Documento sulla repressione del dissenso causata dai decreti sicurezza del Governo Meloni.
Nella mattina del 21 Aprile scorso sono state effettuate perquisizioni e fermi amministrativi nei confronti di alcuni compagni appartenenti al Partito dei CARC. Le accuse contestate fanno riferimento a presunte attività di propaganda a scopi terroristici nella partecipazione alle manifestazioni, in primis per la Palestina.
Queste accuse infamanti e pretestuose e con relative pesanti sanzioni oggi colpiscono tutti coloro che oggi manifestano contro il governo o per la Palestina. Ricordiamo infatti come tali accuse siano calate anche sulla testa di 37 tra giovani e sindacalisti appartenenti a CGIL, USB, COBAS a seguito delle manifestazioni del 3 Ottobre scorso a Massa.
Inoltre ricordiamo come le stesse accuse siano state la giustificazione delle perquisizioni a l’eurodeputata Ilaria Salis lo scorso 28 Marzo e degli sgomberi dei centri sociali in tutta Italia.
E ancora, un semplice e del tutto innocente striscione, reo soltanto di riportare i nomi dei bambini morti a Gaza, è stato fatto rimuovere dalla piazza centrale a Greve in Chianti
Questi episodi mostrano chiaramente un meccanismo intimidatorio e unicamente finalizzato a criminalizzare e colpire il dissenso nei confronti delle politiche governative.
Da tempo assistiamo ad una pericolosa deriva autoritaria e antidemocratica che usa come strumento la decretazione d’urgenza, siamo arrivati in questi giorni al quinto provvedimento in meno di quattro anni e già questo smentisce ogni necessità dello strumento emergenziale.
La questione centrale si cerca di restringere gli spazi di democrazia garantiti dall’articolo 21 della Costituzione intervenendo per via penale o amministrativa. Lo abbiamo visto in occasione di manifestazioni e scioperi sindacali, contro associazioni ambientaliste, ai danni di ONG che si prodigano per il soccorso in mare ai migranti, nei confronti di chi si oppone al genocidio del popolo palestinese compiuto dallo stato israeliano.
Anche pochi giorni orsono, sono state comminate stratosferiche sanzioni pecuniarie ai cittadini del Comitato di Piazza Tanucci a Firenze che hanno avuto la colpa (secondo noi il merito) di aver manifestato pacificamente contro la vergognosa provocazione costituita dall’apertura di una sede di un partito neofascista nel loro quartiere.
Riteniamo pertanto che sia necessario esprimere anche nell’ attuale circostanza la massima solidarietà a chi è stato colpito da questi provvedimenti e ribadire ancora una volta che la difesa del dettato costituzionale e della democrazia è la priorità assoluta per noi e per chi si riconosce nella democrazia nata dalla Resistenza
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