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Mobilitazioni di lavoratori, studenti e organizzazioni di massa contro le misure di Trump e a sostegno della lotta del popolo palestinese del mese di aprile
28 marzo
New Brunswick, New Jersey
I membri di Students for a Democratic Society (SDS)[1] della Rutgers University, istituto strettamente legato all’università di Tel-Aviv, hanno guidato decine di studenti in una protesta contro un evento organizzato con due soldati israeliani, un tour nazionale volto a giustificare e celebrare i crimini di guerra dei soldati e la loro partecipazione al genocidio del popolo palestinese. Vi hanno partecipato anche Studenti per la Giustizia in Palestina e altre organizzazioni locali. Gli studenti hanno subito tentativi di intimidazione da parte della polizia universitaria e dei contro-manifestanti filo-israeliani.
San Jose, California
La comunità di San Jose ha organizzato una serata formativa e di dibattito per la Giornata della Terra Palestinese. Hanno partecipato tra gli altri: Good Shepherd Collective[2], il Movimento Giovanile Palestinese e San Jose Against War.
29 marzo
Milwaukee, Wisconsin
Il 29 marzo si è tenuta una manifestazione, in cui sono scesi in strada 30 veicoli, per la Giornata della Terra Palestinese. È stata promossa dal Milwaukee Anti-war Committee, Winsconsin Coalition for Justice in Palestine, Freedom Road Socialist Organization (FRSO), ed è stata letta una dichiarazione di Milwaukee 4 Yemen. Anche in questa occasione è stata espressa solidarietà a Mahmoud Khalil.
31 marzo
El Paso, Texas
500 manifestanti hanno manifestato a El Paso contro le politiche di Trump contro gli immigrati, presenti gruppi della comunità e rappresentanti sindacali dell’International Brotherhood of Electrical Workers e dell’American Federation of Government Employees[3]. Era presente anche la Union de Trabajadores Agricolas Fronterizos, il cui fondatore, Carlos Marentes, ha detto: “Questo deve essere l’inizio di un viaggio, di una lotta non solo contro Trump, ma contro un intero sistema di sfruttamento!”
3 aprile
Orlando, Florida
La Knights Against Genocide Coalition[4] ha tenuto la sua prima giornata di mobilitazione. Un gruppo di 20 studenti seguiti da membri di altre organizzazioni ha consegnato richieste al presidente dell’Università della Florida Centrale Sono seguite proteste e una conferenza stampa davanti all’università. La coalizione includeva organizzazioni studentesche come Students for Justice in Palestine (SJP), Young Democratic Socialists of America (YDSA)[5] e Students for a Democratic Society (SDS). All’evento hanno partecipato relatori di organizzazioni comunitarie come Florida Palestine Network (FPN), All African People’s Revolutionary Party (AAPRP) e Party for Socialism and Liberation (PSL)[6].
5 aprile
Tallahassee, Florida
Gli studenti dell’Università della Florida del Sud hanno fatto irruzione a una festa universitaria organizzata dal presidente McCullough protestando contro i tagli del programma sulla Diversità, Equità e Integrazione, e sulla libertà di parola nel campus. Gli attivisti di SDS già nel 2024 avevano partecipato a questa iniziativa per protestare contro il partenariato dell’Università con Boeing e Northrop Grumman, che forniscono equipaggiamenti militari a Israele.
Washington, Distretto della Columbia
Migliaia di persone si sono radunate per la Marcia Nazionale per la Palestina. Erano presenti i Filipinos for Palestine, la DC Alliance Against Racist and Political Repression (DCAARPR), Freedom Road Socialist Organization (FRSO), Anakbayan DC e la International League of Peoples Struggle (ILPS) Baltimore-DMV[7]. Ha partecipato anche un rappresentante del Movimento Giovanile Palestinese.
New Orleans, Louisiana
Più di mille persone hanno manifestato a sostegno degli immigrati, della libertà di parola, dei diritti sindacali e dei diritti LGBTQ. Hanno partecipato molte organizzazioni tra le quali: Union Migrante, New Orleans for Community Oversight of Police, UMC Hospital nurse, National Nurse United, un rappresentante di UPS Teamster[8]. Questa manifestazione fa parte della campagna nazionale “Hands off”[9] (“Giù le mani”), che a livello nazionale e in più città si organizza contro le iniziative reazionarie di Trump.
Tallahassee, Florida
Oltre 1000 persone hanno preso parte alla campagna nazionale “Hands off”. Anche qui hanno partecipato parecchie organizzazioni tra cui: Food Not Bombs,[10] Tallahassee Immigrant Rights Alliance (TIRA),[11] gli Students for a Democratic Society (SDS), l’AFL-CIO,[12] la Planned Parenthood,[13] la Tallahassee Community Action Community (TCAC)[14] e FRSO.
Milwaukee, Winsconsin
Anche a Milwaukee circa 8000 persone hanno preso parte alla protesta “Hands off”. Hanno partecipato diverse organizzazioni tra cui: Voces de la Frontera, il Milwaukee Area Labor Council, AFL-CIO, AFSCME[15].
Appleton, Winsconsin
Anche a Appleton hanno partecipato in circa 2500 alla campagna nazionale “Hands off”. Tanner Ziebell, membro di Hate Free Outagamie[16] ha detto: “Non è stato solo Trump a metterci in questa situazione, è un sistema che permette a un’amministrazione come questa di arrivare al potere, e dove la migliore strategia di resistenza dei politici istituzionali è quella di esporre cartelli in televisione e ribadire lo status quo. Questo non è un sistema che serve gli interessi del popolo. Non voglio indorare la pillola, la strada sarà lunga, ma siamo più che in grado di spianarla. Trump e questo sistema non sono onnipotenti, possono essere sconfitti!”. Hanno partecipato altre organizzazioni, tra cui l’Organizzazione nazionale delle Donne di Appleton, SDS, Democratic Socialist of America, Forward Fox Valley[17].
Los Angeles, California
A Los Angeles di sono radunate oltre 10.000 persone per la campagna nazionale “Hands off”. La protesta è stata organizzata da un’ampia coalizione di organizzazioni, tra cui Indivisible, Move On[18] e il movimento 50501. A questi si sono uniti anche sindacati, organizzazioni per i diritti civili e altri gruppi di base.
Tampa, Florida
Oltre 3000 persone si sono radunate per protestare contro l’agenda Trump. Hanno partecipato diversi sindacati, tra cui la Pinellas Classroom Teachers Association e il West Central Florida Labor Council[19], il partito democratico locale e diverse associazioni per i diritti delle donne e per altre cause.
Dallas, Texas
Circa 2000 persone hanno preso parte alla campagna nazionale “Hands off”. Vi hanno partecipato diverse organizzazioni tra le quali: FRSO, 50501, l’Anti War Committee di Dallas, la National Alliance Against Racism and Political Repression[20], Indivisible, le Federazioni Americane dei Dipendenti Pubblici, degli insegnati e di Starbucks Workers United. Jo Hargis dell’Anti War Committee ha detto: “Quando ci uniamo per difendere reciprocamente i movimenti, quando vediamo i destini degli altri legati ai nostri, quando ci uniamo al di là dei movimenti, dei confini e di ogni divisione per unirci in azione contro il nostro nemico comune, allora costruiremo un mondo che nessun miliardario potrà mai portarci via, e non so voi, ma io sono qui per lottare per quel mondo”. Velasquez, della National Alliance Against Racism and Political Repression di Dallas e di Legalization for All, ha proseguito con un appello all’azione: “Voglio che vi impegniate nelle vostre comunità. Voglio che vi uniate a un’organizzazione che si impegna per rendere questo Paese ingovernabile”.
Saint Paul, Minnesota
Almeno 50.000 persone hanno preso parte alla campagna nazionale “Hands off”. Ha partecipato anche il presidente dell’AFL-CIO del Minnesota che ha rilanciato l’appello nazionale per la marcia del Primo Maggio, anche questa spinta dall’organizzazione 50501.
Kokomo, Indiana
Centinaia di persone hanno preso parte alla campagna nazionale “Hands off”. La protesta è stata spinta da Operation Blue Horizon[21]. Questi e FRSO hanno rilanciato una protesta per il 19 aprile.
Lafayette, Indiana
Circa 1000 persone hanno preso parte alla campagna nazionale “Hands off”. La protesta è stata organizzata dalla sezione locale di Indivisible. Durante la protesta sono stati arrestati un aggressore armato di fucile, rilasciato dalle autorità il giorno stesso, e un manifestante che lo ha colpito per proteggere una donna, questo rilasciato sotto cauzione e in attesa di processo. Ciò ha portato la comunità e le organizzazioni locali a radunarsi sotto il municipio per chiedere l’arresto dell’aggressore armato.
San Jose, California
Diverse migliaia di persone hanno preso parte alla campagna nazionale “Hands off”. L’evento è stato organizzato da Indivisible, 50501 e dal Silicon Valley Immigration Committe[22].
9 aprile
Austin, Texas
Circa 40 studenti dell’Università del Texas, hanno preso parte alla protesta, parte di una campagna promossa da SDS, per espellere l’ICE[23] dal campus e in favore degli immigrati e degli studenti detenuti per il loro attivismo pro-Palestina.
San Jose, California
Circa 60 studenti della Università Statale di San Jose hanno protestato contro la revoca del visto a12 studenti. La protesta è stata organizzata da SDS nell’ambito delle crescenti proteste studentesche contro la repressione universitaria portata vanti dall’agenda Trump e dall’ICE. Hanno preso parte all’evento anche membri di Students Against Mass Incarceration[24].
12 aprile
New Orleans, Lousiana
Circa 60 persone si sono radunate davanti all’ufficio locale dell’ICE per protestare contro la detenzione illegale di Mahmoud Khalil, attivista pro-Plestina la cui detenzione è diventata caso nazionale. Tra le organizzazioni hanno partecipato: il Movimento Giovanile Palestine, SDS e il New Orleans Community Oversight of Police[25]. L’ICE prevedeva di deportare Khalil, senza nessuna reale accusa nei suoi confronti, ma sulla base del fatto che il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che la presenza di Khalil nel Paese avrebbe “compromesso un interesse cogente della politica estera statunitense”.
Los Angeles, California
Tra il 12 e il 13 aprile si è tenuto il Vertice di Emergenza del Sud-ovest con lo scopo di unire e coordinare un ampio gruppo di organizzazioni contro le politiche anti-immigrazione dell’amministrazione Trump. Tra le varie organizzazioni hanno partecipato: FRSO, Dallas Alliance Against Racist and Political Repression (DAARPR), il Centro CSO,[26] la rete Legalization for All, Eagle Pass Border Coalition, Frontera Federation, La Mesa Nacional de los Brown Berets, Rapid Response Networks, l’Aurora Unidos CSO, il Minnesota Immigration Action Committee, il Silicon Valley Immigration Committee[27], gli Students for a Democratic Society (SDS) presso l’Università dell’Illinois-Chicago, il MEChA de Santee High, l’Union Del Barrio e il Proyecto Pastoral[28].
14 aprile
New York, New York
Oltre 40 tra studenti di diverse organizzazioni, docenti e membri della comunità, si sono radunati per chiedere conto all’Università di New York di un evento suprematista bianco intitolato “Invasione degli immigrati” che doveva tenersi qualche giorno prima all’università. L’evento doveva tenersi il 10 aprile, ma il 9 i membri universitari di SDS hanno lanciato una petizione e una dichiarazione per sospendere l’evento, la quale, in giornata ha raccolto oltre 4500 firme e l’appoggio di oltre 40 organizzazioni studentesche. Ciò ha portato, prima uno degli organizzatori a chiedere l’invio di personale di sicurezza armato e, in seguito, l’Università a cancellare l’evento.
15 aprile
Minneapolis, Minnesota
Il giorno della dichiarazione dei redditi, oltre 75 tra attivisti e membri della comunità hanno protestato davanti all’ufficio di una senatrice per chiedere il disinvestimento dalle guerre che gli USA stanno finanziando. La protesta è stata organizzata dalla Minnesota peace Action Coalition[29]. Hanno aderito diverse organizzazioni tra cui: Il Minnesota Immigrant Right Action Committee[30], l’Anti War Committee del Minnesota e la Federazione degli Insegnanti per la Palestina di Minneapolis.
17 aprile
Baton Rouge, Louisiana
Circa 15 tra membri di SDS e altri studenti hanno protesto contro l’operato dell’ICE e dell’amministrazione Trump, in seguito alla revoca di 16 visti di studenti dell’Università Statale della Louisiana. I temi ripostati sono stati molteplici e si inseriscono nelle crescenti proteste universitarie dell’ultimo periodo.
Denver, Colorado
Circa 60 manifestanti tra studenti, docenti e membri della comunità si sono riuniti per la Giornata Nazionale d’Azione per l’Istruzione Superiore indetta dall’Associazione Americana dei Professori Universitari (AAUP). La manifestazione è stata indetta da due sindacati universitari: gli United Campus Workers, che rappresentano i lavoratori dell’Università del Colorado, e la Metropolitan State Faculty Federation (MSFF), che rappresenta i docenti della Università Statale Metropolitana di Denver. La protesta è stata appoggiata anche dai membri di SDS.
18 aprile
Tampa, Florida
15 persone tra membri di SDS, di Students for Justice in Palestine, studenti e membri della comunità hanno protestato per chiedere l’allontanamento dell’ICE dall’Università della Florida del Sud, nell’ambito delle crescenti proteste universitarie contro l’operato dell’ICE e dell’amministrazione Trump.
19 aprile
Detroit, Michigan
Circa 2500 persone si sono radunate per prendere parte alla campagna nazionale “Hands off”. Il corteo è stato organizzato dall’Anti-War committee di Detroit, dal Comitato d’Azione comeunitaria, dalla Detroit Alliance Against Racist and Political Repression, dalla sezione di SDS della Wayne State University e da FRSO.
Milwaukee, Winsconsin
Migliaia di persone si sono radunate sui 15 cavalcavia autostradali della contea di Milwaukee, nell’ambito di una giornata nazionale di mobilitazione, per protestare contro gli attacchi di Trump e per chiedere una Palestina libera. Erano presenti membri di molte associazioni tra le quali: FRSO, il Milwaukee Anti-war Committee (MAC), la Milwaukee Alliance Against Racist and Political Repression, il Wisconsin Labor for Palestine (WLFP) e la Wisconsin Coalition for Justice in Palestine (WCJP)[31].
Saint Paul, Minnesota
15 mila persone hanno manifestato per la Giornata della Terra e per combattere il programma anti-clima di Trump. La protesta è stata organizzata sulla scia del successo della campagna nazionale “Hands off” in opposizione all’agenda Trump. L’evento è stato organizzato da una coalizione di organizzazioni locali riunite sotto il nome “The People’s Earth Day Coalition”[32], in cui figurano: il Climate Justice Committee, Families Against Military Madness, Three Waters Pipeline Resistance[33], Minnesota 50501, Indivisible Twin Cities, Minnesota Women’s March e Third Act[34]. Alcune delle molte altre associazioni partecipi sono: La Twin Cities Coalition for Justice, la Red Nation[35], il Minnesota Immigrant Rights Action Committee, il Minnesota Anti-War Committee e il Wrongfully Incarcerated and Over-Sentenced Families Council[36].
Denver, Colorado
Circa 8000 persone hanno preso parte alla campagna nazionale “Hands off”. La protesta è stata organizzata da un’ampia coalizione di organizzazioni, alcune di queste sono: Teamster, FRSO, Denver Anti-War Action, il Partito per il socialismo e la Liberazione e Raise Her Voice[37].
San Jose, California
Migliaia di persone hanno preso parte alla protesta contro l’agenda Trump indetta dal gruppo 50501. Vi hanno preso parte diverse organizzazioni tra le quali: il Silicon Valley Immigration Committee, Students for a Democratic Society, San Jose Against War, la San Jose May Day Coalition[38] e FRSO. John Duroyan di FRSO è intervenuto affermando: “La soluzione a questo sistema non è l’autocompiacimento o il silenzio, ma una vera soluzione. La rivoluzione!”.
Napa, California
Centinaia di persone si sono radunate per la giornata di mobilitazione nazionale contro l’agenda Trump. Al centro della protesta da parte della comunità è stata messa la richiesta di rimpatriare Kilmar, un salvadoregno, diventato caso nazionale, per essere stato deportato illegalmente, nonostante il suo visto speciale di sicurezza, nel carcere di massima sicurezza CECOT, in El Salvador.
Decorah, Iowa
Oltre 250 persone si sono riunite per la giornata nazionale di protesta contro l’agenda Trump. La manifestazione è stata organizzata da Indivisible Iowa.
Baton Rouge, Louisiana
Circa 200 membri della comunità hanno manifestato per la giornata nazionale di mobilitazione. Impossibilitati nell’identificare gli organizzatori la manifestazione è stata diretta da un membro di FRSO.
22 aprile
New Orleans
Quasi 100 infermieri accompagnati da sostenitori hanno scioperato in seguito all’annullamento della riunione di contrattazione da parte del Centro Medico Infantile della Louisiana. Terry Moguilles del sindacato National Nurses United ha annunciato che avrebbero scioperato anche il Primo Maggio per unirsi alla marcia cittadina. Step Up Louisiana[39] ha contribuito a organizzare la manifestazione.
23 aprile
New Orleans, Louisiana
Circa 40 tra membri di SDS, del Queer Trans Community Action Project[40], altri studenti, docenti e membri della comunità hanno protestato per chiedere l’allontanamento dell’ICE dalla Tulane University, nell’ambito delle crescenti proteste universitarie contro l’operato dell’ICE e dell’amministrazione Trump.
24 aprile
Portland, Oregon
Circa 80 manifestanti hanno preso parte alla protesta indetta da Portland Contra Las Deportaciones e Portland for Palestine[41] davanti all’ufficio dell’ICE. La protesta era indirizzata contro la violenza dell’ICE nei confronti degli attivisti pro-Palestina. Questa è la seconda protesta davanti all’ufficio nell’arco di pochi giorni.
26 aprile
Milwaukee, Winsconsin
Circa 1500 persone si sono radunate davanti all’ufficio dell’FBI per protestare contro l’arresto del giudice della contea di Milwaukee, Hannah Dugan. Dugan è stata arrestata dagli agenti dell’FBI dopo le accuse di “ostruzione alla giustizia”, per aver permesso a un uomo e al suo avvocato di “fuggire” da un’uscita di emergenza, durante i tentativi dell’ICE di arrestare alcune persone all’interno del tribunale della contea di Milwaukee. La protesta è stata organizzata da Milwaukee Alliance Against Racist and Political Repression (MAARPR),[42] e segue quella avvenuta subito dopo la notizia dell’arresto, la quale contava 400 persone. Oltre all’arresto della giudice al centro della protesta sono state messe anche le varie azioni repressive che l’ICE sta portando avanti, in particolare contro gli attivisti pro-Palestina e altri temi del momento.
Jacksonville, Flroida
Centinaia di persone si sono radunate rispondendo all’appello della Jacksonville Immigrant Rights Alliance (JIRA)[43] e di una coalizione di organizzazioni religiose e di base contro l’agenda Trump e la repressione portata aventi dall’ICE. Tra i vari gruppi erano presenti: Riverside Church, il Jacksonville Community Action Committee, Florida Rising,[44] Students for a Democratic Society, il Jacksonville Palestine Solidarity Network[45]. Come per molte altre proteste nel paese, sono stati messi al centro i casi di Kilmar e Mahmoud Khalil.
30 aprile
Minneapolis, Minnesota
Freedom Road Socialist Organisation ha organizzato una raccolta fondi dal 24 aprile al 15 maggio per saldare il mutuo della loro sede centrale con l’obbiettivo di raccogliere 100 mila dollari. Già in questa data l’obiettivo è stato superato raggiungendo la cifra di 104.600 dollari, con ancora due settimane di raccolta fondi da portare avanti.
[1] Studenti per una Società Democratica
[2] Collettivo del Buon Pastore, organizzazione no-profit fondata nel 2017 in risposta al sistema restrittivo delle ONG e alla sua incapacità di venire incontro alle necessità del popolo palestinese.
[3] Fratellanza Internazionale dei Lavoratori del Settore Elettrico, Federazione americana dei dipendenti pubblici.
[4] Coalizione dei Cavalieri contro il Genocidio.
[5] Studenti per la giustizia in Palestina (SJP), Giovani socialisti democratici d’America (YDSA).
[6] Rete palestinese della Florida (FPN), Partito rivoluzionario del popolo africano (AAPRP), Partito per il Socialismo e della Liberazione (PSL).
[7] I vari organismi citati sono tutti promossi, esclusi FRSO e DCAARPR, sono tutti promossi dai filippini immigrati in America.
[8] National Nurse United è il sindacato nazionale delle infermiere. Teamster è il sindacato nazionale dei trasporti. New Orleans for Community Oversight of Police è una organizzazione che controlla gli abusi della polizia.
[9] La campagna “Hands off” contro l’agenda Trump ha visto l’organizzazione di oltre 1200 eventi in tutti gli stati degli USA. Secondo gli organizzatori le manifestazioni hanno coinvolto tra le 3 e le 5 milioni di persone, con la partecipazione di decine e decine di organizzazioni tra le quali figurano anche Greenpeace, Humans Rights Campaign (il più grande gruppo di sostegno alla comunità LGBTQ), il Service Employees International Union (Sindacato che rappresenta oltre 2 milioni di lavoratori) e altri. Le proteste sono organizzate da Indivisible e dal movimento 50501 (50 proteste, 50 stati, 1 movimento), iniziativa politica di base nata nel 2025 contro l’agenda Trump, la quale oltre a questo ha promosso altre iniziative (es. Il “National Day of Action” il 19 aprile, con 600-700 eventi organizzati, il “May Day 2025” per la giornata dei lavoratori, che in USA non è festeggiata, etc.) caratterizzate dall’idea di svolgere simultaneamente in tutto il paese proteste con un obiettivo comune.
[10] Cibo, non bombe.
[11] Alleanza per i diritti degli immigrati di Tallahassee
[12] Sigla di American federation of labor and Congress (inizialmente Committee) of industrial organisations. Nel 1886 fu fondata l’AFL per sostenere le rivendicazioni dei lavoratori specializzati. Nel 1920 la federazione raggruppava ormai i 3/4 di tutti i sindacati operai. Nel 1935 si formò nel suo seno il CIO. Nel 1936 le due organizzazioni si divisero per poi riunirsi nel 1955.
[13] Pianificazione familiare
[14] Associazione di azione comunitaria di Tallahassee.
[15] Consiglio del lavoro dell’area di Milwaukee, Federazione Americana del Lavoro e Congresso delle organizzazioni industriali.
Federazione Americana dei Dipendenti Statali, Contee e Municipali.
[16] Hate Free Outagamie è un’organizzazione attivista della contea di Outagamie. Significa “Outagama libera dall’odio”.
[17] Organizzazione comunitaria apartitica del Winsconsin il cui scopo è coinvolgere i cittadini nella vita democratica.
[18] Indivisible è stata fondata nel 2016 da ex membri dello staff congressuale con lo scopo di fornire una guida su come fare pressione sui rappresentanti del congresso e bloccare le politiche dell’amministrazione. Move On è una delle principali piattaforme progressiste digitali, specializzata in campagne online, petizioni e mobilitazione elettorale.
[19] Il primo è sindacato degli insegnanti delle scuole pubbliche di Pinellas. Il secondo è un’organizzazione sindacale regionale affiliata alla Federazione Americana del Lavoro e Congresso delle Organizzazioni Industriali (AFL-CIO), la principale federazione sindacale degli USA, che unisce lavoratori qualificati e dell’industria. Vedi nota 12.
[20] Comitato Contro la Guerra e Alleanza Nazionale Contro il Razzismo e la Repressione Politica.
[21] Questo è un sottocomitato del Partito Democratico della contea di Howard, nell’area metropolitana di Kokomo.
[22] Comitato per l’Immigrazione della Silicon Valley.
[23] L’ICE è un’agenzia federale, sotto il Dipartimento per la Sicurezza Interna, che si occupa di immigrazione e controllo delle frontiere. Ad oggi è presa di mira da tutta una serie di proteste, in particolare nell’ambito universitario.
[24] Studenti Contro l’Incarcerazione di Massa.
[25] Questa è una organizzazione che si pone il ruolo di controllare gli abusi della polizia.
[26] CSO è sigla di questo centro di Los Angeles e del collettivo Aurora del Colorado, e significa Community Service Organization (Organizzazione al Servizio della Comunità).
[27] Coalizione di confine di Eagle Pass, Federazione Frontera, Consiglio nazionale dei berretti bruni, Rete di Risposta Rapida, Aurora Unita CSO, Comitato d’Azione per l’Immigrazione del Minnesota, Comitato per l’Immigrazione della Silicon Valley.
[28] Movimento Chicano di Aztlàn di Santee High, Unione di Quartiere, Progetto Pastorale.
[29] Coalizione Pacifista del Minnesota.
[30] Comitato d’Azione per i Diritti degli immigrati del Minnesota.
[31] Lavoratori del Winsconsin per la Palestina (WLFP), Coalizione del Wisconsin per la giustizia in Palestina (WCJP)
[32] La Coalizione popolare per la Giornata della Terra
[33] il Comitato per la giustizia climatica, Famiglie contro la follia militare, Resistenza all’oleodotto Three Waters.
[34] Marcia delle Donne del Minnesota, Terzo Atto.
[35] La Coalizione delle Città Gemelle per la Giustizia, la Nazione Rossa.
[36] Consiglio delle famiglie di detenuti ingiustificati e condannati in modo eccessivo.
[37] Alza la Sua Voce.
[38] Coalizione del Primo Maggio di San Jose.
[39] Fatti Avanti Louisiana; Organizzazione di base.
[40] Progetto di Azione Comunitaria Queer e Trans.
[41] Portland Contro le Deportazioni e Portland per la Palestina.
[42] Alleanza di Milwaukee contro la repressione razzista e politica
[43] Alleanza per i Diritti degli Immigrati di Jacksonville
[44] La Chiesa di Riverside, il comitato di Azione Comunitaria di Jacksonville, Florida in Ascesa.
[45] Rete di Solidarietà alla Palestina di Jacksonville






