Da qualche settimana va in onda a reti unificate la martellante campagna mediatica volta a intruppare le masse popolari dei paesi imperialisti e orientarle a favore dell’aggressione Usa in Iran. Non è un caso infatti che le varie testimonianze e le notizie sui morti delle manifestazioni hanno come unica fonte le agenzie israeliane, le stesse che lavorano da anni per rovesciare il governo iraniano.
Noi siamo dalla parte dei governi e delle masse popolari dei paesi oppressi che resistono contro gli imperialisti e quindi anche del governo iraniano. Lo facciamo perché, nonostante il governo dell’Iran non rappresenti il modello di società a cui aspirare, la sua resistenza rafforza oggettivamente la resistenza di tutte le masse popolari, anche di quelle dei paesi imperialisti.
Per quelle italiane in particolare, schierarsi e sostenere le lotte per l’autodeterminazione dei popoli dei paesi oppressi vuol dire innanzitutto organizzarsi e lottare per liberare il nostro paese dall’occupazione Usa-Nato, dei sionisti e dell’Ue.
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Per fare chiarezza su quanto sta avvenendo in Iran però, rilanciamo l’intervista a Hanieh Tarkian – italo-iraniana, attualmente docente e coordinatrice del Master in lingua italiana in Studi Islamici organizzato dall’Università internazionale al-Mustafa in Iran – realizzata da Clara Statello.
Nell’intervista Hanieh da uno spaccato sulla situazione del paese, sbugiardando in particolare la propaganda Usa che collega le proteste delle donne in Iran a un piano di “regime change”. Emerge bene infatti come la questione femminile venga usata in modo strumentale a distorcere la realtà nell’interesse degli imperialisti Usa e sionisti.
Buona visione.

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