Il 7 e 8 luglio 2026 la NATO terrà da Ankara un vertice per discutere l’attuazione della decisione presa nel 2025 al vertice dell’Aia di aumentare al 5% del PIL la spesa militare di tutti gli Stati membri della NATO, speculare con l’economia di guerra, rafforzare il sostegno all’Ucraina, isolare l’Iran e intensificare l’accerchiamento della Cina.
Tra il 23 giugno e il 1° luglio la polizia turca ha effettuato un’ondata di arresti preventivi contro centinaia tra accademici, giornalisti, avvocati, sindacalisti, militanti politici, attivisti sociali, femministe, ambientalisti e rappresentanti di organizzazioni popolari turche e giovani partecipanti al campeggio organizzato dalla Piattaforma Antimperialista Mondiale nell’ambito della sua 11° Conferenza Internazionale e delle altre iniziative contro la Terza guerra mondiale e la NATO, macchina da guerra degli imperialisti USA nel mondo.
Il blocco di internet, strade, aeroporti intorno alle strutture della NATO e a quelle che ospiteranno il vertice e il dispiegamento della repressione politica dimostrano che i gruppi imperialisti e i loro lacchè hanno bisogno di erigere un muro tra loro e le masse popolari, di moltiplicare le zone rosse, di blindare i loro vertici nel tentativo di metterli al riparo dalle protese delle masse, perché il loro operato è sempre più inviso alle masse popolari, perché il sistema da cui traggono potere e ricchezze è sempre più una gabbia che soffoca le masse popolari e devasta l’ambiente in cui viviamo: è un sistema di guerra, devastazione ambientale, oppressione e miseria.
Facendo il cane da guardia degli imperialisti USA, Erdogan e la borghesia turca pensano di accreditarsi come partner affidabile dei criminali di guerra che ospiteranno con tutti gli “onori” ad Ankara, mentre in realtà infangano l’indipendenza della Turchia e dimostrano di temere popolo turco.
Come Partito dei CARC esprimiamo la massima solidarietà con tutti i compagni, le compagne, gli attivisti e le attiviste colpite dalla repressione. Riportiamo in calce i recapiti dei principali uffici diplomatici della Repubblica di Turchia in Italia per inviare messaggi di protesta e richieste di rilascio di tutti gli arrestati.
Siamo certi che la repressione non fermerà la resistenza, la mobilitazione, l’organizzazione delle forze rivoluzionarie e progressiste in Turchia contro il vertice NATO e, più generale, contro il regime di Erdogan oppressore del popolo turco e del popolo curdo.
La repressione crescente è parte della Terza guerra mondiale in corso. Promuovere la solidarietà di classe, estenderla e usarla per elevare la resistenza delle masse popolari al procedere della crisi generale è la via per far ricadere il macigno della repressione addosso a chi l’ha scagliato.
Ogni mossa che gli imperialisti USA, sionisti, UE e i loro complici fanno, gli si ritorce contro. Non solo alimenta le contraddizioni tra i gruppi imperialisti stessi, ognuno dei quali è mosso da propri interessi e cerca di fare la parte del leone nella spartizione del bottino. Ma soprattutto accresce il disprezzo e la ribellione delle masse popolari e dei popoli contro gli imperialisti e i loro complici. Anche quando hanno ottenuto delle rapide vittorie (come in Jugoslavia nel 1999, in Afganistan nel 2002 e in Iraq nel 2003), in nessuno dei paesi occupati sono riusciti a instaurare regimi stabili, autosufficienti, su cui fare affidamento e in ognuno di questi paesi è cresciuta la resistenza contro la loro occupazione: dall’Afganistan hanno dovuto andarsene con la coda tra le gambe. In Venezuela gli imperialisti USA hanno dovuto intervenire direttamente perché non sono riusciti a rovesciare il governo rivoluzionario nonostante anni di sanzioni, boicottaggi, sabotaggi, tentativi di assassinare dirigenti rivoluzionari e altre operazioni criminali. La resistenza della Repubblica Islamica dell’Iran e il contrattacco da essa sferrato con il blocco di Hormuz hanno fatto avanzare BRICS e la de-dollarizzazione del sistema monetario e finanziario internazionale e infine costretto gli imperialisti USA a fare marcia indietro. A Gaza i sionisti hanno fatto ricorso al genocidio, hanno distrutto ospedali, scuole, strade e immobili, hanno sottoposto alla fame e alla sete gli abitanti della Striscia, ma non sono riusciti a sconfiggere le forze della Resistenza né a dividerle dalla popolazione, i sionisti non sono mai stati così isolati e invisi a livello internazionale e così divisi al loro interno e in tutto il mondo (in particolare nei paesi imperialisti) i loro crimini sono diventati un problema politico: la solidarietà con il popolo palestinese ha fatto fare un salto avanti alla lotta di classe, è diventata l’elemento unificante e il catalizzatore delle mille lotte contro la guerra, l’economia di guerra, la corsa al riarmo e ha fatto nascere nuove organizzazioni popolari.
L’imperialismo è un gigante dai piedi di argilla!
L’imperialismo è sempre stato armato fino ai denti. Ma quale che sia il tipo di armi che ha, siano essi droni, missili, armi nucleari o qualsiasi altro genere di armi che la scienza e la tecnica possono fornirgli, niente potrà salvarlo dal suo destino inevitabile: l’imperialismo e tutte le sue armi saranno consegnati dai popoli del mondo al museo della storia!
Sostenere la resistenza delle masse popolari e dei popoli oppressi, rafforzarla, elevare il livello delle sue aspirazioni e la coscienza che la anima fino a farne la forza organizzata che metterà fine alla Terza Guerra Mondiale mettendo fine all’imperialismo!
Libertà per i nostri compagni!
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