In agosto le mobilitazioni in solidarietà col popolo palestinese non si sono fermate, anzi si sono estese coinvolgendo un gran numero di persone che sentono sempre più forte la necessità di schierarsi e fare qualcosa per dimostrare la propria contrarietà alle atrocità compiute dallo Stato sionista.
Iniziative anche molto diverse fra loro, diffuse in tutto il paese (comprese le località turistiche), che stanno a dimostrare come ci sia una grande volontà di rompere il silenzio, di cambiare il corso delle cose e cercare la via per farlo.
Riportiamo alcune di quelle più significative:
– dal 29 luglio centinaia di operatori sanitari hanno iniziato un digiuno a staffetta davanti alle sedi ospedaliere e territoriali, distretti sanitari, pronto soccorso, per protestare contro il genocidio in corso a Gaza. L’iniziativa, partita da operatori del Servizio sanitario toscano, si è poi estesa a semplici cittadini, ad amministratori locali e ad altre regioni. In continuità con questa mobilitazione, la Rete dei Sanitari per Gaza, insieme ai promotori della campagna Bds “Teva? No grazie”, hanno indetto per il 28 agosto una “Giornata nazionale di digiuno collettivo contro il genocidio a Gaza” a cui hanno aderito 30 mila operatori sanitari.
– A Cecina, oltre ad aderire al digiuno lanciato dai sanitari, le associazioni locali hanno promosso diverse iniziative, tra cui dipingere la bandiera palestinese su un muro e una biciclettata solidale che ha attraversato tutta la città.
– Sono continuate le iniziative promosse dal Collettivo di Fabbrica ex Gkn con la parola d’ordine “Urlo per Gaza e per la Palestina libera”. L’11 agosto, in occasione dell’anniversario della Liberazione di Firenze, si è tenuto un corteo a cui hanno partecipato più di cinquecento persone, tra cui famiglie palestinesi che fino a tre mesi fa erano a Gaza. Il 28 agosto il Collettivo ha promosso l’ottavo flash mob vicino alla sede della Federazione italiana Giuoco Calcio (Ficg) a Coverciano “per denunciare un sistema che accetta di giocare una partita contro uno Stato genocida”.
– Il 16 agosto a Milano decine di auto con bandiere palestinesi hanno sfilato per le strade. L’iniziativa, denominata “Carovana per la Palestina”, è stata organizzata dall’Associazione dei Palestinesi d’Italia che ha ribadito la complicità del governo Meloni con il genocidio.
– Il 22, 23 e 24 agosto a Piombino la Rete solidale e antirazzista e l’associazione islamica Arrahma hanno allestito, nella piazza centrale della città, una tenda per la pace a Gaza. Sono stati proiettati filmati, sono stati raccolti fondi da inviare a Gaza per le cucine di strada e firme per le petizioni lanciate da Amnesty, si è fatto il digiuno a staffetta.
– Il 24 agosto a Venezia, davanti alla sede regionale della Rai, il Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera ha indetto una manifestazione, a cui hanno aderito decine di organismi, per denunciare la complicità di Rai e mass media con i piani di sterminio e pulizia etnica portati avanti da governo, esercito e Stato di Israele.
– Il 30 agosto al Lido di Venezia, nell’ambito della 82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica, è sfilato un lungo corteo promosso dai centri sociali del Nord-Est e dalla Sezione 7 Martiri dell’Anpi. Vi hanno aderito centinaia di associazioni, collettivi, gruppi politici e realtà legate al mondo del cinema, nonché attori, registi, sceneggiatori e addetti ai lavori che nei giorni precedenti avevano firmato una lettera-appello per chiedere alla Biennale di prendere posizione contro il genocidio compiuto in diretta dallo Stato di Israele.
– A fine agosto si è sviluppata una grande mobilitazione promossa principalmente dall’associazione Music for Peace e dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) di Genova in sostegno alla Global Sumud Flotilla, la più grande flotta internazionale civile e umanitaria organizzata finora per rompere il blocco imposto da Israele e portare aiuti alla popolazione palestinese. In pochi giorni sono state raccolte circa 260 tonnellate di generi alimentari, allestendo punti di raccolta in varie località. Le prime navi italiane sono partite da Genova il 31 agosto, dopo una fiaccolata animata da più di 40 mila persone.
***
Cartellino rosso per Israele
A maggio il Comune di Bari, inizialmente designato dalla Federazione calcistica per ospitare l’incontro Italia-Israele, ha ufficialmente rifiutato di organizzare la partita sul proprio territorio. Il sindaco di centrosinistra, Vito Leccese, ha infatti dichiarato “non gradita” la partecipazione di Israele agli eventi sportivi nella città pugliese, costringendo così la Figc a cercare una location alternativa.
La scelta è ricaduta nuovamente su Udine, che aveva già ospitato il precedente match Italia-Israele nel 2024. Anche in questo caso, il sindaco Alberto Felice De Toni ha ribadito la sua opposizione, ma non può negare l’utilizzo del Bluenergy Stadium che è di proprietà della squadra di calcio!
È così che, a metà agosto, l’ex commissario tecnico della nazionale italiana di pallavolo maschile (oggi deputato e responsabile sport del Pd), Mauro Berruto, ha lanciato una petizione per chiedere la sospensione di Israele da tutte le competizioni sportive internazionali.
Qualche giorno dopo si è mossa anche l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (Aiac) che ha inviato una lettera-appello al presidente della Federazione italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, per chiedere un’azione ufficiale presso Uefa e Fifa sempre per escludere temporaneamente Israele dallo sport.
Nel frattempo sta montando la mobilitazione popolare contro le partite tra Italia e Israele previste per l’8 settembre a Debrecen (in Ungheria) e il 14 ottobre a Udine. Sono partite valide per le qualificazioni ai mondiali e rivestono quindi una notevole importanza per la nazionale, ma in tanti stanno chiedendo che non vengano giocate!
Sono più di duecento le associazioni sportive (locali e nazionali) che hanno aderito all’appello (lanciato da Comitato per la Palestina di Udine, Comunità Palestinese del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, Odv Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Trieste e Bds Italia) per manifestare il 14 ottobre a Udine contro la partita e portare solidarietà alla popolazione palestinese,
La partita dovrà essere annullata o disputata in un clima di assedio!






