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Cinque note sulla Repubblica Pontificia alla luce dell’opera di Bergoglio

Teresa Noce by Teresa Noce
Maggio 2, 2025
in Resistenza n. 5/2025
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1. La narrazione tossica sul Papa buono

La figura del Papa buono è stata una manovra con cui i vertici del Vaticano hanno cercato di fare fronte al crollo del consenso e del seguito fra le masse popolari, un fenomeno dirompente in tutti i paesi imperialisti, ma che inizia a manifestarsi anche nei paesi oppressi.
Il crollo delle adesioni e del consenso, del resto, è del tutto normale. Il Vaticano e la sua Chiesa sono quanto di più anacronistico esista al mondo. Obsoleti più del “regime degli ayatollah” iraniani, contro cui si scaglia la propaganda borghese tutti i giorni, della monarchia saudita e di quella britannica.
Il Vaticano è un regno teocratico e sessista che vive di parassitismo e torbidi interessi, basa il suo potere politico sul ricatto (in ragione degli inconfessabili segreti che custodisce) e sulla circonvenzione delle masse popolari; il suo potere economico e finanziario si sorregge sulla rapina e sulla speculazione.
L’esistenza del Vaticano è una zavorra per la masse popolari e la figura di un Papa buono, progressista e rivoluzionario (sic!) è solo la laccatura di un vecchio arnese, necessaria per evitare che le masse popolari se ne liberino definitivamente.

2. Il potere temporale del Papa

Il Papa e il Vaticano hanno un enorme potere, benché il loro ruolo sia completamente irresponsabile. In altri termini: non figurano mai pubblicamente nella definizione di alcun indirizzo politico ostile e contrario agli interessi delle masse popolari, nonostante il loro potere e la loro influenza. Questo vale in termini generali, nel mondo intero, e questo vale in modo particolare in Italia.
In Italia, il Vaticano è il governo occulto e di ultima istanza; la struttura di potere a cui gli imperialisti Usa, con l’accordo dei revisionisti che guidavano il Pci, affidarono il governo del paese dopo il 1945.
Questo non significa che il Papa è il presidente del consiglio “perennemente in carica”, significa che tutti i governi della Repubblica italiana devono passare sotto l’egida del Vaticano, come tutte le loro misure politiche.
Questo fa dell’Italia, unico caso al mondo fra i paesi imperialisti, una Repubblica Pontificia.
La tipica doppia morale clericale comporta che occasionalmente il Papa si schieri contro questa o quella misura del governo italiano, tuttavia non è mai successo che il disaccordo su una singola misura compromettesse gli equilibri di potere che il Vaticano stesso ha benedetto.
Durante il regno di Bergoglio è successo spesso: ad esempio contro le politiche razziste del governo Meloni in tema di immigrazione (ma a questo proposito va considerato che il Vaticano, in Italia, è azionista di maggioranza della speculazione sul traffico di esseri umani) e contro la guerra. Le dichiarazioni accorate e ispirate alla carità cristiana, tuttavia, non hanno mai comportato un’azione concreta coerente.
Le dichiarazioni di Bergoglio contro la guerra e il riarmo hanno avuto in termini pratici lo stesso valore di quelle pronunciate dalla ragazzotta in costume sul palco di Miss Italia. Con la differenza che la ragazzotta in costume non ha effettivamente alcuna possibilità di darvi seguito pratico, mentre Bergoglio avrebbe potuto muovere la potente, ramificata, capillare e ben informata rete vaticana per esercitare più di una pressione sui guerrafondai e i trafficanti di armi.
Banalmente, avrebbe potuto dirottare gli ingenti investimenti del Vaticano dalle banche armate e dal traffico di armi verso settori più consoni ed “etici”, ma ovviamente ciò non è accaduto.

3. Repubblica Pontificia

La Carovana del (n)Pci ha dedicato tempo e risorse ad analizzare, fra le altre cose, la particolare struttura di potere del nostro paese: la Repubblica Pontificia. Superficiale atteggiamento liquidatorio, sciocca approssimazione o persino aperto dileggio sono le reazioni più diffuse del resto del movimento comunista cosciente e organizzato a questa sintesi. Eppure rispetto al ruolo del Vaticano in Italia c’è ben più di “qualche indizio”.
Dal consolidamento del regime Dc nel dopoguerra agli intrighi nelle stragi di Stato fra governo, mafia, servizi segreti, organizzazioni neofasciste e la Nato negli anni Settanta, dai misteri irrisolti, che sono tali perché nessuna procura ha mai potuto varcare la soglia di San Pietro, fino alle continue ingerenze nella vita politica (ad esempio, contro il diritto all’aborto e contro la legge sul fine vita).
Il Vaticano e la Chiesa godono di enormi benefici economici a danno delle masse popolari: sono a capo del più grande patrimonio immobiliare esistente in Italia, ma non pagano le tasse; hanno il monopolio quasi esclusivo dell’istruzione (scuole e università) e della sanità private. Concorrono, più precisamente, allo smantellamento del servizio pubblico in favore delle loro aziende private.
Lo Stato agevola in mille modi, direttamente e indirettamente, il Vaticano: l’8×1000 è solo la punta dell’iceberg.
Quale che sia il paese che si prende in esame, cinque giorni di lutto per la morte di un Papa è un fatto unico nella storia moderna, ma è la “normalità” della Repubblica Pontificia italiana.

4. Due manifestazioni di clericalismo nel movimento comunista italiano

Che larga parte del movimento comunista italiano trovi singolare, o persino “surreale”, la conclusione che l’Italia è una Repubblica Pontificia non stupisce più di tanto. Le manifestazioni di cordoglio, stima e anche riconoscenza con cui la grande maggioranza dei partiti e dei movimenti che si definiscono comunisti ha omaggiato Bergoglio è una plateale forma di sottomissione alla Repubblica Pontificia. È una questione di (mancata) indipendenza ideologica dalla classe dominante.
Chi, fra i comunisti, ha dato credito alle parole di Bergoglio contro la guerra, ad esempio, nel migliore dei casi ha manifestato la propria ingenuità e nel peggiore dei casi si è reso complice, consapevolmente o meno, di una manovra per intossicare le coscienze delle masse popolari.
Del tutto speculare alla sottomissione ideologica e politica alla Repubblica Pontificia è un’altra deviazione: l’estremismo anticlericale. Denunciare il ruolo oppressivo del Vaticano e i privilegi di cui gode il clero, senza inquadrare la funzione del Vaticano nel sistema politico italiano, è un altro modo per confondere le condizioni specifiche in cui si svolge la lotta politica rivoluzionaria nel nostro paese.
“Conquistare il potere politico in Italia in concreto significa soprattutto eliminare la Chiesa: gli altri puntelli dell’attuale regime politico (l’imperialismo americano, le organizzazioni criminali, i partiti e le altre organizzazioni politiche della borghesia, i sionisti, la Confindustria, ecc.) hanno infatti un ruolo ausiliario.
Il Vaticano e la sua Chiesa sono il principale pilastro del regime politico che impone e mantiene il dominio della borghesia imperialista nel nostro paese, a tutela del suo ordinamento sociale.
Non è possibile per la classe operaia condurre le masse a instaurare la dittatura del proletariato senza eliminare il Vaticano e la sua Chiesa.
In Italia non è possibile compiere alcuna rivoluzione sociale senza eliminare questo ostacolo.
(…) L’eliminazione della Chiesa e del Vaticano è una questione che riguarda tutto il movimento comunista internazionale, dato il ruolo controrivoluzionario che il Vaticano e la sua Chiesa svolgono a livello internazionale, parallelo al ruolo di gendarme mondiale che svolge l’imperialismo americano.
Tuttavia nell’adempimento di questo compito internazionale il movimento comunista italiano ha un ruolo particolare, analogo a quello che il movimento comunista americano ha nell’adempimento del compito internazionale di eliminare l’imperialismo americano” – Dal Manifesto Programma del (n)Pci.

5. Contraddizioni, dialettica e linea di massa

In conclusione è utile trattare due questioni accessorie, ma anch’esse importanti.
a. Il problema delle manifestazioni di cordoglio, stima e anche riconoscenza verso Bergoglio riguarda SOLO i partiti e le organizzazioni del movimento comunista cosciente e organizzato.
Noi comunisti combattiamo la concezione clericale del mondo e la concezione borghese del mondo, ma non combattiamo quegli elementi e quei settori delle masse popolari che ne sono influenzati. Combattiamo per la concezione scientifica e materialista dialettica del mondo, ma non combattiamo (non deridiamo, non condanniamo) la spiritualità delle masse popolari.
b. Hanno fatto più che bene i portuali del Calp di Genova a incontrare Bergoglio e sostenere le sue parole contro la guerra come hanno fatto bene, nel 2018, le famiglie dello Spin Time Labs di Roma a farsi pagare dall’elemosinere del Papa le bollette nel palazzo occupato in cui vivevano. Così come fanno bene tutti coloro che entrano a gamba tesa nelle contraddizioni della classe dominante, nelle contraddizioni del nemico.
La cosa importante è avere chiaro che di cosa si tratta. Entrare a gamba tesa nelle contraddizioni della classe dominante, nelle contraddizioni del nemico, è ben diverso dal credere di avere a che fare con un rivoluzionario momentaneamente a capo del più longevo e ramificato gruppo imperialista del mondo.

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Comments 1

  1. Patrizia Biasini says:
    1 anno ago

    Ben articolato. Va diffuso

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    Rispondi

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