Non credere a una sola balla degli imperialisti Usa, Ue, sionisti e i loro compari. La pace in Donbass e in Palestina, la “lotta al narcotraffico” nei Caraibi e la retorica degli accordi diplomatici “responsabili e necessari” blaterati dalla comunità internazionale dei gruppi imperialisti sono bufale.

Lo abbiamo visto in Venezuela dove l’amministrazione statunitense prima è arrivata a utilizzare metodi di pirateria internazionale per tentare di appropriarsi del petrolio venezuelano sequestrando navi dirette in Cina e a Cuba, poi è passata a quelli di una banda mafiosa qualunque con il rapimento di Maduro e la richiesta del riscatto in barili di petrolio e richiesta di sottomissione del paese agli Usa. La più assurda e ridicola delle tappe di una guerra ibrida tesa a destabilizzare il governo di Caracas e la repubblica socialista di Cuba, i due principali fari della lotta all’imperialismo Usa in America latina e nei Caraibi. Al trumpone è alla canna del gas.
Lo abbiamo visto nei giorni scorsi in Ucraina. Zelensky, il democratico, il candidato al premio Nobel per la pace 2022 – premio che neanche la giuria di questa celebrazione feticcio degli imperialisti ebbe il coraggio di consegnargli, optando per esponenti della società civile e associazioni anti russe – ha attaccato con droni incendiari due strutture civili nella regione russa di Kherson. Ha bruciato vive delle famiglie stavano festeggiando il capodanno. L’incendio ha provocato 24 morti e oltre 50 feriti. Questi droni sono armi chimiche, alla stregua delle bombe al napalm o al fosforo bianco. Armi che per il diritto internazionale in nessun caso possono essere rivolte verso obiettivi civili. Ma come per Netanyahu in Palestina, Zelensky agisce contro la popolazione russofona del Donbass con le spalle coperte dalla comunità internazionale dei gruppi imperialisti. Attacco terroristico.
Lo abbiamo visto in Palestina dove non solo “l’accordo di pace” ha sancito la prosecuzione del genocidio a Gaza e le ulteriori occupazioni da parte dei coloni della Cisgiordania ma ha portato in queste ore anche l’interdizione e nei fatti la sospensione degli aiuti e degli interventi di solidarietà delle ONG che non hanno ceduto al ricatto di far schedare i volontari e sottoporli al vaglio israeliano circa idee politiche e “curriculum”. Il tutto sotto gli occhi di Trump e Netanyahu che a Capodanno hanno festeggiato insieme brindando su una montagna di morti.
Sono le masse popolari di tutto il mondo che sanno bene cosa augurargli. Anche perché i botti di Capodanno della Comunità internazionale dei gruppi imperialisti si sono estesi anche nel resto del mondo con i bombardamenti in Nigeria, in Siria, in Afghanistan e i vari tentativi di destabilizzazione di interi paesi praticamente in ogni continente.
Accusano di terrorismo la Federazione Russa e la resistenza delle masse popolari russofone del Donbass, la resistenza palestinese e le organizzazioni che la dirigono come Hamas, il governo bolivariano e tutto il fronte delle forze popolari che lo anima e dirige. Ma i terroristi sono gli imperialisti, i loro governi e le loro guerre.
“Finché ci son padroni non ci sarà mai pace, la pace dei padroni fa comodo ai padroni, la coesistenza è truffa per farci stare buoni” così cantava una vecchia canzone degli anni Settanta.
L’imperialismo è un’epoca barbarica che deve essere risposta nella soffitta della storia. Serve un salto politico una nuova ondata di rivoluzioni proletarie e socialiste in tutto il mondo. Un’ondata che per avere forza, slancio e vigore deve partire dai paesi imperialisti. Deve spezzare le catene della comunità internazionale dei gruppi imperialisti. Questo serve innanzitutto ai popoli di tutto il mondo in lotta contro l’imperialismo.
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E allora non c’è vita e non c’è tempo migliore di quello che dedicheremo a questa impresa. Ogni comunista, ogni antimperialista e compagno del nostro paese deve darsi questo obiettivo e farlo marciare su passi concreti.
Dobbiamo cacciare il governo Meloni e impedire l’installazione di qualsiasi altro governo espressione dei poteri imperialisti e delle élite che oggi occupano e governano il nostro paese.
Dobbiamo imporre il governo di emergenza che attua con ogni mezzo queste parole d’ordine: Conquistare ogni uomo, ogni risorsa, ogni azienda, scuola, ospedale e città per fermare la terza guerra mondiale; non un uomo, né un soldo, né un metro di terra per la guerra degli imperialisti.
Per fare questo dobbiamo promuovere la costruzione degli organismi di base del nuovo potere. Parliamo di consigli e collettivi operai in ogni fabbrica, porto e officina, di comitati e collettivi in ogni scuola, ospedale e azienda pubblica. Parliamo di comitati, reti e organizzazioni popolari a difesa della salute, dell’istruzione pubblica, dell’ambiente e di ogni altra esigenza delle masse popolari. Organismi di base da far cooperare, coordinare e spingere tutte in un movimento di liberazione del nostro paese. Che si prenda il governo del nostro paese.
Questo il cuore della nuova società che prenderà il posto di quella vigente. Il socialismo non è un’idea lontana o un’aspirazione universale. È la lotta concreta e quotidiana che stiamo conducendo. È la società che già stiamo costruendo.
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