martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Discriminazioni salariali in fabbrica. Intervista a Laura Tiraboschi, impiegata alla Brembo di Curno (BG)

Teresa Noce by Teresa Noce
Marzo 1, 2026
in Resistenza n. 3/2026
A A
0
0
SHARES
58
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Abbiamo intervistato una lavoratrice che ha condotto autonomamente una vertenza per vedersi riconosciuta la parità salariale rispetto ai colleghi maschi.

Il limite di questa esperienza positiva, riconosciuto dalla stessa intervistata, sta nel suo carattere individuale. Nonostante questo, ha il pregio di mostrare una determinazione esemplare e l’importanza di mettere al centro della lotta di genere l’aspetto di classe, la questione dei diritti sociali come base dei diritti civili.

Emerge, inoltre, una prospettiva da cogliere, un’idea su come avviare un dibattito collettivo e arrivare a una pratica più avanzata anche rispetto al valore e al ruolo delle mobilitazioni in occasione dell’8 Marzo.

Spesso si parla di differenze salariali fra uomini e donne. Tu hai condotto una vertenza individuale rispetto a questo, spiegaci come è andata.

Ho notato questa discriminazione grazie al fatto che ho avuto un avanzamento professionale. Ho cominciato a lavorare in officina ventisette anni addietro per poi arrivare al reparto di controllo qualità e successivamente al controllo degli strumenti di misura, che preferivo e dove ho scelto di restare.

Aumentando la mia professionalità ho avuto modo di confrontarmi con i colleghi maschi semplicemente guardando le buste paga e ho notato che c’era una differenza. Con un collega pratico di busta paga ho visto che a parità di anzianità e di mansione c’era una differenza sostanziale dovuta al non riconoscimento dei superminimi individuali assegnati discrezionalmente a ciascuno di noi.

Infatti ho sempre fatto fatica ad aver riconosciuta sia la categoria 5°Super (livello del Ccnl dei metalmeccanici, oggi sostituito dal livello B1, indicante un operaio altamente specializzato, ndr) che il superminimo: questa discriminazione è durata parecchio.

Tra me e i colleghi maschi, gli stessi che hanno iniziato con me in officina e hanno seguito il mio stesso percorso, c’è sempre stata una netta differenza salariale, che si è risolta solo nel 2024, quando ho ottenuto quasi in un unico colpo quello che loro avevano raggiunto nell’arco di circa vent’anni di servizio.

Eri discriminata pur facendo le stesse mansioni?

Sì, la contraddizione che mi ha sempre fatto soffrire era che sono stata formata per una mansione più professionale con corsi molto specifici e impegnativi, ma questo non mi veniva riconosciuto a livello salariale.

All’inizio ero passata in prestito dall’officina alla sala metrologica e lì ho imparato nuove mansioni, però ancora con il contratto da tornitrice: ritiravo la mia busta paga in officina.

Un auditing interno ha notato che io non potevo certificare la taratura degli strumenti con questo inquadramento e così mi hanno regolarizzata, cosa che avrebbe dovuto avvenire automaticamente. Anche i corsi di formazione con tanto di attestato, che mi hanno formata come tecnica specializzata, sono stati riconosciuti solo dopo i miei solleciti, solo grazie alla mia cocciutaggine.

I colleghi e le colleghe non mi hanno sostenuta, ritenevano che mi stessi accanendo in una causa persa. Questa cosa mi ha fatto soffrire, fino a cadere in depressione. Mai avrei pensato di cadere in tale stato, che anche il lavoro potesse ridurti così.

Ho dovuto stringere i denti perché, per la mia condizione di classe, dovevo comunque lavorare, ma allora ci soffrivo perché ho cominciato a viverla come una questione di principio che mi stava facendo soccombere.

Ti sei rivolta ai rappresentanti sindacali?

Per sfogo amicale sì, ma mai con una richiesta di supporto formale da parte loro, perché sono dei burocrati con una scarsa coscienza di classe.

Ho condotto la mia battaglia praticamente da sola. Per i primi “avanzamenti”, dall’officina al controllo qualità, mi sono rivolta al capo delle risorse umane, mentre per quelli successivi ho trattato la cosa con il mio diretto responsabile e con il responsabile del mio reparto.

Ritieni che altre tue colleghe subiscano questa discriminazione?

Sì e credo che se si facesse un’indagine accurata, una statistica di raccolta dati fra quante donne assunte non hanno avuto quel riconoscimento di crescita professionale rispetto agli uomini, la percentuale sarebbe visibile.

Però non ho mai ravvisato in loro l’esigenza di rivendicare il riconoscimento. La vedo come una forma di rassegnazione, presente peraltro anche in alcuni maschi, quelli che magari sono poco integrati nelle dinamiche sociali nel reparto.

Il riconoscimento professionale non è automatico, sono i capireparto che ti propongono per ottenerlo. Lo gestiscono individualmente e quindi il capoturno ha voce sulla sua erogazione. Il mio responsabile e il capo del controllo qualità mi hanno chiesto di non dire ad altri che avevo preso l’aumento… ma io ho fatto festa con i colleghi!

La mia è stata una vertenza individuale, anche se l’intento era di renderla collettiva per ottenere il risultato assieme alle altre donne lavoratrici. L’ideale sarebbe riuscire ad applicare questo riconoscimento in modo sistematico, in modo che fra i lavoratori e le lavoratrici cresca la consapevolezza di un diritto da rivendicare.

Ci avviciniamo all’8 Marzo, che da anni significa anche sciopero per il riconoscimento della parità di genere. In azienda è una scadenza sentita oppure no?

Credo che sia poco sentita. La valutazione per l’adesione allo sciopero è sempre fatta sul piano economico, condizionata dal fatto che in genere i sindacati confederali non lo promuovono. Al contrario, creano sfiducia non contrastando discorsi arretrati sulla supposta particolarità di operai e operaie bergamasche rispetto a quelli di altre località: “le donne operaie hanno l’uomo da accudire, la lavatrice da fare, la casa da gestire”… veicolano un’ottica molto patriarcale.

Per far nascere l’esigenza di scioperare l’8 Marzo bisogna entrare in quelle dinamiche. Le donne sono quasi tutte bergamasche, ma anche alcune straniere promuovono questi ragionamenti.

La Fiom Brembo potrebbe dichiarare sciopero all’interno dell’azienda, aiuterebbe a introdurre il messaggio che si può fare, perché probabilmente non c’è nemmeno questa consapevolezza.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Tags: Lavoro operaio e sindacaleMovimenti
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Diritto di sciopero. A febbraio ancora precettazioni

Next Post

Intervista. Ad Ancona si è costituita l’Unione portuali autonomi dorici

Related Posts

L’ora della riscossa popolare è ora. Un ciclo nazionale di iniziative
Editoriali

Unità nazionale e guerra civile. Nervi saldi e dispiegare il contrattacco

by Teresa Noce
Marzo 1, 2026
0

...

[Firenze] Ancora Student Hotel di lusso. Ora basta! 
In evidenza

Primavera di riscossa. Pensare, progettare e agire insieme

by Teresa Noce
Marzo 1, 2026
0

...

[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!

Che la situazione sfugga di mano…

Marzo 1, 2026

Radicale e di massa. Corteo nazionale a Roma del 28 marzo

Marzo 1, 2026
Referendum del 22 e 23 marzo. Votiamo in massa NO per cacciare il governo Meloni

Referendum del 22 e 23 marzo. Un po’ di chiarezza (Votiamo in massa NO)

Marzo 1, 2026
Gli archivi Epstein e la Repubblica Pontificia

Gli archivi Epstein e la Repubblica Pontificia

Marzo 6, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d