lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Sarà dura! Intervista a Nicoletta Dosio

Teresa Noce by Teresa Noce
Settembre 7, 2025
in Resistenza n. 9/2025
A A
0
0
SHARES
15
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Pubblichiamo stralci dell’intervista a Nicoletta Dosio raccolta a metà luglio e pubblicata dall’Agenzia Stampa Staffetta Rossa sul sito del P.Carc. L’intervista è molto lunga e non c’è possibilità di riprodurla per intero su Resistenza. Si rimanda a www.carc.it con la viva raccomandazione a leggerla per intero.

***

Il mondo dei padroni è letteralmente in fiamme e serve ragionare su obiettivi di riscossa. Per iniziare, che riflessioni hai?
Guardo come vanno le cose e mi rendo conto che a volte può sembrare che non c’è più nessuna speranza. Il rischio è finire in balìa del senso di impossibilità di poterle cambiare. La gente che protesta c’è, la forma, le parole e le idee ci sono, ma tutto sembra perdersi contro le leggi e le norme che tolgono agibilità. (…)
In tanti dicono che non c’è niente da fare, e magari ne sono convinti, se ne convincono, però se si pensa a quei tempi veramente bui, dove la polizia reprimeva tutto e non si poteva neanche scioperare, che bastava niente per perdere il lavoro e fare la fame… allora mi rendo conto che non è affatto vero che non c’è niente da fare. (…)

Cosa emerge dall’esperienza del Movimento No Tav?
Emergono tante cose perché è una storia lunga e ricca. Penso che la cosa principale è questa: il Movimento No Tav ha dimostrato che è possibile, che si può fare. L’ho visto con i miei occhi. Ci sono stati tanti momenti importanti, tanti snodi, ma ho proprio chiaro quel sentimento e quel clima che si respiravano alla “Libera Repubblica della Maddalena” in Val Clarea.
Quel presidio è stato un angolo di mondo conquistato e liberato, attraversato da esperienze da tutta Italia e anche dal mondo, dai palestinesi ai mapuche della Patagonia cilena. Mi ricordo infatti, tra il 2007 e il 2008, questa donna mapuche che ha fatto migliaia di chilometri per insegnarci come fare a creare un punto per la purificazione dell’acqua utilizzando determinate piante. Questo è il valore formativo e comunitario della lotta, che non è solo cultura libresca, ma cultura pratica. (…)

Il Movimento No Tav non ha “fatto una rivoluzione”, ma ha ottenuto un risultato straordinario: ha dato linfa a tutti i movimenti popolari del paese, è stato un punto di riferimento, ha educato alla lotta…
Io credo che il Movimento No Tav una rivoluzione l’ha fatta. Ha rivoluzionato il pensiero, anche il senso comune, di molte persone. Non è che prima dello sviluppo del Movimento ci fossero così tante persone, anche qui in Valle, così sensibili sulla questione del modello di sviluppo, del modo di vivere, del rapporto con l’ambiente, la natura, la salute… del fatto che lo sfruttamento dei lavoratori non è affatto slegato dallo sfruttamento dell’ambiente.
Inizialmente, l’impatto del Tav sull’ambiente e sulla salute era abbastanza chiaro, pertanto c’era terreno fertile per il Movimento. Ma c’era anche chi pensava che il Tav avrebbe deprezzato i terreni, fatto crollare il valore delle case… faceva un ragionamento prettamente economico, individualista. Tutte le altre problematiche erano per loro questioni secondarie. Ecco, questa cosa è cambiata molto. E a cambiarla è stata la pratica, non le parole, la lotta reale, quel momento in cui non ti tiri indietro, partecipi e la tua forza è il collettivo. (…)
Quella spinta che si era presentata, ad esempio, al passo del Seghino, sopra Mompantero, il 31 ottobre 2005.
Avevamo saputo che dovevano arrivare le trivelle per fare “i carotaggi”, oltretutto in una zona in cui i carotaggi non servivano a niente. Eravamo agli inizi della mobilitazione popolare, fu una specie di provocazione per tastare il Movimento, per vedere fin dove eravamo disposti a spingerci e quanto fossimo risoluti.
Saputa la notizia, avevamo dato appuntamento al Seghino, con i sindaci in prima fila e la gente dietro che li pungolava e li incalzava affinché facessero qualcosa. Per non saper né leggere né scrivere, visto che non ci fidavamo della controparte, una ventina di noi decise di salire a presidiare l’area già alle due di notte. E abbiamo fatto bene! A un certo punto, proprio all’alba, abbiamo visto le colonne di blindati che accompagnavano le trivelle che cominciavano a salire. Che fare? Eravamo proprio pochi: la scelta era fra l’accontentarsi di “aver fatto il possibile” e andarsene oppure fermarsi e fermarli. Abbiamo deciso di fermarli.
Fra di noi, qualcuno si è era portato appresso la motosega, quindi abbiamo costruito una prima barricata. Vedere abbattere quegli alberi mi ha rotto il cuore, ma poi siamo andati a piantarne di nuovi.
Fatte le prime barricate con gli alberi abbattuti, abbiamo iniziato a telefonare a tutto spiano ed è successa una cosa meravigliosa. La gente della Valle ha iniziato a salire su per la montagna. Chi era nelle case sotto dava indicazioni per i sentieri da percorrere e la gente saliva. In poco tempo alle barricate c’era tutta la Valle e un nuovo slogan era partito: “Sul ponte del Seghino, non passa il celerino! Se arriva con l’affanno, picchetta con l’inganno”.
E quello, proprio quello, è stato uno dei momenti di cui parlavo, in cui uno decide di esserci, di starci e di andare fino in fondo.
Se ce ne fossimo venuti via quando abbiamo visto la disparità di forze, se avessimo deciso che, in fondo, avevamo già fatto quello che era possibile fare, quello snodo – un vero e proprio snodo – non ci sarebbe stato. Invece, abbiamo deciso di resistere e la Valle è salita. C’erano tutti, non solo i compagni e le compagne: partecipava gente che era lontanissima dalla nostra visione del mondo…
A fine giornata, Ltf (Lyon-Turin ferroviaire) e Questura avevano dato l’assicurazione che i lavori sarebbero stati sospesi. I sindaci erano i garanti di quest’accordo, convinti di smobilitare. Anche se non eravamo affatto d’accordo, siamo scesi. Alle 22:30, invece, le forze dell’ordine sono salite e hanno fatto piazzare la trivella. Un primo grande insegnamento per noi.
A questa truffa, l’indomani abbiamo risposto occupando per la prima volta l’autostrada. Altra giornata formidabile: la gente si è riversata sulle corsie e persino il prete venne a chiedere se era vero che la trivella era stata piazzata.
La risposta della controparte è stata la militarizzazione di Mompantero. Non si poteva entrare o uscire tranne che con la certificazione di essere residenti e ogni volta dovevi mostrare i documenti. Ma non ci siamo persi d’animo, anzi. Con un po’ di ingegno popolare, se non si poteva salire per le vie principali, si andava per i sentieri con il pretesto di portare i fiori alle lapidi dei partigiani. Ci seguivano, ma noi siamo montanari e loro poliziotti tutti bardati ed equipaggiati… si stancavano prima loro. (…)

Dalle tue parole emerge spesso questa capacità del Movimento di mettere e tenere insieme anime e sensibilità diverse, ambienti diversi attorno a un unico obiettivo comune. Questo è probabilmente uno degli aspetti principali da attingere dall’esperienza del Movimento No Tav…
(…) Quando inizi a vedere le persone in carne e ossa, quando la decisione di esserci e non tirarsi indietro inizia a diventare di massa… ecco, quello è il contenuto del Movimento.
Ricorderò sempre quei cattolici, anche di destra, perché sebbene apparentemente avessero poco o niente a che fare con “noi”, quando però eravamo su in baita o alla “Libera Repubblica della Maddalena” c’erano anche loro ed erano parte integrante di quelle esperienze. Non solo, nel 2005 partecipavano anche i leghisti che sui muri scrivevano in piemontese “Soldati e trivelle fuori dalle palle”. (…)
[La] pratica comune e solidale ha permesso che il Movimento tutto, non “alcune frange”, rivendicasse tanto le marce pacifiche quanto le azioni di sabotaggio con istituzioni e media, che hanno sempre provato a dividere il Movimento.
Dicevano “noi siamo democratici, protestate pure, basta che vi limitate alle proteste e isolate i violenti”. Il gioco di mettere i valsusini buoni contro quelli cattivi. Se c’era ancora qualcuno che ci credeva, l’esperienza pratica ha fatto in modo che poi non ci credesse più nessuno. (…)

La sinergia tra locale e nazionale è un altro punto di forza che caratterizza il Movimento No Tav. Spesso dite “non abbiamo governi amici”, ma la situazione attuale impone di ragionare del governo del paese…
Noi diciamo che non abbiamo governi amici per ciò che abbiamo visto, in futuro non si sa. Per arrivare ad avere un governo amico devi però fare prima la rivoluzione. Altrimenti, puoi arrivare ad avere qualcuno, ma poi è il sistema che devi cambiare. Per avere un “nostro” governo devi fare: il Palazzo d’Inverno non lo prendi con le istituzioni.
Noi diciamo sempre che non esistono liberatori, esistono popoli che si liberano.
Con l’esperienza del M5s, la delusione è stata grande. C’è ancora chi continua a votarli, anche nel Movimento, ma è grande la confusione sotto il cielo.
Le lotte non possono partire dalle istituzioni. Io appartengo a Potere al Popolo e penso che la via parlamentare vada usata, ma è solo una delle tante strade.
Ho esperienza nelle Amministrazioni comunali già dalla fine degli anni Ottanta con il gruppo “Ambiente e Lavoro”, sintesi di esperienze come Lotta Continua e Democrazia Proletaria. Fui eletta con tanti voti, ma poi, dopo nove mesi, siamo decaduti perché volevamo essere coerenti con ciò che dicevamo. (…)
Ecco che non c’è più fiducia in nessuno da questo punto di vista: l’esperienza che abbiamo fatto ci insegna che non ci sono governi amici.
Non si può delegare. La delega danneggia sia chi la dà e, a volte, anche chi la riceve. Alcuni di loro [del M5s, ndr] erano anche in buona fede e si son fatti fregare. Al suo interno c’era tutto e il contrario di tutto, ma a differenza del Movimento No Tav, dove anche qui c’era e c’è di tutto, la gente non è cresciuta insieme. Non ci si può unire con lo scotch: non è il compromesso che serve. Serve crescere e si cresce con la rottura, con la lotta e la battaglia. (…)

Non vorrei che in qualche modo passasse l’idea che c’è stato un periodo d’oro del Movimento No Tav e che adesso quel periodo sia in qualche modo concluso. È così?
(…) Oggi il Movimento No Tav c’è, in modo diverso da prima, ma c’è. Nei momenti decisivi rispunta fuori tutta la forza, la partecipazione e non senti nessuno dire “fino a oggi ci eravamo sbagliati”. Non c’è nessuno che si dissocia da quello che il Movimento è stato e ha fatto, da quello che il Movimento è e fa.
E diciamolo chiaramente, diciamo la verità: nonostante tutto questo dispiegamento di esercito, polizia, denaro, mezzi, ecc. non hanno fatto proprio niente in termini di “avanzamento della grande opera”.
(…) Ci sono momenti di avanzamento e momenti fisiologici di riflusso, ma continui a essere presente, perché se ti fermi e allarghi le braccia… ecco, allora hai perso, allora è una disfatta, allora è come dire “ci eravamo sbagliati”… e questa sì che è resa incondizionata, e non solo per la Valle.
Sarebbe un messaggio distruttivo anche per tutti quei movimenti, per tutte quelle persone che si sono organizzate contro le grandi opere distruttive nel resto d’Italia e a cui il Movimento No Tav è stato di aiuto e sostegno, per cui il Movimento era ed è un alleato incondizionato. Insomma, va considerato anche il senso di responsabilità verso tutto il movimento popolare, di cui il Movimento è parte, quella rete di realtà che si sono messe in gioco nel corso degli anni.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Tags: Movimenti
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Elezioni regionali e lotta contro il sistema delle Larghe Intese. La campagna elettorale in Toscana e una piccola esperienza nelle Marche

Next Post

Genova. La mobilitazione dei portuali contro il traffico di armi si allarga

Related Posts

Aleggiano divieti per le manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese. Prepararsi a violarli e manifestare ugualmente
Editoriali

Guerra e rivoluzione

by Teresa Noce
Settembre 11, 2025
0

...

Serve un salto. Sulla mobilitazione del 30 novembre in solidarietà al popolo palestinese
In evidenza

Rottura politica. È possibile, oltre che necessaria

by Teresa Noce
Settembre 7, 2025
0

...

Cresce la confusione. La situazione è eccellente

Autunno caldo. Manifestazioni, mobilitazioni e iniziative

Settembre 9, 2025
Dopo Pisa, la Festa nazionale della Riscossa Popolare è a Roma il 26, 27 e 28 settembre

Dopo Pisa, la Festa nazionale della Riscossa Popolare è a Roma il 26, 27 e 28 settembre

Settembre 7, 2025
Corrispondenza – Si può iniziare anche da soli…

Corrispondenza – Si può iniziare anche da soli…

Settembre 7, 2025
Un’estate di mobilitazioni in solidarietà al popolo palestinese

Un’estate di mobilitazioni in solidarietà al popolo palestinese

Settembre 7, 2025

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d