COMUNICATO
In qualità di Presidente dell’ANPI Sezione “Bruna Dradi” di Potenza, esprimo preoccupazione per l’inchiesta avviata nei confronti del Partito dei CARC con contestazioni riconducibili all’ipotesi di terrorismo.
Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle attività investigative, ritengo che il dissenso politico, se pacifico e non violento, anche quando radicale o fortemente critico nei confronti dell’attuale modello sociale ed economico, non possa essere automaticamente assimilato a fenomeni terroristici.
Conosco personalmente Igor Papaleo attraverso iniziative culturali e presentazioni di libri svolte pubblicamente sul territorio, e ho sempre visto esprimersi tali attività nell’ambito del confronto democratico, della partecipazione civile e della non violenza.
La storia democratica del nostro Paese ci insegna quanto sia delicato l’equilibrio tra tutela della sicurezza e salvaguardia delle libertà costituzionali. Proprio per questo occorre grande prudenza nell’utilizzo di categorie giuridiche eccezionali, evitando che il confronto politico e sociale venga spostato sul terreno della criminalizzazione delle idee.
L’antifascismo è una difesa quotidiana dei principi costituzionali di libertà, partecipazione democratica, pluralismo politico, pace e della non violenza. Difendere tali principi significa anche garantire che il conflitto politico e sociale possa esprimersi liberamente, attraverso pratiche non violente, entro i confini della legalità democratica.
Sarà la magistratura giudicante a valutare nel merito i fatti contestati. In una democrazia matura il confronto politico, sociale e culturale deve restare sul terreno delle idee e della partecipazione democratica, senza far passare il dissenso come terrorismo.
Come Sezione ANPI di Potenza, respingiamo sempre ogni forma di violenza ma anche ogni possibile compressione degli spazi democratici e delle libertà politiche.

