettare che nel palazzo qualcuno rinsavisca e ci dimostri che ci sbagliamo? Dobbiamo organizzarci dal basso. Solo un governo di emergenza popolare, delle organizzazioni operaie e popolari, può invertire la rotta del disastro politico ed economico in cui la crisi della società dei padroni ci sta portando. Promuoviamo un opposizione alla riforma della sanità regionale, costruiamo comitati di salute pubblica in ogni quartiere, consulte popolari della salute, come su esempio dei comitati territoriali in Toscana, a Roma e nel resto del paese, per costruire sportelli sanitari territoriali che riducono le liste d’attesa e facciano da tramite tra i lavoratori della sanità e i percettori dei servizi.
Come partito dei CARC sosterremo qualunque iniziativa popolare, organizzativa, di lotta o referendaria come in Toscana che i lavoratori e le masse popolari liguri promuoveranno sul territorio. La salute pubblica è di tutti ma soprattutto è delle masse popolari che se si organizzano possono determinare il loro futuro.
Basta con l’assalto alla diligenza della giunta Bucci e la politica delle larghe intese!
Fermiamo il Governo Meloni guerrafondaio e apertamente antipopolare!
Organizziamoci insieme nei territori per la salute pubblica e per il Governo di Blocco Popolare!
Partito dei CARC Genova
mail: [email protected]
Tel. 350 1924050

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