Il mese che abbiamo davanti sarà ricco di mobilitazioni e attività di rilievo nazionale disseminate per tutto il paese. La maggior parte delle organizzazioni operaie, popolari, sindacali, politiche e rivoluzionarie di tutta Italia sono in moto. Incontri, assemblee, iniziative pubbliche, presidi e mobilitazioni che si pongono l’obiettivo di resistere al governo Meloni e alle sue politiche guerrafondaie.
Momenti in cui sempre più si fa strada l’idea che non basta lottare contro gli sgomberi, le manganellate di piazza, il fioccare delle multe o l’avvio di processi. Non basta opporsi alla borghesia su ogni singola legge antipopolare, su ogni attacco che muove contro le masse popolari e neanche contro ogni singola manifestazione della mobilitazione reazionaria che promuove.
Il punto è costruire un blocco politico e sociale che nega ogni legittimità di questa gente. Che chiama quell’esercito delle masse popolari in mille forme già attivo e mobilitato in tutto il paese a cacciarla dal governo dei territori e del paese. Un blocco politico e sociale che chiama le masse popolari a governare, ad applicare la Costituzione del ’48 e che rivolti il paese come un calzino fino a fare piazza pulita delle lobby, delle cricche e dei politicanti delle larghe intese che le tengono in ostaggio.
Se guardiamo alla forza che le masse popolari nel movimento “Blocchiamo tutto” sono state capaci di sprigionare senza un centro promotore di questo tipo, è evidente che le condizioni necessarie per fare tutto questo non sono principalmente nelle masse popolari ma nella lotta contro il settarismo e la sottomissione alla borghesia che ancora pervade le organizzazioni politiche, sindacali e sociali del nostro paese.
Leggi anche Non sarà un buon 2026 per la classe dirigente
Gli appuntamenti del mese che abbiamo davanti, quindi, devono essere occasioni per costruire relazioni stabili, franche, solidali e convergenti per dare uno sbocco politico alla mobilitazione. Questa è la base materiale su cui poggia ogni proposito di resistere con efficacia al governo della guerra ma soprattutto passare al contrattacco.
Di seguito lanciamo i principali appuntamenti che abbiamo davanti. Altri possono essere aggiunti e sicuramente emergeranno.
24 gennaio – Sciopero regionale in Toscana e manifestazione a Massa contro la repressione del dissenso e l’avvio del processo contro sindacalisti CGIL, USB e militanti politici che si sono mobilitati in occasione dello sciopero generale del 3 ottobre e della campagna “blocchiamo tutto”.
24 gennaio – Conferenza promossa dalla Rete dei Comunisti “Dalle piazze all’alternativa. La mobilitazione politica è oggi più forte di quella sociale?”.
24 gennaio – Seminario con i rappresentanti del Movimento di Cooperazione Educativa di Bologna alla sede dell’Associazione culturale Tina Modotti di Trieste. Dialogo tra “educatrici/tori, insegnanti, personale non docente, genitori e cittadin3 e cittadini con l’obiettivo di riflettere collettivamente sui punti cardine delle Nuove Indicazioni nazionali, dedicate alla scuola dell’infanzia, primaria e secondaria e per creare alleanze”.
24 e 25 gennaio – Assemblea Nazionale “O Re o Libertà”. “Oltre 700 sigle per la convergenza sociale contro guerra e autoritarismo“.
25 gennaio – Congresso fondativo del Partito Comunista di Unità Popolare (Pcup) che si terrà a Roma il 25 gennaio a partire dalle ore 9:30 presso il Centro congressi Cavour, in via Cavour 50/a.
27 gennaio – Mobilitazione “Antisionismo non è antisemitismo”, presidio davanti alla sede nazionale del PD, alle ore 17:00, in via Sant’Andrea delle Fratte, Roma.
31 gennaio – Manifestazione nazionale “Torino è partigiana – Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali” indetta dal Centro sociale Askatasuna di Torino e che sarà partecipata da delegazioni di centro sociali e organismi provenienti da tutta Italia.
31 gennaio – Assemblea nazionale centro-nord del Coordinamento Nazionale No Nato che si terrà a Milano alle ore 14.30: Circolo Familiare di Unità Proletaria, viale Monza n.140. Assemblea rivolte ai comitati, reti e organismi che si organizzano e lottano contro guerra, NATO e riarmo, in cui sarà presentato anche il Dossier sulle base Nato e Usa nel nostro paese elaborato dal Coordinamento Nazionale No Nato.
3 febbraio – Mobilitazioni in tutta Italia per la liberazione del Presidente Maduro e della compagna Flores, in solidarietà con il Venezuela bolivariano sotto attacco dei gruppi Usa.
6 febbraio – Giornata internazionale di azione congiunta dei porti lanciata da USB Porti Italia – Enedep Grecia – ODT – Organization Democratique du Travail Marocco – Liman-Is dalla Turchia – LAB dei Paesi Baschi. Anticipata da un’assemblea nazionale che si terrà a Genova venerdì 23 gennaio ore 18.00, al Circolo dell’Autorità Portuale CAP.
21 febbraio – Assemblea nazionale centro-sud del Coordinamento Nazionale No Nato che si terrà a Napoli ore 14.30: Circolo culturale ex Asilo Filangieri, vico G. Maffei n.4. Assemblea rivolte ai comitati, reti e organismi che si organizzano e lottano contro guerra, NATO e riarmo, in cui sarà presentato anche il Dossier sulle base Nato e Usa nel nostro paese elaborato dal Coordinamento Nazionale No Nato.

Il movimento operaio e popolare, il movimento antagonista, il movimento comunista cosciente e organizzato, nessuno escluso, hanno l’esigenza di “agire insieme”, ma soprattutto l’esigenza di pensare insieme, elaborare insieme, progettare insieme. Che questi appuntamenti di confronto e di piazza servano non solo a muovere ulteriori passi di lotta ma momenti utili a costruire l’alternativa, a porsi come alternativa di governo del nostro paese capace di scalzare il governo Meloni e non finire in mano a un nuovo governo Draghi o del PD. Un governo popolare di liberazione.
Un’alternativa che metta assieme le migliori forze del movimento popolare e politico italiano e che cominci ad agire consapevolmente da potere alternativo e antagonista al governo Meloni e alle istituzioni borghesi. Che sia in grado di valorizzare tutti i settori della società che vogliono mobilitarsi e avere un ruolo positivo contro la guerra, il riarmo e a sostegno della Resistenza palestinese, che sia in grado di raccogliere le mille rivendicazioni delle masse popolari, farle confluire nella medesima mobilitazione e dare a tutte un comune sbocco politico. Azienda per azienda, scuola per scuola, territorio per territorio, quartiere per quartiere.
Così operava il Cln durante la liberazione del nostro paese dal nazifascismo. Lo abbiamo fatto una volta, possiamo farlo ancora.

![[Massa Carrara] Solidarietà alle compagne e ai compagni colpite/i dalla repressione! Rispondiamo in maniera unitaria con la solidarietà e con la lotta!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/04/ee6c383b9191dab30a31d94e0fcb54c7.jpg?fit=774%2C516&ssl=1)




