Il recente divieto rivolto agli artisti russi, questa volta alla celebre ballerina Svetlana Zakharova, considerata tra le più talentuose al mondo, e a suo marito, il musicista Vadim Repin, ha impedito loro di esibirsi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La decisione è stata presa dalla sindaca di Firenze, la sionista Sara Funaro, che ha esercitato pressioni sul teatro per annullare il balletto.
Innanzitutto, esprimiamo piena solidarietà ai due artisti, alle comunità russe che vivono in Toscana e anche a quei lavoratori e lavoratrici del Maggio che sappiamo non condividere questa decisione. Auspichiamo fortemente che in un futuro non troppo lontano questi lavoratori possano autodeterminarsi pienamente, stabilendo autonomamente l’agenda dei teatri, sia per quanto riguarda le loro condizioni di lavoro – considerando che il precariato al Maggio Fiorentino è un problema ricorrente, con lavoratori a termine utilizzati per anni, soprattutto in periodi di difficoltà economica, su cui però la sindaca tace – sia per mettere l’arte realmente al servizio del popolo, delle sue aspirazioni e dei suoi bisogni, anziché soggiacere alle logiche della politica guerrafondaia e filosionista dei vari Funaro, Nardella, Renzi e Giani, quest’ultimo presidente della Regione Toscana. Proprio Giani, di fronte alle legittime rimostranze dell’Ambasciata russa, ha dichiarato: “Queste parole mi ricordano le impostazioni molto oscure della Pravda e ci riportano al periodo sovietico”. Quanto possono essere imbecilli queste affermazioni?! Di certo, non più di chi le ha pronunciate…Forse Giani ignora, o tace, sull’inestimabile contributo che l’Unione Sovietica ha dato in campo artistico, un contributo che crebbe di pari passo con l’edificazione del socialismo e divenne uno strumento rivoluzionario che mobilitò milioni di proletari in tutto il mondo. Dal 1917 l’arte divenne comprensibile e accessibile a tutti, non solo all’élite colta, ai raffinati bohémien o ai frequentatori abituali dei musei.
Il processo di edificazione socialista rese ogni operaio e operaia capaci di diventare artisti e amatori dell’arte. Citando Lenin: “L’arte dovrebbe esprimere i sentimenti, i pensieri e la volontà delle masse, allevarli. Dovrebbe risvegliare gli artisti in loro e svilupparli” e così è stato in Unione Sovietica!
Ci teniamo a ricordare tutto questo non per rimpiangere i gloriosi fasti del passato – né tanto meno per rispondere alle fesserie di Giani – ma perché vogliamo mantenere viva la prospettiva di quel futuro luminoso che i primi paesi socialisti hanno dimostrato di poter garantire alle generazioni future di uomini e donne, e che spetta a noi portare oggi a compimento.
Il caso di Zhakarova e di suo marito non è isolato purtroppo. Negli ultimi mesi sono stati vietati diversi eventi culturali di matrice russa, quasi sempre su richiesta di non ben identificate “comunità ucraine” e della cosiddetta “società civile”, cioè quella fascia della società, fortunatamente minoritaria, con il cervello annebbiato dalla narrazione del sistema occidentale. Alla comunità ucraina, che pesa sulle spalle dei lavoratori e delle masse popolari italiane a tanti livelli, consigliamo caldamente di smettere di essere vigliacchi e di andare a combattere con il loro regime, anche se dovrebbero combattere pure la corruzione del loro governo!
A queste sanguisughe codarde, che si permettono di interferire e di decidere a quale tipo di cultura possiamo accedere nel nostro paese, diciamo che non accettiamo ingerenze da un regime nazista, servo dell’Occidente e filosionista, che sequestra per strada gli adolescenti per mandarli a morire al fronte e che ha causato migliaia di morti per gli interessi dell’Occidente e di un gruppo di nazisti drogati e corrotti. Ormai siete alla fine e ce ne rallegriamo! Dall’altra parte i rappresentanti politici che governano il nostro paese e le nostre città, altro non fanno che propinarci, quotidianamente e sfacciatamente, la logica dei due pesi e delle due misure. Tutto ciò che è russo viene vietato e demonizzato, mentre tutto ciò che è israeliano viene accettato, promosso e osannato senza dimenticare la censura e le menzogne riguardo al genocidio. Un esempio emblematico è il caso del calciatore israeliano Manor Solomon, recentemente ingaggiato dalla Fiorentina e noto sostenitore di Netanyahu. Una decisione che ha generato indignazione e proteste, alle quali sia il PD che Fratelli d’Italia – o forse sarebbe più appropriato dire “Fratelli d’Ucraina” o “di Israele?”- hanno risposto esclusivamente brandendo la solita accusa di antisemitismo. Perchè mai dovremmo accettare uno stato occupante, colonialista, fautore di un genocidio come Israele e reputare nemico un paese come la Federazione Russa contro cui la NATO sta portando avanti una guerra per procura dal 2014 sulla pelle delle popolazioni del Donbass? La verità è che vogliono imporci un mondo alla rovescia, usando la parola “democrazia” per reprimere tutto ciò che non è funzionale a questo sistema.
La classe dominante mira a eliminare completamente i diritti e le conquiste ottenute quando il movimento antimperialista, comunista e dei lavoratori era forte, in Italia e nel mondo. A questo lavorano alacremente, qualsiasi cosa ne dica Mattarella, altro fautore di questo mondo alla rovescia! La crisi dell’imperialismo è talmente irreversibile che la repressione non colpisce più solo i movimenti che si oppongono alla schiavitù materiale, economica e cognitiva, ma anche quelle che fino a poco tempo fa erano considerate le “eccellenze culturali” del nostro Paese, come i professori D’Orsi, Barbero e altri, semplicemente perché raccontano la verità e sono obiettivi.
A suon di repressione e pacchetti sicurezza provano a farci ingoiare non solo la terza guerra mondiale ma anche l’economia che dovrebbe sorreggerla: quella dei 90 miliardi di euro che di recente l’UE ha dato all’Ucraina per continuare ad armarsi, quella della finanziaria voluta dal governo Meloni che prevede 1 miliardo in più dello scorso anno al riarmo raggiungendo la stratosferica cifra di 32 miliardi di investimenti bellici a discapito di sanità, scuola, lavoro!
Ebbene, spetta a noi ribellarci perché ci stanno imponendo tutto e ci stanno togliendo tutto. Rimettiamo il mondo a posto. Per farlo, dobbiamo liberarci di questa massa di assassini imperialisti; dobbiamo cacciare questi governi corrotti; dobbiamo cacciare il Governo Meloni!
Non siamo automi, siamo esseri pensanti e abbiamo ancora nelle vene la Resistenza antifascista, le lotte operaie degli anni Sessanta, il movimento rivoluzionario degli anni Settanta e le organizzazioni armate volute e sostenute da gran parte di quel movimento popolare. Abbiamo la ragione della storia, quella vera, non quella capovolta che ci raccontano e ci impongono. Dobbiamo riprenderla in mano e lottare in tutti i modi possibili, perché non vogliamo un mondo alla rovescia, ma un mondo libero dallo sfruttamento, di uguaglianza e rispetto reciproco, senza barriere, senza guerre e senza imperialismo colonialista. E lo dobbiamo anche a tutti coloro che hanno lottato e hanno dato la vita per un mondo diverso e per la libertà di tutti.
Fondo Comunista – via Rocca Tedalda
Federazione Toscana del Partito dei CARC


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