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Esempi di riscossa. La “Primavera rumorosa” di Extinction Rebellion

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Maggio 7, 2025
in In breve, Senza categoria
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Nella settimana tra il 25 aprile e il primo maggio Extinction Rebellion ha lanciato la Primavera rumorosa. Una settimana di ribellione contro guerra, crisi climatica e repressione nella quale, soprattutto a Roma, sono state promosse iniziative e mobilitazioni di disobbedienza civile che hanno messo in difficoltà il governo Meloni.

Nonostante i cinque giorni di lutto per la morte del Papa e gli appelli alla sobrietà infatti, gli attivisti hanno violato le raccomandazioni del governo facendo leva sulle dichiarazioni più progressiste e “socialisteggianti” dello stesso Bergoglio che, a chi lottava per la difesa della Terra, a chi occupava le piazze, a chi si sentiva solo in questa battaglia, aveva detto: “Fate chiasso”.

Extinction Rebellion è riuscita insomma a usare le contraddizioni della classe dominante per legittimare le proprie mobilitazioni tirando la legalità borghese. Ha ribaltato la settimana di silenzioso cordoglio per la morte del Papa con cui il governo Meloni ha cercato di nascondere la crisi politica delle larghe Intese trasformandola in una settimana di lotta che ha raccolto il consenso anche dei fedeli seguaci di Bergoglio.


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Cinque note sulla repubblica Pontificia alla luce dell’opera di Bergoglio

Il 26 aprile, mentre gli occhi del mondo erano puntati su una Roma blindata per accogliere le 182 delegazioni straniere arrivate per i funerali del Papa, uno striscione è stato srotolato dagli archi del Colosseo con scritto “Disarmare la Terra”, una frase di papa Francesco contenuta nella lettera inviata al Corriere della Sera lo scorso marzo.

Il 27 aprile uno striscione con su scritto “Difendere la Terra, non i confini” è stato appeso sul Ponte Vittorio Emanuele II, alle porte di San Pietro. Un’azione per denunciare quelli che lasciano morire migliaia di persone in mare e speculano su deportazioni e nuovi centri di detenzione, una parte dei quali, in quei giorni, era presente a Roma per rendere omaggio al Papa che più di una volta aveva predicato a difesa di migranti e detenuti.

Il 28 aprile un gruppo di attivisti camuffati da personaggi delle favole (Pinocchio, Biancaneve, il Bianconiglio e la Sirenetta) si sono radunati all’ingresso del Palazzo dell’Aeronautica Militare con un unicorno gigante e uno striscione con scritto “Il Governo delle favole: la pace col riarmo e il clima con il gas” per denunciare il coinvolgimento dell’Italia nelle guerra in corso nel mondo e fermare “le politiche ecocide e genocide del governo”. Dopo due ore di presidio la polizia ha cercato di disperdere gli attivisti provando a portarli via con la forza.

Il 29 aprile un centinaio di persone ha occupato l’entrata principale della sede produttiva di Leonardo spa, in via Tiburtina, a Roma, incatenandosi ai cancelli, mentre altre sono salite sulle colonne appendendo uno striscione con scritto “Leonardo: complice di un genocidio”. Altri hanno esposto uno striscione recante la scritta “Partigiane per il clima e non per le vostre guerre”.

Il 30 aprile, per il quinto giorno di mobilitazioni, un centinaio di persone ha occupato l’ingresso del Ministero di Giustizia di via Arenula dove è stato aperto un grande striscione con scritto “Nel buio fascista, i colori della giustizia”. I manifestanti si sono poi seduti a terra, mostrando cartelli che recitavano “Dio è morto … nelle carceri, nei CPR, nel Mediterraneo, a Gaza, nei decreti sicurezza” e di nuovo hanno fatto fronte alla repressione poliziesca che ha ternato di smantellare il presidio.

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Ogni azione della Primavera rumorosa di Extinction Rebellion è diventata un problema di ordine pubblico per il governo Meloni, infrangendo il neonato Decreto sicurezza. Ogni mobilitazione è entrata nelle contraddizioni del campo della classe dominante, usandole a suo vantaggio per smascherare l’ipocrisia delle Larghe intese e dei guerrafondai e per allargare la mobilitazione a nuove leve, parlando ad esempio ai fedeli che cercano una strada per invertire il corso disastroso delle cose.

Chi oggi si mobilita contro la guerra, il DL sicurezza, la legge bavaglio, le misure securitarie, il degrado delle periferie, le grandi opere speculative e a difesa dell’ambiente e contro il giubileo degli speculatori e affaristi può raccogliere l’esempio della Primavera rumorosa.


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Lottare, ad esempio, contro il Decreto sicurezza infrangendolo in varie forme e creando diffusi problemi di ordine pubblico in tutto il paese è un metodo per elevare la mobilitazione, per ribaltare la manovra contro il governo usandola proprio per alimentare insubordinazione.

Usare le prese di posizione di giuristi, magistrati, avvocati e sinceri democratici preoccupati della crescente repressione per chiamare alla partecipazione chi ancora non lo fa e alimentare la mobilitazione vuol dire usare le contraddizioni in campo nemico a favore della lotta delle masse popolari. Così come per i movimenti romani nati contro il giubileo a Roma usare le dichiarazioni del Papa contro la speculazione abitativa messa in campo per il giubileo o l’iniziativa dell’elemosiniere che qualche anno fa riattaccò la corrente ad un’occupazione a scopo abitativo sono metodi per rafforzare la loro lotta ed estendere la solidarietà anche tra i fedeli accorsi a Roma.

Extinction Rebellion con la sua iniziativa ha mostrato un esempio che se usato e replicato, traducendolo in ogni contesto, può allargare e rafforzare le mobilitazioni già in corso nel paese. È un esempio di come è possibile trovare nuove forme di lotta e mobilitazione adeguate alla situazione di emergenza e far salire di tono il movimento di resistenza che deve svilupparsi nel paese.

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