Questa mattina la procura di Napoli ha disposto la perquisizione delle abitazioni di cinque compagni dei Carc. Alcuni di loro sono poi stati tradotti in questura costretti a subire atteggiamenti fortemente intimidatori che si sono concentrati soprattutto nei confronti di un compagno minorenne. Le ipotesi di reato adombrate dal sostituto procuratore sono tanto farneticanti quanto pesanti: oltre agli articoli 110 e 414 (apologia di terrorismo) si fa addirittura riferimento al 270 bis (associazione con finalità eversive e terroristiche) come nei peggiori teoremi giudiziari degli anni Settanta.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e siamo consapevoli che questa montatura si inserisce in un clima di crescente repressione del dissenso politico e delle lotte sociali che coinvolge e colpisce tutti e tutte. Le mobilitazioni di questi ultimi mesi hanno evidentemente messo paura a chi, dall’alto dei propri posti di potere, riesce a intravvederne quelle potenzialità che invece noi stessi spesso fatichiamo a cogliere.
Al fianco di chi lotta. Sempre. Senza se e senza ma.

