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[Toscana] La solidarietà non si arresta! Prese di posizione a sostegno dei compagni perquisiti per volere dei sionisti

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Giugno 13, 2026
in Federazione Toscana
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(in aggiornamento) Pubblichiamo di seguito una raccolta di note di solidarietà che ci sono arrivate dopo la notizia delle perquisizioni a membri e simpatizzanti del P.CARC dello scorso 10 giugno.

Ne approfittiamo per ringraziare nuovamente tutti gli organismi, i sindacati, i collettivi, le forze politiche e i singoli che stanno esprimendo solidarietà ai compagni sotto attacco. Rinnoviamo l’appello alla solidarietà alle forze politiche, alle associazioni e ai comitati: la solidarietà di classe è fondamentale per compattare il fronte davanti al nemico che ci vuole reprimere, rafforza sia chi la esprime che chi la riceve e rappresenta anche il deterrente migliore per analoghi attacchi futuri. 

Da Pisa per la Palestina

Questa mattina, 10 giugno, su disposizione del Pubblico Ministero Francesco Sottosanti, alcuni membri e simpatizzanti del Partito dei Carc a Firenze hanno subito delle perquisizioni domiciliari nelle proprie abitazioni.
Sul mandato di perquisizione sono indicate le seguenti ipotesi di reato:
– articoli 110 e 595 comma 3 per concorso in diffamazione aggravata per mezzo di affissione di alcuni volantini “riportanti la foto di Marco Carrai, l’attività lavorativa e professionale e la scritta: criminale di guerra – agente sionista complice del genocidio”.
– articoli 110 e 639 comma 2 per concorso in imbrattamento delle pareti esterne del Teatro Puccini “affiggendo ventiquattro volantini”…
…Obiettivo delle perquisizioni è il sequestro dell’abbigliamento che secondo le indagini della Digos è stato usato nel corso dell’affissione, della documentazione cartacea e digitale utilizzata per realizzare i volantini e di tutti gli strumenti informatici necessari al compito dei reati previsti per le ipotesi di reato. Al termine delle perquisizioni i compagni sono stati portati in Caserma per il rituale tentativo di interrogatorio senza avvocato e le altre tipiche forme di intimidazione che la polizia politica riserva ai più giovani militanti per spaventarli…
…Com’è noto, Carrai riveste diversi incarichi di rilievo: è presidente della Fondazione Meyer, vicepresidente della JSW (coinvolta nel tracollo) e presidente di Toscana Aeroporti, società che ha minacciato azioni legali contro gli operai GKN che hanno fatto irruzione nello scalo aeroportuale lo scorso 18 ottobre. Carrai, come detto, è soprattutto console onorario dello Stato di Israele per la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Lombardia ed è un convinto sostenitore del sionismo.
Tutti attacchi con cui le autorità giudiziarie allargano il loro attacco contro tutto il fronte delle masse popolari e della lotta contro il governo Meloni.
Rivoltiamo la repressione contro chi la promuove!
Solidarietà ai compagni sotto attacco e ai loro famigliari!

Da CUB FIRENZE

BASTA USARE I TRIBUNALI E SPRECARE RISORSE PUBBLICHE IN MONTATURE STRUMENTALI E REAZIONARIE!

Per l’ennesima volta nel giro di poche settimane, attivisti del partito dei Carc hanno subito perquisizioni nei loro appartamenti. In questo caso con la scusa ridicola di aver infamato via social Marco Carrai, presidente della fondazione Meyer e noto sionista, sostenitore delle politiche genocide di Israele.

È assolutamente paradossale che lo Stato da una parte non si preoccupi di avere come rappresentante di una delle più importanti istituzioni fiorentine un personaggio che sostiene il Governo israeliano e, dall’altro lato, perseguiti chi invoca giustizia contro il massacro di quasi 100mila palestinesi solo negli ultimi due anni.

È evidente che si tratta di una grottesca montatura politica e della necessità giurisdizionale di sostenere un teorema accusatorio ridicolo, che ha visto sprecare importanti risorse pubbliche già nelle precedenti perquisizioni. Si tratta di accanimenti strumentali e opportunisti già visti troppe volte nella storia di questo Paese.

Come Confederazione Unitaria di Base (CUB) di Firenze, sindacato che organizza e mobilita i lavoratori dal basso, in ogni settore, stigmatizziamo l’atteggiamento persecutorio di Questura, Prefettura e Procura, e soprattutto denunciamo il clima intimidatorio e reazionario proprio del Governo delle Destre, che sta contaminando e manipolando ogni settore delle istituzioni.

Esprimiamo piena solidarietà ai compagni coinvolti e continueremo insieme a denunciare l’“inopportunità” civile e sociale del ruolo di Carrai dentro la Fondazione Meyer.

In ogni caso continueremo, con tutte le realtà solidali con il popolo palestinese, a lottare contro il genocidio e contro il sionismo che ne è responsabile.

Firenze, Venerdì 12 Giugno 2026

CUB (Confederazione Unitaria di Base) di Firenze

Via di Scandicci, 86, 50142 Firenze (FI)

Da Cantiere Sociale Camillo Cienfuegos di Campi Bisenzio (FI)

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni del partito dei Carc che ieri hanno subito le ennesime perquisizioni nelle proprie abitazioni e sequestri di materiale con l’accusa di diffamazione del console onorario sionista Carrai.

Da anni denunciamo la connivenza nei posti di potere fiorentini con lo stato genocida, di cui Carrai è emblema.

L’atto intimidatorio di ieri avviene in un clima di repressione generale che ben conosciamo contro coloro che continuano a manifestare dissenso e lottare affinché il genocidio finisca e la Palestina sia libera dal fiume fino al mare.

Massima solidarietà ai compagni dei Carc!

La vostra repressione non ci fermerà, Palestina Libera!

Da PMLI Firenze

Al Partito dei CARC

il Comitato provinciale di Firenze del Partito marxista-leninista italiano esprime la propria incondizionata solidarietà militante al Partito dei Carc ed in particolare a Leonardo, Giovanni e Mattia per le perquisizioni che hanno subito.

La volontà di repressione della protesta antisionista è chiara, così come è chiaro il vigliacco tentativo di intimidazione nei confronti di compagni ed attivisti giovani per scoraggiarli dalla loro militanza. Siamo però certi che questo disegno non andrà in porto poichè le proteste contro il neofascismo di governo armato di bavaglio e manganello, ed il sionismo, continuano a diffondersi ed a mettere solide radici fra le masse popolari antimperialiste ed antifasciste che rafforzano ed alimentano la massa che si oppone e li contrasta con forza

In ogni caso, il continuo ripetersi di episodi repressivi di questo genere indica che oggi è un preciso dovere di tutti gli antifascisti ed antimperialisti cercare di allargare senza preclusioni il fronte unito antisionista per la libertà del popolo palestinese. Un fronte che sia capace anche di rilanciare con forza la battaglia per cacciare immediatamente il governo neofascista Meloni e tutti i suoi gerarchi con la piazza, spazzando via con esso tutti i provvedimenti economici, liberticidi ed antidemocratici che ha realizzato in questi anni di sciagurato governo politico e di appoggio fattivo al nuovo Hitler Netanyahu.

Palestina libera dal fiume al mare!

Buttiamo giù il governo neofascista Meloni!

Partito marxista-leninista italiano

Comitato provinciale di Firenze

Da Collettivo Millepiani (AR)

Breve comunicato del Collettivo Millepiani di Arezzo sulle intimidazioni poliziesche contro i compagni dei CARC

Il sistema di sorveglianza e di intimidazione preventiva messo in piedi dallo Stato capitalistico del riarmo e dell’economia di guerra, agisce ormai come un congegno meccanico. Infatti, se la lotta sociale contro il piano neocoloniale atlantico-sionista che si sta dispiegando sanguinosamente dal Mediterraneo all’Iran, e che mira allo sterminio totale dei palestinesi, smaschera un magnate capitalista gonfio di cariche e di ruoli pubblici, che di quel piano è una rotella, ma che spudoratamente si traveste da filantropo, ecco che allora questa lotta diventa un bersaglio immediato degli apparati repressivi. E’ quanto è accaduto a tre compagni del partito dei CARC, che per aver diffuso volantini con questa coraggiosa e onesta denuncia, sono stati perquisiti, hanno subito il sequestro di strumenti informatici e di materiale politico e sono stati trascinati in questura. Non sorprende che l’accaduto sia una replica di un attacco precedente, risalente a qualche mese fa. Ed inoltre conferma un metodo che la polizia e la magistratura usano sempre più estesamente, contro sindacalisti di base e contro militanti della sinistra rivoluzionaria e antimperialista. I tanti decreti liberticidi di questi anni, che nei tempi recenti hanno conosciuto una recrudescenza minacciosa, armano giuridicamente queste tecniche di contenimento, di smembramento e di ricatto punitivo di ogni forma di lotta che superi un perimetro sempre più ristretto dei gesti innocui e rituali. Per questo invitiamo le tutte organizzazioni di lotta anticapitaliste e antimperialiste a vigilare, e soprattutto a denunciare prontamente le provocazioni dello Stato del riarmo e della guerra.

Solidarietà con i compagni dei CARC !

Non facciamoci scacciare dai nostri spazi sociali !

Riprendiamoci le piazze !

Collettivo Millepiani Arezzo

Partito Comunista di Unità popolare

Da Freedom Flotilla Italia

COMUNICATO STAMPA

Solidarietà al Partito dei CARC. Difendere la libertà di espressione, la democrazia e il diritto alla solidarietà con il popolo palestinese

Le perquisizioni disposte dalle forze dell’ordine nei confronti del Partito dei CARC a Firenze non rappresentano soltanto un grave episodio di criminalizzazione di una specifica organizzazione politica, ma si inseriscono in un più ampio e preoccupante clima di attacco al movimento popolare che, nel nostro Paese e nel mondo, si mobilita in difesa dei diritti del popolo palestinese.

Si tratta dell’ennesimo segnale di una deriva repressiva che colpisce il dissenso politico e sociale e che mette in discussione principi fondamentali della democrazia, della libertà di espressione e dei valori sanciti dalla Costituzione italiana.

Il Governo guidato di Giorgia Meloni, mentre continua a mantenere rapporti politici, economici e militari con l’entità sionista e viene accusato da ampi settori della società civile di complicità misure insufficienti per interrompere tali relazioni alla luce del genocidio e della devastazione in corso nella Striscia di Gaza, alimenta nel Paese un clima di intimidazione nei confronti di coloro che si battono per il diritto alla vita, alla libertà e all’autodeterminazione del popolo palestinese.

In un momento storico in cui milioni di persone nel mondo chiedono la fine delle sofferenze della popolazione civile di Gaza, il rispetto del diritto internazionale e la cessazione delle violenze, la risposta non può essere la repressione della solidarietà e delle iniziative di mobilitazione popolare.

Freedom Flotilla Italia condanna con fermezza l’ennesimo episodio di repressione politica, questa volta rivolto contro il Partito dei CARC, ed esprime piena solidarietà alle compagne e ai compagni coinvolti, a tutte e tutti coloro che, con il proprio impegno civile e politico, continuano a difendere i principi di libertà, democrazia, giustizia e il rispetto della Costituzione.

La difesa dei diritti del popolo palestinese, della libertà di opinione e della possibilità di organizzarsi e manifestare il proprio dissenso costituisce una questione di democrazia che riguarda l’intera società.

Freedom Flotilla Italia

Da Collettivo Bujanov (AR)

Il Collettivo Buianov dello Spazio Popolare Autogestito Abomba del Valdarno Aretino esprime la totale solidarietà ai Compagni/e dei CARC, che hanno subito l’ennesima “operazione” poliziesca per aver denunciato l’incompatibilità politica e morale della presenza del “console”sionista Carrai all’interno della Fondazione dell’Ospedale pediatrico Mayer di Firenze.

Da tempo ormai la magistratura e i suoi mandanti politici tentano di stroncare con denunce, arresti e divieti qualsiasi critica e contestazione che riguardi l’entità sionista che sta aggredendo e massacrando il popolo palestinese e libanese, con l’avvallo delle potenze occidentali complici e succubi del ruolo di sentinella che lo “stato” sionista detiene nell’area geografica in cui si è incuneato come un morbo.

Questa volta una presunta “diffamazione” si è trasformata in perquisizioni e sequestri di materiale con annessa deportazione in questura dei compagni interessati , un altro “avvertimento” solo per aver criticato l’ennesima infiltrazione del sionismo, in questo caso di Carrai, all’interno di fondazioni e istituzioni .

Ma la solidarietà non può essere solo a parole, sempre utili per denunciare e informare , ma rilanciando con i fatti l’azione contro questi personaggi agenti del sionismo e contro le loro diramazioni nei territori facendo terra bruciata intorno a loro e non dargli possibilità di agibilità politica!

12/06/2026

Da COBAS Firenze

COMUNICATO STAMPA

SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI PERQUISITI

Esprimiamo la massima e incondizionata solidarietà ai militanti e ai simpatizzanti del partito dei Carc che, nella mattina del 10 giugno, hanno subito perquisizioni domiciliari nella zona di Firenze Rifredi. Un’operazione che riteniamo chiaramente intimidatoria, scattata per la presunta ricerca di “materiale diffamatorio” contro Marco Carrai.

Non sarà la repressione giudiziaria a silenziare una mobilitazione sacrosanta, né a cancellare una verità politica che è sotto gli occhi di tutti.

Il cortocircuito morale della Fondazione Meyer

Marco Carrai ricopre contemporaneamente il ruolo di Console Onorario di Israele a Firenze e quello di Presidente della Fondazione Meyer.

Riteniamo questa doppia veste un cortocircuito intollerabile: da un lato rappresenta uno Stato che sta portando avanti un vero e proprio genocidio in Palestina, dall’altro presiede la fondazione di supporto al Meyer, un’eccellenza della sanità pubblica pediatrica, un luogo che per definizione della sua missione dovrebbe difendere la vita, la salute e l’infanzia.

Come Confederazione Cobas Firenze riteniamo queste perquisizioni un gravissimo attacco al dissenso e al diritto di critica e di espressione.

Se pensano di colpire alcuni compagni e compagne per spaventarci con i decreti e i controlli nelle case, hanno sbagliato di grosso. Le nostre parole d’ordine restano chiare e immutate:

  • SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI E COMPAGNE DEL PARTITO DEI CARC
  • VIA IL CONSOLE ONORARIO DI ISRAELE DELLA FONDAZIONE MEYER!
  • STOP AL GENOCIDIO, PALESTINA LIBERA!

La solidarietà è la nostra arma migliore. Non un passo indietro.

Firenze, 11 Giugno 2026,

CONFEDERAZIONE COBAS FIRENZE

Da Cuba Mambí

GIÙ LE MANI DAI COMPAGNI DEI CARC. FIRENZE NON SI FA INTIMIDIRE.
Cuba Mambí – Gruppo d’Azione Internazionalista esprime la propria piena solidarietà ai compagni dei CARC di Firenze colpiti dalle perquisizioni domiciliari effettuate nella mattinata del 10 giugno.
Parliamo di un fatto gravissimo.
Secondo quanto reso noto dagli stessi compagni, le perquisizioni sarebbero legate a una campagna politica di denuncia nei confronti di Marco Carrai, console onorario di Israele in Toscana e figura da anni al centro di una fitta rete di relazioni tra politica, finanza, fondazioni, grandi interessi economici e poteri istituzionali.
Ci chiediamo quale messaggio si voglia lanciare quando si mandano i carabinieri nelle case di militanti politici per cercare volantini, manifesti e materiale di propaganda. Perché qui non siamo di fronte a reati di criminalità organizzata, ad attività violente o a traffici illeciti. Siamo di fronte a una contestazione di presunta diffamazione.
E la diffamazione, in uno Stato che si definisce democratico, si discute e si accerta in tribunale. È un giudice a stabilire se esista o meno un reato, non una perquisizione nelle abitazioni di attivisti politici. Per questo riteniamo quanto accaduto un fatto gravissimo e un abuso di potere.
Quando per una campagna politica di denuncia si arriva a perquisire le case di militanti e attivisti, il problema non riguarda più soltanto le persone colpite. Riguarda la libertà di espressione, la libertà di organizzazione e il diritto di contestare il potere. È difficile non vedere in tutto questo il riflesso di un sistema che considera la critica politica qualcosa da reprimere anziché qualcosa a cui rispondere pubblicamente.
È la stessa logica che vediamo all’opera quando viene criminalizzata la solidarietà con il popolo palestinese, quando chi denuncia il genocidio a Gaza viene accusato di antisemitismo, quando il dissenso viene trasformato in una colpa anziché riconosciuto come un diritto democratico. Per questo non consideriamo quanto accaduto un episodio isolato.
Lo inseriamo dentro un clima politico sempre più pesante, nel quale chi denuncia il genocidio del popolo palestinese, chi si oppone al sionismo, chi critica la guerra, chi contesta i rapporti privilegiati tra potere economico e istituzioni viene sempre più spesso dipinto come un problema di ordine pubblico.

La repressione non nasce mai dal nulla.
Arriva quando qualcuno decide di alzare la testa.
Arriva quando qualcuno mette in discussione interessi consolidati.
Arriva quando la critica smette di essere simbolica e comincia a colpire i centri reali del potere.
Non è un caso che tutto questo avvenga mentre a Firenze si prepara un’altra provocazione.
Il 19 giugno, nel quartiere popolare e antifascista di Gavinana, è annunciata un’iniziativa di Futuro Nazionale, area politica riconducibile a Roberto Vannacci, accompagnata da parole d’ordine che puntano direttamente contro il CPA Firenze Sud e contro uno degli spazi sociali più importanti della città.
Dietro la retorica della sicurezza si nasconde il solito progetto: dividere i quartieri popolari, indicare nemici interni, criminalizzare il dissenso, colpire le realtà sociali e costruire consenso sulla paura.
Da una parte si perquisiscono le case dei compagni che denunciano il potere.
Dall’altra si offre spazio politico a chi vorrebbe cancellare esperienze di solidarietà, mutualismo, antifascismo e organizzazione popolare. Sono due fenomeni diversi, ma parlano la stessa lingua.

La lingua dell’autoritarismo.
La lingua dell’intimidazione.
La lingua di chi considera un problema non le ingiustizie sociali, ma chi le denuncia.
Per questo la solidarietà ai compagni dei CARC riguarda tutti coloro che credono nella libertà di organizzazione politica, nella partecipazione popolare e nel diritto di dissentire.
Oggi più che mai difendere gli spazi popolari, l’antifascismo e il diritto di denunciare il potere significa difendere la possibilità stessa di organizzarsi, dissentire e lottare.
Significa costruire solidarietà tra tutte le realtà che si oppongono alla guerra, al razzismo, al sionismo, alla repressione e a ogni forma di abuso istituzionale.
Le perquisizioni non fermeranno le idee.
Le intimidazioni non fermeranno la solidarietà.
La repressione non fermerà chi continua a lottare.

Solidarietà ai compagni colpiti.
Difesa degli spazi popolari.
Gavinana è partigiana.

Cuba Mambí – Gruppo d’Azione Internazionalista

Da PCUP Firenze

SOLIDARIETA AI CARC

Come PCUP Esprimiamo massima solidarietà ai compagni dei Carc per l’ennesimo atto repressivo nei loro confronti, stamattina infatti alcuni militanti e simpatizzanti del partito stanno subendo perquisizioni domiciliari.

Il mandato di perquisizione riguarda la ricerca di materiale diffamatorio nei confronti di Marco Carrai.

Carrai non ha bisogno di essere diffamato, perché si qualifica già da solo. Ma la libertà di espressione in questo Paese è sempre più in pericolo per chi non si adegua ai “nuovi tempi”, a chi si oppone a questo sistema sempre più in difficoltà e sempre più marcio.

Rilanciamo le parole d’ordine della mobilitazione:

– Via il console onorario di Isra3le dalla fondazione Meyer!

– Via l’entità sionista radicata nel nostro Paese!

La solidarietà è un’arma, usiamola!

Da Alberto Fazolo

Oggi i compagni del Partito dei CARC Toscana hanno subito delle perquisizioni per via dello loro lotta contro il sionismo.

Condanno le azioni repressive e gli mando la mia solidarietà.

A tal riguardo, il prossimo 19 giugno sarò ospite proprio alla loro festa di Firenze, per parlare della #BrigataEbraica . Vi invito ad andarci, sia come gesto di solidarietà, che per rilanciare la lotta contro il sionismo e per la libertà dei popoli.

Da Global Sumud Flotilla Puglia

Le perquisizioni contro le abitazioni delle compagne e compagni del CARC rappresentano l’ennesimo tentativo di reprimere chi si mobilita in solidarietà con la Palestina.
Questi non sono attacchi casuali, ma una risposta strategica di uno Stato che cerca di spegnere le voci che denunciano le sue complicità locali.
Cinque spazi di vita violati nella speranza di trovare “materiali diffamatori”, ma che in realtà cerca di criminalizzare e intimidire chi lotta per i diritti umani.
Come Bari, anche Firenze si conferma un punto nevralgico, vista la presenza del consolato onorario che rappresenta un attore chiave nello sfruttamento economico e militare del territorio.
Continueremo a chiedere con forza la chiusura dei consolati onorari di Bari e Firenze, perché la solidarietà con chi resiste è l’arma più potente contro l’oppressione.

Da Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune (FI)

“Ancora perquisizioni a Firenze: ora il dissenso si cerca nelle case con l’ipotesi di diffamazione”

“Dopo il terrorismo di aprile, oggi bastano dei volantini contro un console onorario per mandare i Carabinieri all’alba nelle abitazioni di giovani attivisti”

“Questa mattina apprendiamo dagli organi di informazione che i Carabinieri hanno perquisito le abitazioni di giovani simpatizzanti del Partito dei CARC a Firenze. L’ipotesi di reato, questa volta, sarebbe la diffamazione nei confronti di Marco Carrai, console onorario di Israele per la Toscana e l’Emilia-Romagna e presidente della Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer, destinatario da tempo di una campagna politica che ne chiede la rimozione dalla presidenza della Fondazione.

Ad aprile erano arrivate le perquisizioni della Digos con l’ipotesi di associazione sovversiva con finalità terroristiche. Nel mezzo, denunce per manifestazioni non autorizzate. Oggi si entra nelle case per cercare presunto materiale diffamatorio. Come scrivemmo allora, non entriamo nel merito delle posizioni politiche del CARC, né dei procedimenti in corso. Ma la domanda è inevitabile: da quando un’ipotesi di diffamazione giustifica perquisizioni domiciliari all’alba? La diffamazione si contesta con altre strade legali. Lo strumento scelto dice più dell’obiettivo che del reato.

La critica a chi ricopre incarichi pubblici e di rilievo, anche dura, è parte del conflitto riconosciuto dal quadro costituzionale. Se ogni campagna politica contro una figura pubblica può tradursi in militari in casa, l’effetto intimidatorio non riguarda solo le persone perquisite: riguarda chiunque si organizzi, protesti, dissenta. E non possiamo non notare che questo accade, ancora una volta, attorno a chi si mobilita per la Palestina, in una città in cui le attenzioni dell’autorità verso questi ambienti si stanno facendo abitudine.

Lo scrivemmo ad aprile: mentre lo Stato perde potere in materia di politiche sociali, si mostra sempre più invasivo nell’ambito dell’ordine pubblico. Due mesi dopo siamo al punto successivo: prima il terrorismo, ora la diffamazione. Le categorie cambiano, la direzione no.

Continueremo a seguire le vicende giudiziarie che toccano la libertà di organizzazione e di espressione politica, in aula come fuori. La politica è potere legislativo, sta alla base del giudiziario e dell’esecutivo: di questi temi ha il dovere di parlare, senza rimuoverli”.

Da CPA Firenze Sud

Solidarietà al Partito dei CARC

Ieri alcuni membri del Partito dei CARC di Firenze hanno ricevuta la “visita” nelle proprie abitazioni da parte dei Carabinieri per esser poi portati in caserma: diffamazione ed imbrattamento i reati contestati.

I Carabinieri, alla ricerca di capi d’abbigliamento che avvalorassero le accuse per alcune scritte, hanno invece sequestrato telefoni e PC.

Il tutto è riconducibile alla denuncia esplicita delle connivenze dell’Italia con il genocidio portato avanti dall’entità sionista nei confronti del popolo palestinese.

Connivenze che, nella nostra città, sono rappresentate dal console onorario Carrai alla presidenza della fondazione Meyer.

Sono poche le forze politiche che in questi mesi hanno messo in discussione il ruolo di Carrai. Anzi, i rappresentanti istituzionali, anche se “sempre” presenti nelle iniziative di solidarietà con il popolo palestinese, evitano volutamente di prendere posizione sull’argomento.

Non possiamo quindi che esprimere la nostra solidarietà verso coloro che, da tempo, si sono presi invece la responsabilità di denunciare pubblicamente il ruolo di Carrai e le sue coperture politiche.

Accentuiamo la solidarietà verso il popolo palestinese e verso chi lotta per sostenere questa causa.

Da PRC Firenze

Ieri mattina a Firenze i Carabinieri hanno perquisito le abitazioni di giovani simpatizzanti del Partito dei CARC. L’ipotesi di reato è, secondo le notizie di stampa, la diffamazione nei confronti di Marco Carrai, figura pubblica da tempo oggetto di campagne che ne chiedono la rimozione da incarichi istituzionali.
Pur senza entrare nel merito delle posizioni politiche dei coinvolti né dei procedimenti in corso, denunciamo con fermezza che trasformare un’ipotesi di diffamazione in perquisizioni domiciliari all’alba è una pratica inaccettabile. La diffamazione si contesta con vie legali ordinarie: l’utilizzo di strumenti repressivi e clamorosi ha un chiaro effetto intimidatorio che non colpisce solo le persone perquisite, ma chiunque si organizzi, protesti o dissenta.
A Firenze stiamo assistendo a una crescente presenza delle forze dell’ordine e dell’attività investigativa contro chi si mobilita: in passato perquisizioni e indagini dalla Digos, procedimenti per presunte associazioni sovversive e denunce per manifestazioni non autorizzate; oggi si arriva a perquisizioni domiciliari con l’accusa di diffamazione. Mentre lo Stato riduce il proprio impegno nelle politiche sociali, aumenta l’attenzione repressiva sull’ordine pubblico. Le etichette cambiano — terrorismo, sovversione, diffamazione — ma la direzione resta la stessa: controllo delle soggettività politiche critiche.
Ricordiamo che le critiche rivolte a Marco Carrai si fondano su posizioni pubbliche contro i suoi incarichi e ruoli istituzionali — in particolare la richiesta di dimissioni dalla presidenza della Fondazione Meyer per il suo ruolo di console onorario di Israele e per l’influenza esercitata su ambiti pubblici. Criticare e chiedere la rimozione di chi ricopre incarichi di rilievo è esercizio legittimo del conflitto politico nel quadro costituzionale.
Il PRC Firenze esprime solidarietà alle persone coinvolte e alle loro famiglie. Continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi giudiziari e a difendere il diritto alla libera espressione e all’organizzazione politica. La politica deve intervenire: non può rimuovere questi temi ma parlarne e vigilare per evitare abusi che comprimono le libertà democratiche.

Da Comitato Lavoratori Scuola Siena (CLSS)

SOLIDARIETÀ A GIOVANNI, LEONARDO E MATTIA

Come lavoratori della scuola rimaniamo basiti di fronte all’ennesimo attacco repressivo che ieri ha colpito degli attivisti di Firenze. La loro colpa? Aver chiesto le dimissioni di Marco Carrai, console onorario di Israele, dalla carica di presidente dell’ospedale Meyer. Di fronte all’ennesimo attacco alla libertà di espressione, non possiamo tacere: è palese che parlare di Palestina e farlo anche rispetto al nostro territorio è scomodo. Ma non possiamo tacere di fronte alle ingiustizie come quella che oggi ha toccato i giovani fiorentini e domani potrebbe toccare chi, come noi, ha scelto di prendere la parte degli oppressi. Solidarietà a chi si oppone alla guerra e chi la contrasta anche sul nostro territorio!

Da GalleRiart Napoli

COMUNICATO DI SOLIDARIETÀ .

Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai compagni dei P. CARC colpiti dalle perquisizioni avvenute a Firenze nell’ambito di un’indagine per presunta diffamazione.

Questa vicenda solleva interrogativi che vanno oltre il singolo procedimento giudiziario. In un momento storico in cui cresce la mobilitazione contro il massacro del popolo palestinese e contro le violazioni del diritto internazionale, desta preoccupazione vedere iniziative repressive rivolte verso attivisti politici e sociali impegnati nella denuncia di guerre, occupazioni e ingiustizie.

La libertà di espressione non consiste soltanto nel diritto di parlare, ma anche nel diritto di cercare, diffondere e discutere verità scomode. Una democrazia si rafforza attraverso il confronto e il dissenso; si indebolisce quando il dibattito pubblico viene limitato dalla paura, dall’intimidazione o dalla criminalizzazione delle opinioni politiche.

Riteniamo inoltre legittimo discutere pubblicamente del ruolo di Marco Carrai, figura che ricopre incarichi di rilevanza pubblica e istituzionale. Proprio per questo, il suo operato, le sue relazioni politiche e le contraddizioni che molti cittadini e osservatori ritengono di individuare devono poter essere oggetto di critica, analisi e dibattito pubblico. La trasparenza e il confronto sono principi fondamentali di ogni società democratica.

Esprimiamo inoltre preoccupazione per la situazione dei cittadini palestinesi detenuti nelle carceri e nei CPR italiani. Chiediamo che a tutti siano garantiti pienamente il diritto alla difesa, il giusto processo e il rispetto della dignità umana, respingendo ogni forma di criminalizzazione basata sull’origine nazionale o sull’impegno politico.

Questa preoccupazione riguarda anche quei popoli che da anni subiscono guerre, sanzioni, occupazioni e blocchi economici che colpiscono direttamente le popolazioni civili. Molti movimenti, organizzazioni e attivisti nel mondo considerano quanto avviene in Palestina e gli effetti devastanti del blocco economico contro Cuba come forme di aggressione contro interi popoli, fino a parlare di genocidio. Al di là delle definizioni giuridiche, resta il fatto che civili innocenti, bambini, anziani e malati continuano a pagare il prezzo di decisioni politiche che negano diritti fondamentali e dignità umana. Lo stesso principio vale per il Venezuela, da anni sottoposto a sanzioni, pressioni e ingerenze che sollevano profonde questioni sul rispetto della sovranità dei popoli e del diritto internazionale.

La solidarietà verso il popolo palestinese, la denuncia delle violazioni dei diritti umani e la richiesta di giustizia non possono essere trasformate in motivo di repressione o intimidazione.

Difendere la libertà significa difendere il diritto di fare domande, di criticare il potere, di denunciare le ingiustizie, di organizzarsi politicamente e di schierarsi dalla parte dei popoli che lottano per la propria autodeterminazione.

Per questo esprimiamo la nostra vicinanza ai compagni colpiti dalle perquisizioni, a tutti coloro che subiscono pressioni per il proprio impegno civile e politico e a chi continua a battersi per la pace, la giustizia sociale, la verità e la libertà dei popoli.

La verità non può essere perquisita.

La solidarietà non può essere criminalizzata.

La libertà di espressione e di dissenso appartiene a tutti.

Solidarietà ai compagni dei P. CARC.

Solidarietà al popolo palestinese, cubano e tutti i popoli che lottano per autodeterminazione.

Avanti fino alla vittoria


Collettivo Politico -Culturale GalleRiart.

Da RSU FIOM Valmert TC (LU)

Come già fatto precedentemente,  Carlo Iozzi, Simone Di Giulio e Andreini Stefano RSU FIOM uscenti di Valmet TC solidarizzano con chi subisce repressione per aver espresso e diffuso il proprio pensiero su di una politica internazionale folle e su chi la persegue , che a quei posti e ruoli non dovrebbe stare, anche solo per piena applicazione della Costituzione

Da Firenze per la Palestina

SOLIDARIETÀ CON I CARC NO ALLA REPRESSIONE. DA OLTRE 2 ANNI LA SOLIDARIETÀ VERSO IL POPOLO PALESTINESE CONTRO IL GENOCIDIO PORTATO AVANTI DALL’OCCUPAZIONE SIONISTA, È AMPIA E DIFFUSA. FLASH MOB, PRESIDI, CORTEI, BOICOTTAGGI ecc….. A FIRENZE, OLTRE A TUTTO QUESTO, SI È SVILUPPATA ANCHE UNA CAMPAGNA PER LA RIMOZIONE DEL CONSOLE ONORARIO DI ” ISRAELE “, CARRAI, DALLA PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE MEYER. NEI GIORNI, LA SOLERTE POLIZIA POLITICA È ANDATA A FAR VISITA, NON GRADITA, AD ALCUNI MILITANTI DEL PCARC RITENUTI COLPEVOLI DI AVER PARTECIPATO ALLE INIZIATIVE CONTRO CARRAI.NON POSSIAMO CHE ESPRIMERE LA NOSTRA SOLIDARIETÀ NEI LORO CONFRONTI E RITENIAMO IMPORTANTE INTENSIFICARE LA MOBILITAZIONE PER LA RIMOZIONE DI CARRAI DALLA FONDAZIONE MEYER

Da Osservatorio contro la militarizzazione di scuole e università

Repressione politica a Firenze: Solidarietà al Partito dei CARC

Interveniamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulle deliranti azioni di repressione messe in campo ieri a Firenze contro i giovani attivisti del Partito dei CARC, su ordine della Procura o almeno col suo avallo (qui il link della notizia).

Con un ridicolo mandato di perquisizione finalizzato non a ritrovare armi o oggetti pericolosi, ma solo dei volantini e del materiale informativo, si è celebrata l’ennesima finzione securitaria che vuole trasformare la normale lotta politica in una narrazione in chiave antisemita con annessa deriva securitaria.

Quello a cui si è assistito ieri a Firenze non è un atto di tutela della sicurezza dei cittadini, ma un volgare esempio di repressione del dissenso nei confronti di una realtà che fa semplice attività politica. I fatti contestati dovrebbero rientrare nel quadro della critica politica in un Paese civile… ma forse il punto è proprio questo: che Paese stiamo diventando?

Esprimiamo la massima solidarietà ai compagni e alle compagne del Partito dei CARC colpite/i dalla censura repressiva posta in essere da chi si preoccupa solo del compiacimento dei potenti di turno, soprattutto se esponenti del sionismo per conto del Governo israeliano.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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